Anche l’Italia è stata investita dall’onda di Facebook

Il social network statunitense, creatura geniale di uno studente universitario di Harvard nel 2004, è oggi in tutto il world wide web più che un servizio in stile Web 2.0 frequentato da cento milioni di utenti, è un vero e proprio fenomeno di massa, una rete sociale che abbraccia inevitabilmente tutti gli utenti di internet.

23/set/2008 10.53.54 Marketing SMS Contatta l'autore

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Anche l’Italia è stata investita dall’onda di Facebook. Il social network statunitense, creatura geniale di uno studente universitario di Harvard nel 2004, è oggi in tutto il world wide web più che un servizio in stile Web 2.0 frequentato da cento milioni di utenti, è un vero e proprio fenomeno di massa, una rete sociale che abbraccia inevitabilmente tutti gli utenti di internet.

Nato in America come sito esclusivamente riservato agli studenti iscritti ad un corso universitario Facebook è arrivato in Italia trasformandosi in una vera e propria comunità in cui è possibile cercare vecchi amici per nome e cognome (magari ex compagni di classe), lasciare commenti sui profili altrui o partecipare a gruppi tematici. Altamente interattivo e dotato di un sistema per la condivisione di foto, il servizio permette di scambiare messaggi e di conoscere nuove persone in maniera relativamente sicura. Inoltre, è possibile iscriversi con un profilo pro, quindi registrarsi come band, inserire una playlist, e gestire un gruppo di fans.
La marcia in più di Facebook, rispetto ad altri social network come My Space ad esempio, è di poter installare sul proprio profilo dei programmini interni che permettono di fare giochi on line, telefonare con skype, trovare amici incontrati in viaggio, e tanto altro.
Nonostante il successo riscontrato negli ultimi anni, ancora molti sono gli italiani che manifestano dubbi nell’utilizzo e si pongono la stessa domanda: “Non ho capito bene a cosa serve?”. E allora per poter comprendere la potenza di Facebook e la sua idea di evoluzione basti partire dal suo fine ultimo: la comunicazione totale.
Collocare una foto e taggarla, ad esempio, vuol dire comunicare agli amici e agli amici degli amici chi era con noi quel giorno a quella festa in quel locale. Sta qui la forza della comunicazione: la notizia si propaga fino a raggiungere utenti a noi sconosciuti e conosciuti connessi alle persone taggate nella foto. Ed ecco che, come in tutte le comunicazioni che si rispettino, esistono i destinatari di quella manciata di bit di informazioni: la rete di conoscenza della vita reale. L’utilità di Facebook è proprio quella (e non solo) di mantenere e gestire il collegamento con chi già conosciamo e sentiamo spesso via telefono/cellulare/mail/skype, offrendo un’opportunità in più di contatto, in pratica ti mette in contatto con le persone che ti circondano.
Paradossalmente, coloro che ignorano il significato della parola Web 2.0 sono gli stessi che comprendono Facebook più velocemente e ne fanno un uso corretto. Sono coloro che ne fanno ampio impiego e allo stesso tempo ignorano l’esistenza dei vari TwitterJaikuPlurkFriendFeedDopplr&Co. Magari ne hanno sentito parlare, ma se ne fregano serenamente. Forse è proprio questa visione semplificata e non scomposta tra decine di servizi e social network che permette loro di focalizzarsi concretamente su Facebook e di sfruttarlo come effetto di una comunicazione totale.
 “La presenza in un social network permette di allargare la propria rete di relazioni professionali, al di la degli indiscussi benefici ludici. L’associazione di foto non necessariamente appartenenti alla vita lavorativa umanizza il contatto virtuale rendendo più semplice la nascita di relazioni tra gli utenti. Chi viene invitato a condividere il proprio profilo e le proprie informazioni da un utente sconosciuto accredita lo stesso sulla base degli “amici” comuni oppure perché indicato dal sistema. La chat permette infine il contatto reale che sostituisce, a costo zero, quello telefonico” ci dice l’ing. Massimiliano Canestro, direttore commerciale della SMS Engineering, operatore ICT vincitrice del Premio IXI di Confindustria e finalista ai Microsoft WPC Awards nel 2007.
 
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Rosa Riccardo (rosa-riccardo@libero.it)
 
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