UNION INVESTMENT ANALIZZA L'ANDAMENTO DEL MERCATO VALUTARIO E I RAPPORTI DI CAMBIO

20/feb/2007 11.49.00 Ogami Contatta l'autore

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UNION INVESTMENT ANALIZZA L'ANDAMENTO DEL MERCATO VALUTARIO E I RAPPORTI DI CAMBIO
 

Il venire meno delle speculazioni relative a tagli dei tassi negli USA ha avuto un chiaro impatto sui mercati valutari.  l’Euro infatti si è indebolito e a fine gennaio ha perso 2 centesimi rispetto all’inizio dell’anno. Ovviamente é la politica monetaria il fattore che influenza maggiormente l´andamento delle valute e attualmente il mercato appare dominato dall’aspettativa che la Fed, nei prossimi mesi, possa lasciare invariato il tasso di interesse all’attuale 5,25%, mentre la BCE in marzo opererà quasi certamente un rialzo portando il nuovo tasso al 4,0%. Stiamo ovviamente parlando di previsioni di mercato. Se le mosse delle banche centrali dovessero rivelarsi diverse rispetto alle aspettative allora si avrebbero conseguenti oscillazioni dei cambi. Fattori di rilevante importanza per il 2007 sono rappresentati dalla politica delle banche centrali in materia di riserve valutarie e dalle mosse dei paesi esportatori di petrolio. Assestamenti e revisioni delle attuali posizioni in valute estere provocherebbero forti movimenti sui mercati valutari e il dollaro potrebbe essere la valuta maggiormente colpita.

 

La debolezza dello Yen giapponese (la cui Banca Centrale Bank of Japan ha lasciato invariati i tassi allo 0,25%) è da imputare ai cosiddetti Carry Trades: gli investitori prendono a prestito capitali in valute con basso tassi d’interesse (come lo yen giapponese) per poi investire questo denaro in Paesi in cui i tassi d’interesse sono notevolmente più alti, come per esempio negli USA.

 

Sul mercato valutario europeo la sterlina inglese si è notevolmente apprezzata rispetto all’Euro. Inaspettato é stato il rialzo dei tassi in Norvegia. Qui, contrariamente alle previsioni, la banca centrale norvegese ha alzato il tasso principale di 25 punti base portandolo a quota 3,75%. Tale decisione è stata presa considerando anticipatamente la forte crescita economica e la crescente pressione inflazionista. Anche in questo caso il rialzo ha provocato ripercussioni sul mercato valutario con un rialzo della corona norvegese, rispetto all’Euro, superiore al 2%. Sul mercato obbligazionario, invece, non si è registrata una reazione particolare e il rialzo dei rendimenti locali é rimasto in linea con la tendenza generale dei mercati obbligazionari internazionali. Nessun movimento particolare, invece per il mercato obbligazionario svedese, dove i rendimenti locali hanno seguito l´andamento dei mercati internazionali. La corona svedese è stata caratterizzata da una bassa volatilità seguendo un andamento laterale rispetto all’Euro.

 

Nell´Europa dell´Est, infine, si é registrata una maggiore vivacità sul mercato delle principali valute dell’area. Lo zloty polacco, il fiorino ungherese e la corona ceca hanno subito perdite oscillanti dal 2% al 3% rispetto all’Euro.

 

 

 

 

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