L'idea di Google: vecchia come il mondo

Quindi,come detto in precedenza il nostro pregiudizio (visto nel significato"buono" del termine) si affida ad un vecchio ma alquanto veritieroproverbio: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

03/mag/2007 15.30.00 Deca's Universes - Servizi Web Marketing Contatta l'autore

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Un motore di ricerca come classifica i siti e stabilisce ilposizionamento delle pagine nei risultati di ricerca? Analisi del concetto sucui si basa la tecnologia di Google.

Nel precedentearticolo (Fattoripiù importanti per il posizionamento su Google) abbiamo visto qualicaratteristiche vengono considerate dal motore di ricerca californiano per ilranking (posizionamento nei risultati delle ricerche) dei siti contenuti neipropri database.

Ora, vorreianalizzare insieme a voi la motivazione di queste scelte operate dai tecnici diMountain View per la valutazione dei siti internet e di ogni singola pagina.

Tengo comunque aprecisare, che si tratta di opinioni strettamente personali dedottedall’esperienza e dall’analisi dei comportamenti di Google negliultimi mesi.

Infatti,questa “teoria”, si riferisce a questo preciso momento temporale eprobabilmente sarà abbandonata o ridimensionata (molto più probabile) infuturo.

Partiamodal concetto che se non si conosce una cosa, che sia un oggetto, una parola oduna persona, è naturale cercare di accostarla a qualcosa che invece conosciamomolto bene, facciamo alcuni esempi:

  • un nuovo televisore LCD, per capirne il funzionamento, lo confronteremo subito con il classico televisore a tubo catodico, per vedere se i collegamenti e le funzionalità sono simili (questo permette di capire immediatamente quasi tutte le potenzialità del nuovo apparecchio);
  • un nuovo termine, che non conosciamo, per comprendere il significato immediato lo associamo ai suoi sinonimi dei quali intendiamo molto bene il significato. Da questo raffronto saremo in grado di decifrare la contestualità della nuova parola e poterla applicare al nostro vocabolario personale;
  • una persona estranea, se non la possiamo conoscere di persona per lungo tempo e dobbiamo valutarne l’affidabilità in modo pressoché immediato, ricercheremmo informazioni sulla reputazione, da fonti che conosciamo bene, delle quali ci fidiamo e che per noi godono di una buona reputazione. In questi termini è possibile valutare una persona senza conoscerla direttamente.

Prendiamo comeesempio calzante, quest’ultimo relativo alla conoscenza ed allavalutazione di una persona a noi estranea (un po’ come Google con tutti inuovi siti internet trovati in rete).

Quindi,come detto in precedenza il nostro pregiudizio (visto nel significato“buono” del termine) si affida ad un vecchio ma alquanto veritieroproverbio:

dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

In questi termini,Google ha modificato negli ultimi mesi (circa un paio di anni) il suo algoritmodi ranking, prima quasi esclusivamente basato sui fattori on-page (contenutinel sito e controllati in toto dal webmaster) passando ad un sistema piùdemocratico, tenendo quindi molto in considerazione i fattori off-page: inprimis quello della reputazione che scaturisce da tutti componenti della rete,in modo particolare da quelli che Google conosce ai quali ha già attribuito un giudizioed un valore d’importanza.

Questonon significa, che per valutare una persona (oppure un sito) bastiesclusivamente la sua reputazione, infatti può darsi che conoscendodirettamente la persona analizzandone autonomamente tutti gli aspetti del caratterele valutazioni raccolte scostino dalla realtà. Proprio in questi termini, ilmotore va ad analizzare i contenuti ed il codice della pagina che intendeindicizzare, in modo tale da avere una propria valutazione personale del sitoe, catalogandolo, a sua volta considerarlo o meno una fonte attendibile divalutazione.

Proprioper questo motivo il motore tende a valutare l’importanza di un sito equindi di premiarlo fra i risultati delle ricerche, utilizzando fattori on-pageed off-page.

Macome fa Google a capire che reputazione ha un sito?

Ineffetti la domanda sorge spontanea… e la risposta è molto semplice:tramite i backlink (collegamenti ipertestuali fra una pagina e l’altranel web). In questi termini se una pagina riceve un link da un’altra,significa che quest’ultima ha espresso un giudizio positivo verso icontenuti della pagina che riceve il link. Quindi più una pagina riceve linkpiù questa gode di una buona reputazione.

Ma laquantità non basta, ed è proprio qui che Google si differenzia dagli altrimotori di ricerca, infatti considerando la reputazione solo a livelloquantitativo potrebbe far incorrere al motore un errore di valutazione (questoperchè alcuni siti potrebbero ottenere link da siti appositamente creati pergenerare collegamenti alle pagine da promuovere, oppure utilizzare altretecniche di linkbuilding).

Difatti,Google non considera solo il numero di link che una pagina riceve, ma anchedella loro qualità.

Come fa Google a stabilire la qualità di un link?

Qui èdifficile riuscire ad interpretare appieno i fattori che il motore diricerca analizza per valutazione qualitativa di un link, ma si possono farealcune ipotesi e considerazioni riassunte in questi punti:

  • tematicità del link: se una pagina che parla di frutta linka una pagina esterna che parla di mele, questo link avrà valenza maggiore rispetto a quello ricevuto da una pagina che parla di argomenti generalisti (Google è in grado anche di raccogliere e decifrare il testo che “contorna” il link, appunto per capirne al meglio la tematicità);
  • reputazione della fonte: questa viene calcolata come descritto in precedenza. Ma la teoria, per avere un inizio deve basarsi su alcuni punti fermi riconosciuti da Google come importanti. Sicuramente la fonte principale è proprio Google che, ha messo sé stesso al centro dell’universo di internet ed basandosi sull’esperienza, ha selezionato alcune fonti attendibili dai quali recuperare altre fonti e così via;
  • composizione del link: valutazione di come è scritto il link, se semplice (solo dominio/url) o con ancor text (collegamento di una parola o frase);
  • numero totale di backlink contenuti nella pagina: se una pagina linka 1 o 2 altre pagine, ha molto più valore rispetto ad una pagina che linka 200 altre pagine
  • posizione del link: infatti si ipotizza che un collegamento inserito fra i contentui testuali della pagina abbia un “peso” maggiore rispetto ad un semplice collegamento nel footer o nella sidebar della pagina;

Per concluderepossiamo dire che l’innovazione di Google è stata esclusivamentetecnologica, difatti non ha fatto che applicare una strategia conoscitiva e digiudizio “vecchia come il mondo”per la valutazione e classificazione dei siti all’interno del propriodatabase.

A cura di " w:st="on">Michele De Capitani -Consulenza web marketing eposizionamento sui motori di ricerca

Fonte primapubblicazione: Articoli di webmarketing

 

 

 

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