Banda larga, per lo sviluppo dell'Italia la soluzione è il "Terzo modello": un operatore neutrale che gestisca una rete passiva

Banda larga, per lo sviluppo dell'Italia la soluzione è il "Terzo modello": un operatore neutrale che gestisca una rete passiva.

Persone Simone Bonannini
Luoghi Roma, Italia
Organizzazioni Cassa Depositi e Prestiti, Telecom Italia, Fastweb
Argomenti economia, telecomunicazioni, politica

04/giu/2012 16.51.11 Diesis Group Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Il modello di sviluppo della rete di nuova generazione, indispensabile per la crescita del paese, non può essere né quello proposto da Telecom Italie né quello di Metroweb, perché entrambi condizionati da interessi di parte. Il "Terzo modello" prevede un'operatore super partes che non veda nella sua compagine gli operatori di tlc e che gestisca una rete passiva e il suo sviluppo. Questa è l'idea che Simone Bonannini, AD di Interoute Italia, intende proporre a "Digitalia 2012", che si terrà a Roma il 6 giugno.

Afferma Bonannini: "Che cablare al più presto il più ampio numero di uffici e residenze con la banda larga in tutta Italia sia un obiettivo fondamentale per la crescita del paese è un dato assodato e condiviso da tutti, Governo compreso. Che per raggiungere questo obiettivo sia inutile e dannoso che ogni singolo operatore realizzi la propria rete è e dev'essere altrettanto chiaro." Modello quindi non proprio in linea con i due progetti antitetici, quello presentato da Telecom Italia, obbligata a mettere a disposizione degli altri operatori la propria rete, ma essa stessa operatore, e quello di Metroweb, che però con l'entrata di Fastweb nel proprio azionariato ha perso la sua connotazione di operatore neutrale e di rete passiva.

"La nostra competenza si basa sulla conoscenza internazionale -- prosegue Bonannini -- Il modello che permette lo sviluppo del sistema e del mercato è quello che vede un gestore nazionale della rete passiva e un accesso paritetico a tutti gli operatori di tlc, che sulla rete costruiscono la loro offerta con i propri servizi. In questo modo la rete è pubblica e si eliminano i conflitti d'interesse di ogni tipo: gli operatori fanno il proprio mestiere in un ambito di libero mercato tutelando la possibilità di accesso alla rete per tutti i cittadini a prescindere da dove operano e si collegano. Siamo ancora in tempo a fare in modo che la Cdp diventi il soggetto nazionale che sovrintende alla costruzione e allo sviluppo della rete e sia garante del libero accesso a tutti gli operatori. I passaggi affinché questo possa avvenire saranno discussi allo stesso tavolo proprio dai soggetti direttamente interessati: il Ministero dello sviluppo economico, la Cassa depositi e prestiti e i maggiori operatori di tlc italiani."

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl