Il 2011 è l’anno del nuovo CAD

17/gen/2011 16.34.03 Sara Borsari Contatta l'autore

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La gestione documentale elettronica è finalmente realtà obbligatoria per la pubblica amministrazione italiana. Grazie al Cad, il nuovo codice di archiviazione digitale entrato in vigore lo scorso 22 dicembre, ora le amministrazioni pubbliche sono tenute a mettersi al passo con i tempi ed a votarsi al risparmio. Quel modus operandi richiesto e contemporaneamente suggerito alle aziende per ottimizzare i propri guadagni e la gestione aziendale, diventa obbligatorio per lo stato ed i suoi enti. Con un sicuro abbattimento della burocrazia e tanta, tanta chiarezza.

L’obiettivo è ovviamente quello di ridurre i costi e fornire servizi di maggiore efficienza ai cittadini. Il decreto legislativo che ha sancito tutto questo ha non solo posto le basi per il cambiamento, ma ne ha stabilito la tempistica, dando precisi intervalli di tempo nei quali le amministrazioni sono chiamate ad effettuare le modifiche. Per esempio, per ciò che riguarda la posta elettronica certificata, i mesi di tempo per adeguare la gestione sono tre. Per l’individuazione di un ufficio responsabile dell’attività ITC  i mesi sono 4 mentre per convertire definitivamente gli archivi in digitale e darne giusta validità. Un kit firma digitale può servire allo scopo.

Non solo, in caso di mancata presenza di personale adeguato alla digitalizzazione, il decreto prevede la possibilità di assunzione di personale preparato e competente. Le parole d’ordine da oggi in poi, nell’amministrazione pubblica dovranno essere risparmio, niente burocrazia ed efficienza.

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