Fabio Ghioni - Roberto Preatoni: Ombre asimmetriche. La guerra cibernetica ei suoi protagonisti

Amplificano il rumore di notizie inattendibili perchè "si trovano in rete" (come se il solo fatto di spedire una mail o pubblicare una pagina web abbia - di per sè - il "valore dell'ufficialità").

01/lug/2009 05.08.33 CTO Contatta l'autore

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Prefazione a cura di 'Andrea Monti'
La ricerca dei termini 'internet' e 'reato' sull'ultima versione disponibile dei data-base di giurisprudenza comunemente utilizzati dagli avvocati produce 31 sentenze emanate dalla Corte di cassazione penale. Dunque l'uso criminale della rete, stando a questa rapida ricerca, sarebbe sostanzialmente limitato a pornomani, giocatori d'azzardo, diffamatori e poco più. Con buona pace dei mezzi di informazione e dei 'venditori di insicurezza', non c'è traccia di criminalità organizzata, di terroristi e di organizzazioni 'alla conquista del mondo'.
Eppure, come insegnano i fatti di cui parla il libro che avete fra le mani in questo momento, l'utilizzo più tragicamente efficiente delle tecnologie della comunicazione non è consistito nella commissione di attacchi o di sabotaggi (un 'undici settembre telematico' non sarebbe certo passato inosservato), ma nello sfruttamento amplificato al massimo grado delle caratteristiche genetiche della rete: comunicare, organizzare, (dis)informare. I media tradizionali 'rimbalzano' qualsiasi straccio di rivendicazione che passa sui siti internet più improbabili. Amplificano il rumore di notizie inattendibili perchè 'si trovano in rete' (come se il solo fatto di spedire una mail o pubblicare una pagina web abbia - di per sè - il 'valore dell'ufficialità'). Gli apparati istituzionali prendono sul serio queste estemporaneità non tanto (voglio sperare) perché ci credono, ma perché oramai la 'piazza' crede che quella sia una verità quantomeno attendibile - ed è comodo che sia così. E in questo modo si contribuisce a rendere ancora più densa quella cortina fumogena dietro la quale i padroni del terrore operano, sostanzialmente, indisturbati. Fantapolitica? Esagerazioni polemiche? Forse, ma gli autori di Ombre asimmetriche - che non è, va detto, un libro 'complottista' dimostrano che non è così. Entrambi conoscono molto bene la rete, che frequentano da moltissimo tempo anche in quei 'quartieri' dove non sarebbe prudente avventurarsi da soli. Hanno accesso diretto al 'mondo grigio' dell'underground digitale al quale danno - e dal quale ricevono - il dovuto rispetto. Il che li mette nella invidiabile e privilegiata condizione di osservare senza mediazioni quello che accade nei posti più disparati del mondo - da un gratacielo di Kowloon ai sobborghi metropolitani della East Coast - e di sfruttare le caratteristiche genetiche della rete: osservare, organizzare, informare. E proprio questo - se si volesse sintetizzare in una frase il contenuto del libro - il messaggio che sembrano lasciare gli autori: knowledge is power, la conoscenza - quella vera - è potere. E la rete è lo strumento principale per combattere sullo stesso terreno i nemici che la usano per i loro scopi criminali. La cosa che emerge nel modo più chiaro, leggendo 'Ombre asimmetriche' è che - finalmente - qualcuno ha avuto il coraggio di riconoscere che non sono le tecnologie ma le persone che le usano a rappresentare opportunità o pericoli. E che se si continua ad affrontare il problema dell'uso illegale dei sistemi di comunicazione 'prendendosela' con la tecnologia invece che con i criminali, questi ultimi continueranno a 'lavorare' indisturbati. Allo stesso modo, sembrano poi dire gli autori, a che serve' disprezzare' pubblicamente l'underground digitale, quando poi - 'privatamente' - si fa tutto il contrario? Non sarebbe più efficiente, oltre che intellettualmente onesto, ammettere che in determinati settori 'c'è bisogno di aiuto' da parte di chi, giorno dopo giorno, è in prima linea sulla 'frontiera elettronica'? La 'metacategoria' hacker, che secondo gli autori, non dovrebbe in realtà spaventare nessuno, diventa così una pietra di paragone, che definisce per 'sintesi sottrattiva' chi 'hacker' non è ma - semplicemente - persegue fini eversivi o illeciti. Fabio Ghioni Man mano che il lettore si addentra fra le 'ombre' di cui parla questo libro, molte cose, paradossalmente, diventano chiare. Episodi del passato recente assumono una veste inusualmente diversa, e le notizie del presente diventano rivelatrici di un futuro prossimo inaspettato. Come nel caso della descrizione del FCS, il Future Combat System americano, talmente sofisticato e complesso da rischiare di trasformarsi da 'arma finale' in strumento di auto-annientamento dell'esercito più potente del mondo. O come nel caso della cronaca delle 'guerre di spie' che sono state combatutte intorno ad affari miliardari al di qua e al di la' dell'oceano. O come, ancora, nell'analisi che gli autori fanno delle tecniche di indagine informatica che le forze di polizia dovrebbero adottare ma che, in realtà, praticamente ignorano.
'Ombre asimmetriche' - a dispetto del nome - evidenzia in modo esplicito un dato dal quale non si può seriamente prescindere quando si affronta il tema della sicurezza (non necessariamente solo) informatica: non esiste - come dicono gli esperti di marketing - un 'terreno perfettamente piatto'. Al contrario, sempre di più gli scenari con i quali ci si confronta quotidianamente sono sfumati e confusi. E mostrano un terreno pieno di asperità e insidie in cui nello scontro fra un branco di 'cani selvatici' e un T-Rex non è detto che vinca quest'ultimo.
Fabio Ghioni, editorialista, Fabio Ghioni saggista, Fabio Ghioni conferenziere, Fabio Ghioni consulente strategico,  Fabio Ghioni top manager, Fabio Ghioni è riconosciuto come uno dei maggiori esperti mondiali di sicurezza.
 
Nel corso della sua carriera affianca diversi organismi internazionali offrendo la propria esperienza nel campo della “sicurezza asimmetrica” per la protezione di infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale. In questo campo è consulente di Governi e Istituzioni.

 

 

 

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