Le nostre comunicazioni quotidiane sono a rischio. Ci avete mai pensato?

31/gen/2009 18.25.35 KHAMSA SA Contatta l'autore

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Le nostre comunicazioni quotidiane sono a rischio. Ci avete mai pensato?

Chi non usa ogni giorno il telefono cellulare o l’e-mail alzi la mano. Visto? Il problema della privacy delle comunicazioni riguarda tutti noi. Ed è dietro l’angolo: oggi compiere un’intercettazione telefonica o di posta elettronica è piuttosto semplice. Forse troppo.

La tecnologia, grande traino della nostra società, ha incrementato le possibilità di comunicare fino ad abbattere quasi completamente le frontiere dello spazio e del tempo; il nostro interlocutore può trovarsi
nell’ufficio a fianco o dall’altra parte del mondo: non fa differenza.

Ma per alcuni, la differenza col passato, si sente, eccome.

Ecco il rovescio della medaglia tecnologica: la possibilità per molti non-per-forza-di-cose-super-esperti, ma semplicemente possessori di una buona conoscenza in materia di reti e canali di comunicazione, di
compiere violazioni dell’altrui privacy con mezzi relativamente semplici. Intercettazioni abusive ed accessi non autorizzati alle caselle e-mail di ignari comunicatori hanno portato al dilagare degli hacker informatici e dello spionaggio industriale.

Non stiamo parlando di fastidioso spam o del rischio di vedere il proprio pc infettato da qualche virus – cose pur sgradevoli e da cui conviene tutelarsi – ma dello specifico interesse di qualcuno ad impossessarsi delle nostre informazioni riservate per farne un uso illecito, a nostro danno.

Basti pensare alla concorrenza sleale, in caccia delle strategie aziendali e dei progetti dei propri competitor per sabotarli; basti pensare a quante informazioni importanti sono contenute in documenti ed atti ufficiali, contratti, report finanziari, etc… che è fondamentale rimangano confidenziali; basti ancora pensare a chi, senza scrupolo alcuno, non aspetta altro che scoprire qualche dettaglio della vita privata di una persona illustre, o semplicemente “scomoda”, per rendere tali informazioni pubbliche screditando il soggetto in questione; basti infine pensare al rischio di poter essere ricattati o minacciati perché dei fatti o dei contatti personali sono stati carpiti da qualche malintenzionato.

La tecnologia, dunque, ci offre la libertà di comunicare, ma allo stesso tempo ci priva di quella di poterlo fare con serenità.

O forse no.

Conscia di questo “non-sense” tecnologico, la ricerca hi-tech corre ai ripari e ci propone la crittografia: rendere i messaggi voce e quelli scritti indecifrabili, trasformarli in un flusso di dati criptati, proteggerli con un complesso sistema di password e di algoritmi matematici. Renderli, insomma, impenetrabilia qualsiasi tentativo di intercettazione o accesso non autorizzato.

La ricerca hi-tech ci propone KHAMSA.

KHAMSA, società svizzera che con il suo nome a prima vista difficile ma in fondo semplice fa di questo binomio la sua stessa filosofia: unire complessità tecnologica e facilità d’uso, sviluppando i più sofisticati sistemi di protezione a fianco dei guru della security mondiale (come Philip Zimmermann) ma offrendo strumenti versatili, facili da usare ed immediati.
Dedicati alla vita e al lavoro di tutti i giorni.

KHAMSA ci riconcilia con il mondo della tecnologia: PrivateGSM e PrivateMAIL ci restituiscono la libertà di comunicare in totale tranquillità.

E da oggi la sicurezza si può provare.
Visita www.privategsm.com e www.privatemail.ch e prova l’esperienza di una telefonata o di una email sicura.

Da oggi, con KHAMSA, si può.

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