Gabella, questa conosciuta

Naturalmente non mi riferisco al pagamento di ciò che è dovuto, o che si percepisce come giustamente dovuto (in ossequio alle leggi del nostro Stato), ma di tutto ciò che viene erroneamente addebitato, perché non dovuto o perché sbagliata è la forma utilizzata per richiederne il pagamento.

27/feb/2008 23.00.00 www.ricorsionline.com Contatta l'autore

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Gabella, questa conosciuta

Un paio di anni fa, oberati da un'infinita e sempre
crescente richiesta di pagamenti di vecchie e nuove tasse,
multe, cartelle esattoriali e di pagamento, ci siamo riuniti
in un piccolo gruppo di persone ed abbiamo deciso di
difenderci, ed aiutare a difendersi anche altri, dalle
vessazioni della Pubblica Amministrazione nei nostri
confronti.

Naturalmente non mi riferisco al pagamento di ciò che è
dovuto, o che si percepisce come giustamente dovuto (in
ossequio alle leggi del nostro Stato), ma di tutto ciò che
viene erroneamente addebitato, perché non dovuto o
perché sbagliata è la forma utilizzata per richiederne
il pagamento.

In particolare ci siamo chiesti : posto che l'ignoranza
della legge non è prevista quale esimente dal nostro
ordinamento e che, in particolare, ci si richiede la
perfezione formale in tutto ciò che facciamo, in primis
nei pagamenti e nel rispetto di predeterminate procedure
formali, perché mai non dovrebbe valere lo stesso
principio anche per la Pubblica Amministrazione (o
Amministrazione Finanziaria, che dir si voglia).

Non dovrebbe, anzi, essa stessa e per prima dare un buon
esempio in quanto a corretta gestione finanziaria, e
soprattutto riguardo l'applicazione piena, conforme,
democratica e mai discriminatoria, della legge ?!
Purtroppo non sempre è così, e sempre più spesso,
anzi, forse anche in virtù di un deficit finanziario da
recuperare (o in presunzione di questo), la legge viene
applicata nel senso peggiore e più vessatorio del termine.

Qualche esempio :

1) La tassa in base alla quale paghiamo, ancora oggi, il
canone Rai si riferisce ad un "antico" tributo che era stato
ideato, nel 1938, per incassare denaro da chi, allora,
appartenendo a categorie di persone certamente abbienti, si
poteva permettere il lusso di acquistare e fare utilizzo di
apparecchi di radio diffusione che, in quanto tali, si
ritenevano meritevoli di una precisa tassazione. Volendo
sorvolare riguardo la qualità della programmazione resa,
mi chiedo fino a che punto sia giusto oberare oggi il
cittadino di questa anacronistica tassa, che ha peraltro
raggiunto e superato i 100 Euro, partendo da pochi
"centesimi di Lira" (!), se si considera anche la mole di
pubblicità che passa ogni giorno sulla televisione di
Stato (ormai alla stregua delle televisioni private, che
sono comunque gratuite).

2) L'art. 126 bis, comma 2 del CdS, che era già stato
ritenuto parzialmente illegittimo, quando, in contrasto con
la Costituzione italiana, imponeva la decurtazione dei punti
patente al proprietario del mezzo, indipendentemente da chi
fosse alla guida al momento della infrazione, prevede
tuttora una ulteriore sanzione che parte da un minimo di 250
euro ad un massimo di 1000 (!) per chi non comunica i dati
della patente del trasgressore. Ma se, come spesso capita,
la multa mi viene notificata dopo 5 mesi (leggasi 150
giorni), pure nei termini di legge ma in un tempo troppo
lontano perché si possa ricordare chi, fra le tante
persone che, all'interno della famiglia, o di qualsivoglia
altro nucleo, facciano uso del mezzo, perché mai devo
essere io costretto ad auto-denunciarmi, per evitare la
sanzione, o caso mai pagare per evitare la decurtazione dei
punti ?! E non si può ritenere forse discriminatoria
l'ulteriore onerosa multa per chi 250 euro li guadagna ogni
due settimane di lavoro (e ahimé ce ne sono, ancora oggi),
rispetto a chi li guadagna in un giorno ?!
C'e' ancora molto da fare in questo senso, e ci auguriamo
che la Corte Costituzionale possa muoversi velocemente in
questo senso, appianando le evidenti difformità di questo
articolo rispetto ai nostri principi fondamentali. Comunque
e' una lotta che stiamo portando avanti anche noi, nelle
sedi opportune.

3) Multe e sanzioni amministrative di varia natura, mai
notificate, che, redatte da società private, vengono
recapitate a domicilio dei contribuenti a distanza di anni
sotto forma di cartelle esattoriali (le c.d. cartelle pazze)
con la speranza che paghi il maggior numero di persone
possibili, posto che la gran parte di esse sono prive di
base normativa, redatte in maniera irrituale, immotivate,
scadute e comunque invalide.

Ecc, ecc, ecc...

In effetti nulla ha mai vietato, anche prima, di difendersi
da vessazioni ed errori compiuti nei confronti dei
cittadini/contribuenti, ma e' un fatto che da qualche anno a
questa parte, anche per la necessità che il nostro Paese,
per nostra fortuna, si adeguasse a normative internazionali
preesistenti e/o giurisprudenza consolidata, sono aumentati
gli strumenti di garanzia e si è vista la comparsa di
diverse Autorità c.d. garanti (non a caso imposte
dall'Unione Europea) e dei giudici di pace, in alternativa
ai prefetti, in particolare riguardo la valutazione dei
ricorsi avverso le contravvenzioni al Codice della Strada.

In questo particolare, e delicato, settore, interviene il
nostro lavoro, scrupoloso, rapido e soprattutto economico,
anche in virtù del fatto che non rappresentiamo studi
legali.

Potrete visitare il nostro sito e sottoporci il vostro
problema, ricevendo una consulenza individuale totalmente
gratuita. Solo dopo, ammesso che avremo ritenuto di poter
opporre valide motivazioni alla sanzione da voi ricevuta,
deciderete con calma e senza alcuna imposizione se
richiedere i nostri ulteriori servizi a pagamento.

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