Per combattere la “piaga” dell’abbandono temporaneo del posto di lavoro il Garante della Privacy deve dare il via libera ai rilevatori presenze biometrici

07/ago/2012 11.34.48 Bernadette Zerella Contatta l'autore

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Il comportamento scorretto di dipendenti che timbrano il cartellino anche per colleghi assenti può essere debellato con l’introduzione di rilevatori di presenza basati su un sistema di riconoscimento biometrico, ma occorre il benestare del Garante della Privacy In un momento molto difficile per l’economia italiana, in cui le parole d’ordine sono tagli alla spesa e aumento della produttività, hanno suscitato molto clamore le notizie relative all’abbandono temporaneo del posto di lavoro in molte strutture pubbliche, dove alcuni impiegati ‘strisciavano’ il badge dei colleghi assenti per simularne la presenza al lavoro. Si tratta di una prassi scorretta che potrebbe facilmente essere debellata attraverso l’introduzione di sistemi di rilevazione presenze basati sul riconoscimento biometrico come quelli di Zucchetti, che tutelano anche il dipendente perché la loro modalità di funzionamento non prevede la generazione di banche dati centralizzate di impronte digitali, ma la codifica dell’impronta in modalità alfanumerica e la sua memorizzazione sul badge nell’esclusiva disponibilità del lavoratore.

“I terminali di rilevazione presenze basati sulla biometria sono già utilizzati da tempo in tutto il mondo, soprattutto Negli Stati Uniti, non solo per il controllo accessi, ma anche per la rilevazione presenze – dichiara Domenico Uggeri, vicepresidente Zucchetti – mentre in Italia il Garante della Privacy giudica questa tecnologia ‘sproporzionata’ rispetto alla necessità per l’ente pubblico o l’azienda di verificare l’effettiva presenza del dipendente sul luogo di lavoro. Purtroppo i frequenti casi di abbandono temporaneo del posto di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, saliti alla ribalta delle cronache locali e nazionali in questi mesi, dimostrano il contrario. Zucchetti ha già pronti da anni rilevatori biometrici che rispettano la privacy del dipendente e che allo stesso tempo ne garantiscono la reale presenza al momento della timbratura, ma finora la legge non ne ha consentito l’utilizzo. Crediamo sia giunta l’ora di rivedere questa disposizione perché sarebbe un segnale concreto della volontà dello Stato di tutelare i dipendenti virtuosi e di punire assenteisti e fannulloni”.

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