Diffidate della verità

27/ago/2009 14.37.30 Blog Network Contatta l'autore

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Diffidate di tutti coloro
che si fanno avanti
per parlarvi  della Verità

Queste le parole del più grande pensatore italiano vivente: Emanuele Severino.

E allora vi parlerò della Bufala.

Non so se ricordate il film: “Quinto Potere” di Sidney Lumet, un film che anticipò profeticamente alcune problematiche della comunicazione. Al pazzo che con le sue mattane aveva fatto salire gli indici d’ascolto di un talk show ma che ora pareva mettere a repentaglio i profitti dell’emittente, il direttore fece un discorso che andrebbe scolpito nella roccia. Disse che la moderna civiltà è fatta di città che sopra i marciapiedi hanno gli edifici con uomini che lavorano e soffrono, che gridano i propri ideali le proprie fedi le proprie rimostranze, ma che sotto i marciapiedi circola indisturbata la merda e il danaro che non si occupano di nessuna di queste cose.

Ecco, usai questa metafora per descrivere il mondo reale – nello specifico dell’editoria e della stampa – dove sopra il marciapiede, c’erano firme illustri, autori contesi e strapagati, premi e presentazioni, danaro sonante, mentre sotto il marciapiedi correva inerte, la merda e gli autori virtuali, tra i quali c’ero io, che ho lasciato la libera professione perché mi ero messo in testa di fare lo scrittore.
Ho pubblicato tre libri in italiano: il primo ( o forse il secondo) libro che faceva le pulci a Berlusconi, un dizionario folle per un editore napoletano con amministrazione a Trento (capiscimi ammè), un giallo da cui è venuto un interessamento da parte di SERRA CREATIVA, un peduncolo uscito da mamma Rai e scomparso poi tra mille sospetti di nepotismo. Ho collaborato con varie riviste in carta, ho messo on line migliaia di pagine, ho trovato tra le pagine di autori celebrati alcuni brani “rubacchiati” dal mio blog, il tutto senza mai incassare una lira, perché essendo io “virtuale” non si capisce come potrei pretendere soldi veri.

L’ultimo furbacchione in libreria è quell’Augias che ha rubacchiato un po’ da tutti noi e poi è stato preso con le mani nella marmellata non da uno dei cybernauti, perché a noi non ha mai risposto, ma da uno che aveva pubblicato un libro e quindi era coperto da copyright.

Non la voglio fare lunga, ricordo solo che in occasione di una campagna elettorale di Berlusconi, cominciammo a taroccare i manifesti e a farci grasse risate. Un furbacchione propose di mettere questi tarocchi tutti sul suo Sito e così facemmo. Un bel giorno ricevo una E-mail di Mursia (suppongo che tutti noi ricevemmo la medesima mail) in cui venivamo diffidati dal diffondere questo materiale perché il furbastro l’aveva pubblicato presso di loro e ne avevano i diritti. Ma il materiale è nostro! Eh no. ERA vostro, cioè di dominio pubblico ma ora che è pubblicato è di proprietà della casa editrice…
Ehehehehe

Perché vi racconto queste cose? Perché proprio in questi giorni sono avvenuti due fatti clamorosi: un quotidiano ha pubblicato la foto taroccata di Clooney con la Canalis che era un fotomontaggio ricavato da una vecchia foto della druda con un calciatore, e la redazione della Stampa – il direttore poveraccio era in ferie – ha preso una cantonata megalattica pubblicando una pagina taroccata dell’Avvenire.

Ecco, volevo dire che sono contento. Non tanto per la credibilità del Web, sempre pencolante fra gli adoratori e i detrattori, ma perché con questi tarocchi – gratuiti – qualcuno ha preso finalmente per il sedere quei furbacchioni che fanno i danè, sopra il marciapiede, rubacchiando a piene mani dal lavoro di quelli che come me scrivono sotto il marciapiede.
È una piccola cosa, ma vedrete che d’ora in poi faranno più attenzione…

www.giornalismi.info/aldovincent

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