Union Investment e i mercati dell'Europa dell'Est

01/mar/2007 17.49.00 Ogami Contatta l'autore

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I MERCATI FINANZIARI DELL’EUROPA DELL’EST

 

analisi a cura dell’Ufficio Studi di Union Investment

 

 

 

A macchia di leopardo

 

Nei mercati azionari dell’Europa dell’Est nel mese scorso non vi è stata una tendenza uniforme. Il mercato russo è stato colpito da un crollo piuttosto pesante delle quotazioni, con l’indice RTS che ha perso un buon 4 per cento. Il prezzo del petrolio in discesa ha avuto un influsso decisamente negativo e gli operatori finanziari si sono spostati dai titoli petroliferi verso titoli con un orientamento al mercato interno, quali banche, media e merci al consumo. Dato il peso dei titoli petroliferi però la loro netta underperformance ha depresso profondamente il mercato nel suo complesso. Anche la Borsa ungherese ha chiuso  al ribasso. L’indice BUX è stato messo sotto pressione per com’è composto: l’80 per cento è rappresntato da quattro titoli nei settori petroliferi, bancari, delle telecomunicazioni e farmaceutici. Per contro, la tendenza in Polonia è stata decisamente incoraggiante. Il sentiment di mercato è stato sostenuto da robusti dati economici. Ancora una volta a guidare la corsa sono stati i titoli small e mid cap, grazie anche alla solida richiesta interna.

 

Ancora avanti

 

Siamo piuttosto positivi sulle future performance dei mercati emergenti dell’Europa dell’Est. Le Borse di Russia e Polonia restano le nostre preferite in questa regione. Permane intatta la tendenza al rialzo del mercato azionario russo, che dura ormai di diversi mesi. In occasione dell’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2007 si potrà assistere a un aumento del nervosismo, ma restiamo fiduciosi per quanto riguarda la situazione generale. Un’economia che resta robusta, gli incoraggianti risultati societari e le quotazioni relativamente favorevoli continueranno probabilmente a offrire buoni stimoli al mercato. I prezzi dei petrolio o gas, malgrado le correzioni, restano alti: un altro punto a favore di una buona performance del mercato. Se la domanda di materie prime resta alta, come ci aspettiamo, i prezzi tenderanno a stabilizzarsi. Di tale situazione beneficeranno i fornitori indipendenti di energia, ma anche le grandi società petrolifere che hanno considerevoli riserve di gas. Per ragioni strutturali, perciò, le società petrolifere russe (nonostante le fluttuazioni a volte sconsiderate del prezzo dell’oro nero) restano interessanti in una visione a lungo termine. La Borsa polacca trae vantaggio dalla solida situazione macroeconomica e dagli incoraggianti dati di profitto societari. Qui sono le banche tra i nostri titoli preferiti, mentre anche i titoli small e mid cap si presentano con ottime prospettive.

 

 

 

 

 

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