Droni, ecco l’ultimo utilizzo.

12/ott/2014 15.55.24 Leo Contatta l'autore

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Tutti oggi conoscono i Droni, un po’ perché oramai sono in circolazione da molto nel nostro paese e stanno acquisendo dimensioni sempre più spaventose. E un po’ per gli utilizzi che oggi anche i fotografi e i cineasti ne fanno, nelle loro riprese aeree. In realtà adesso si sta diffondendo un altro ramo, nell’utilizzo di questo fantastico oggetto fantascientifico.

È questa è l’Aerofotogrammetria un’attività che ci permette di conoscere per bene il nostro territorio, cosa che assolutamente non potremmo mai fare se vivessimo sempre e comunque basandoci solo sui rilevamenti che si ottengono stando a terra. È un ramo tecnico che serve un po’ in diversi campi, ovviamente alla Cartografia perché come sappiamo il nostro territorio è sempre e costantemente in movimento.

Quindi serve in particolare, dopo un terremoto o dopo un’inondazione ma serve anche per tentare di capire come si sta muovendo il territorio in ogni sua direzione. Serve ovviamente alla Geologia ma anche all’Archeologia. Come ci ha mostrato recentemente Alberto Angela, dall’alto si riesce a comprendere cosa ci può essere sotto al terreno.

Nel nostro paese molte volte non bisogna scavare più di tanto per trovare delle catacombe, in particolare nei campi appena fuori Roma, dove si conosce per bene la storia e si conoscono le aree dove erano disposte le varie catacombe realizzate nel V secolo, questo prima che il Cristianesimo venisse riconosciuto come religione ufficiale.

Insomma un gran bel progresso ha portato questa nuova tecnologia nel campo dello studio dall’alto, se pensiamo che le prime foto aeree, risalgono al 1858 e che sono state scattate da un aerostato. In questo ambito comunque, ovvero quello dell’aerofotogrammetria, vanno considerati tre tipi di riprese aeree.

Quella Planimetria o anche verticale, con l’asse del gruppo ottico praticamente parallelo alla superficie terrestre. La Panoramica o a volo d’uccello, la quota a cui queste foto vengono eseguite è molto più bassa del precedente. Secondo gli esperti infatti e quote più basse sono più difficili da cui scattare le foto, perché proprio a causa della vicinanza bisogna essere più veloci.

Il terzo è il Trimetrogon, un po’ più complessa dei precedenti, si scattano infatti tre foto per questo “Tri” con tre camere ottiche, una centrale in posizione verticale e due laterali, inclinate di 60° verso l’esterno. Insomma questo può essere uno di quei campi dove la tecnologia non toglie il campo al lavoro dell’uomo, bensì lo assiste e in un certo senso lo tutela.

Considerando che in questa circostanza il pilota non scompare ma rimane a terra. Di fatto questi ingegni tecnologici non riescono ad essere manovrati da una sola persona, spesso hanno bisogno di un equipe di esperti, magari in svariati campi per essere il più possibile efficienti in ogni modo.

 

Anche perché in questo campo la pellicole utilizzate sono di grande formato, le quali possono essere a colori e in bianco e nero, le seconde di tipo pancromatico. Ecco perché il lavoro dell’uomo non potrà mai essere sostituito ma più che altro integrato. Inoltre forse adesso i prezzi risultano alti ma con l’andar del tempo risulterà più economico di un elicottero attrezzato per questo lavoro. 

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