Cisco 2/ Capitale umano e industry 4.0: le opportunità offerte dal colosso guidato da Chuck Robbins

13/set/2017 21:00:56 IP Report Contatta l'autore

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Al Paese mancano Data Scientist, Business Analyst, Project Manager, il Security Analyst e altri specialisti, per un totale di 85mila unità. Sono le figure necessarie per realizzare la trasformazione digitale dell’industria italiana. Occorre investire nella formazione, e anche in quella continua di figure interne all’azienda e a qualsiasi livello: i cambiamenti in atto sono talmente repentini che nessuna categoria può permettersi il lusso di segnare il passo. Una questione che si complica se la si valuta alla luce di altri sviluppi: i giovani skillati, competenti, sono consapevoli di disporre di qualche asso nella manica. Non è solo l’azienda a scegliere, ma anche loro scelgono l’azienda – che deve rendersi capace di trasmettere con efficacia i valori aziendali. In qualche modo però, skills individuali e scopi aziendali devono incontrarsi, incrociarsi per un po’ e sapersi scegliere reciprocamente. Dunque da una parte c’è la questione della formazione, ampia e complessa; dall’altra quella dell’incontro tra competenze individuali e disegni aziendali. Di qui l’impegno di grandi multinazionali come la Cisco che, come ha affermato l’Ad di Cisco Italia Agostino Santoni, «scommette sul capitale umano». Come? Anzitutto, ha formato 60mila persone in 18 mesi.

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