Tempi di pagamento delle imprese in Italia: migliora ancora la puntualità, ma restano lontani i livelli pre-crisi

16/lug/2012 16.04.11 ADP Contatta l'autore

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Nel secondo trimestre 2012, il 46,8% delle imprese italiane risulta puntuale nei pagamenti ai fornitori, una percentuale in crescita di 3,8 punti rispetto ad un anno fa (era il 43% a giugno 2011) ma sostanzialmente stabile rispetto al trimestre scorso (46,6%). Nonostante il miglioramento, frutto della forte attenzione ai crediti posta dalle imprese e dell’allungamento dei tempi concordati, resta ancora un ampio divario da colmare rispetto ai livelli pre-crisi del 2007 e 2008, quando le imprese che saldavano le transazioni commerciali con regolarità erano circa il 50% del totale.È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2012 relativo al secondo trimestre 2012 di CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information. Nel dettaglio, a giugno 2012 a fronte del 46,8% di imprese puntuali, il 47,4% ha saldato le fatture con un ritardo moderato fino a 30 giorni oltre i termini concordati. Il 3,5% delle imprese ha invece pagato con un ritardo compreso tra i 30 e i 60 giorni oltre la scadenza, l'1,4% tra 60 e 90 giorni. Il ritardo grave (oltre 90 giorni medi), infine, ha riguardato lo 0,8% delle imprese nazionali. Per quanto riguarda la classe di pagamento puntuale, il trend registrato negli ultimi anni mostra un progressivo peggioramento dalla quota di poco superiore al 50% del 2007 fino al record negativo del 2010, con un modesto 37,5%, per risalire fino al 46,8% di fine giugno 2012. Dall’analisi di CRIBIS D&B emergono significative differenze nelle abitudini di pagamento in relazione alla dimensione aziendale: come da tradizione, le micro imprese sono le più virtuose con il 49,3% di pagatori regolari, seguite dalle piccole che hanno saldato le fatture alla scadenza nel 40,1% dei casi. Decisamente meno virtuose le medie imprese, con il 26,5% di buoni pagatori, anche se i comportamenti di pagamento più critici si registrano per le imprese di grandi dimensioni (meno numerose ma con maggiori volumi di forniture), che solo nel 14,2% dei casi rispettano gli accordi contrattuali con i propri fornitori entro i termini concordati. Le performance sono molto disomogenee anche a seconda dei settori merceologici considerati. Risultati particolarmente positivi si registrano nell'Agricoltura e nei Servizi finanziari, con percentuali di “buoni pagatori” superiori al 53%, a fronte di rilevazioni negative in particolare per Commercio al dettaglio ed Edilizia, con meno del 45,1% di imprese virtuose. Confrontando il D&B Paydex medio (l'indice sintetico che valuta la performance storica dei pagamenti verso i fornitori) del 2007 con la media di giugno 2012, inoltre, emergono forti peggioramenti nell’Edilizia, nei Trasporti e distribuzione, nel Commercio al dettaglio. Evidenziano, invece, un trend positivo i Servizi finanziari e l’Agricoltura. Anche nel 2° trimestre dell’anno i comportamenti di pagamento delle imprese italiane sono migliorati, pur senza avvicinarsi ai livelli pre-crisi del 2007, quando le imprese che pagavano puntualmente rappresentavano oltre il 50% del totale – afferma Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Questi dati, però, non devono trarre in inganno e vanno letti, per così dire,  in controluce, al fine di comprendere correttamente le dinamiche sottostanti, purtroppo non tutte positive. Infatti, oltre ad essere determinato da comportamenti eterogenei (in funzione della dimensione aziendale o del settore di appartenenza), una parte di questo miglioramento indubbiamente è dovuta anche al fatto che il ritardo si è istituzionalizzato, cioè è stato incorporato nei termini di pagamento definiti contrattualmente tra le parti”. Scorrendo lungo la penisola, sono profonde le differenze nelle abitudini di pagamento tra i diversi territori. Il Nord Est si conferma la macro area del Paese più virtuosa, con la percentuale più elevata di pagamenti puntuali (53% del totale), seguita dal Nord Ovest (49,5%). Il Centro Italia si colloca al di sotto della media nazionale con il 44,2% di imprese puntuali, mentre il Sud e Isole mostra la situazione più critica, con solamente il 37,9% delle imprese che rispetta i termini di pagamento contrattualizzati.

Nel confronto regionale, l’Emilia Romagna si conferma al primo posto con il 54,8% di imprese puntuali, seguita da vicino dal Veneto (52,3%). Sul podio, a pari merito, salgono anche Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (51,7%). In coda alla classifica, invece, si posizionano Calabria (35,9%), Campania (35,3%), Sicilia (35,2%) e Sardegna con appena il 34,4% di imprese puntuali. “In questa fase ancora caratterizzata da una grande incertezza per la perdurante debolezza del quadro congiunturale emerge però un elemento positivo, rappresentato dalla maggiore attenzione da parte delle imprese italiane alla gestione dei tempi di pagamento, del credito commerciale e, più in generale, del Working Capital - conclude Preti -. Del resto, negli ultimi anni le imprese hanno investito molto in procedure e strumenti che consentissero di intercettare tempestivamente i segnali deboli di deterioramento dell’affidabilità dei propri partner, di mantenere sotto controllo la capacità del proprio portafoglio clienti di generare ricavi, di intervenire tempestivamente con azioni di prevenzione e limitazione del rischio e, soprattutto, di fare previsioni sui propri flussi di cassa. Un’operazione, questa, non a costo zero ma che riteniamo potrà dare benefici concreti anche dopo la fine della crisi.

 

Sul sito di CRIBIS D&B è possibile scaricare lo Studio Pagamenti, l’analisi completa sui pagamenti delle imprese.

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