StopItanglese: l'Itanglese alla radio

14/lug/2011 15.42.34 Agostini Associati Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Non solo la stampa, come da programma anche le principali emittenti radiofoniche italiane sono state oggetto di analisi da parte del gruppo di rilevazione coordinato da Massimo Arcangeli. In una breve sintesi pubblicata su StopItanglese.it, il linguista anticipa alcune considerazioni sulla base di quanto emerso dal monitoraggio che fra il 16 aprile ed il 14 maggio ha visto come protagoniste le radio italiane, in particolare i radiogiornali Rai di maggior ascolto: il Gr1 delle 8.00, il Gr2 delle 7.30, il Gr3 delle 8.45. I contenuti sono molto vari: si va dall’attualità all’economia, dalla cronaca alla moda, tuttavia emerge una tendenza comune nell’abbandonare termini italiani non appena se ne ha l’occasione. Qualche esempio? “Accanto a voci ed espressioni economico-finanziarie abbastanza familiari, per es. rating, ce ne sono altre che altrettanto familiari non sono: know - how o ancora outlook e spread” commenta Arcangeli “politica e cronaca estera ci regalano east room e situation room” mentre “le cronache mondane ci restituiscono sound and vision, commoner e facebook generation” In attesa dei risultati riguardanti la presenza di Itanglese, utilizzo di termini inglesi all’interno di contenuti italiani, da parte della televisione, i lettori ed i sostenitori del progetto StopItanglese sono chiamati ad esprimersi circa quanto emerso dall’analisi delle radio, condividendo i contenuti su Facebook oppure commentando gli articoli. Le sintesi pubblicate periodicamente rappresentano un preambolo al rapporto vero e proprio che sarà diffuso a settembre, dove sarà indicata in modo esaustivo l’incidenza di termini inglesi in Italia che, lo ricordiamo, quest’anno festeggia i 150 anni dell’unità nazionale.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl