Immaginare un nuovo ecosistema wireless

06/set/2011 10.26.33 Wi-Next Contatta l'autore

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Probabilmente il 2011 verrà ricordato come l’anno del Wi-Fi o per lo meno l’anno in cui il Wi-Fi ha vissuto il suo punto di svolta entrando ufficialmente nelle pianificazioni di tutte le telecom internazionali e locali che fino a questo momento avevano sempre evitato l’argomento come un gatto evita l’acqua.

Ma l’avvento degli smartphone prima e degli apparati domestici dopo in grado di connettersi facilmente al Wi-Fi hanno aumentato in modo esponenziale la richiesta di punti di connettività e di soluzione di reti wireless a banda larga.

I numeri che arrivano dalle varie società di analisi sono impressionanti, secondo Dell’Oro Group, una delle Società più accreditate per lo studio dei mercati Wireless, il valore del mercato delle WLan supererà nel 2015 gli 8 Miliardi di Dollari con un aumento del 49% rispetto il 2010.

Secondo ISuppli invece nel 2015 saranno venduti oltre 2 miliardi di apparati end user ( telefoni, telecamere, TV, ecc.) con radio Wi-Fi integrata

E’ naturale che nel vortice delle discussioni sul ruolo del Wi-Fi oggi si stia alzando un polverone mediatico che spesso contribuisce a creare degli Hype di mercato a discapito di una strategia di posizionamento chiara e soprattutto pianificata a medio e lungo termine.

In particolar modo in Italia in questi mesi, causa anche le elezioni amministrative appena passate, il tormentone ricorrente è Wi-Fi Gratis Per Tutti in cui il Wi-Fi viene presentato come la soluzone a tutti i mali del Digital Divide e unico motore per l’emancipazione digitale della nostra società.

Guardiamo un po di dati: secondo la IMS Research nel 2010 ci sono stati circa 5 miliardi di device connessi alla rete mentre nel 2007 ce n’erano “solo” 500 milioni. Se uniamo questo assunto al dato che ci conferma che ormai una gamma vastissima di device hanno la possiblità di collegarsi in rete per trasmettere dati e considerando l’aumento esponenziale delle applicazioni M2M wireless potremmo considerare che entro il 2015 potrebbero esserci un numero a svariati zeri di apparecchietti di ogni genere e dimensione che si collegheranno alla rete.

Va da se che in questo scenario non cosi fantascientifico, sarà necessario creare un ecosistema di tecnologie e protocolli wireless in grado di metterci nelle condizioni di poter usare la miglior tecnologia disponibile in quel luogo e in quel momento.

Qualcuno lo chiama C-Ran e il Wi-Fi dovrà trovare il suo ruolo all’interno di questo nuovo ecosistema, ma quale?

Si rende necessario cominciare ad interpretare il Wi-Fi non solo come una tecnologia per connettersi a basso costo o per creare reti Wireless Metropolitane la’ dove non arriva il cavo dell’ADSL ma come uno strumento importantissimo per realizzare reti locali a banda ultralarga specializzate in servizi a valore aggiunto come la sensoristica, il rilevamento presenza, il telemetering e contestualmente, ovviamente, la connettività a banda larga.

Un Wi-Fi in grado di gestire il roaming con la telefonia cellulare cosi da risolvere il problema spesso frequente dell’offload durante l’acquisizione di contenuti sempre più “pesanti” e multimediali.

Un Wi-Fi in grado di interagire con le altre tecnologie di trasmissione wireless a corto e medio raggio come lo Zigbee e, perchè no, il Bluetooth cosi da creare nuvole di servizi specializzati e a bassissimo consumo energetico.

Insomma forse meno Hot Spot gratis per tutti e più reti wireless integrate e piene di servizi utili e di facile comprensione.

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