Diminuzione degli Investimenti pubblicitari” responsabilità dei Social Network? di Andrea CANTELMI

Nell'analisi per mezzo continua la flessione della stampa dovuto soprattutto alla diminuzione di importanti settori come quello automobilistico, finanziario e della grande distribuzione.

06/feb/2009 02.35.04 comunytation Contatta l'autore

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Commentiamo il consueto report stilato dalla Nielsen, il brand che da oltre 20 anni è la fonte ufficiale per la misurazione degli investimenti pubblicitari.

Nel periodo Gennaio-Ottobre 2008 rispetto all'anno 2007 vi è stato un calo dello 0,8%. Nell'analisi per mezzo continua la flessione della stampa dovuto soprattutto alla diminuzione di importanti settori come quello automobilistico, finanziario e della grande distribuzione. Dunque la crisi economica ha colpito un settore trainante, da sempre in crescita come quello pubblicitario. In questo studio però non sono stati presi in considerazione i dati relativi all'utilizzo di Social Network e Communities, da parte delle aziende. Infatti lo testimonia la crescita del 18,5% degli investimenti pubblicitari su Internet e l'incremento di tutte le metriche relative ai consumi, nello specifico evidenziamo gli utenti connessi on-line sia da casa che dall'ufficio che arrivano alla cifra considerevole di 21 milioni, le ore di navigazione sul web passano da 22 a 27, mentre il numero medio di sessioni per persona passa da 31 nel 2007 a 34 nel 2008, infine il numero di pagine visitate arriva a 2 contro una pagina e mezza vista nel precedente anno. Dunque se già nel 1972 Marshall McLhuan coniò il concetto di PROSUMER, parola formata dalla fusione di due termini ovvero Producer o Professional, con Consumers , ipotizzando che ogni consumatore sarebbe diventato un produttore , teoria ripresa più volte anche recentemente nel libro la “Coda Lunga” dell'autore CHRIS ANDERSON , questo concetto sicuramente può essere esteso alle piccole aziende, le quali dopo un periodo di stasi hanno saputo reinventarsi, grazie alla facilità di potere decisionale in mano a pochi e alla maggiore propensione verso l'innovazione, con la capacità di monitorare i cambiamenti del mercato ed adeguare rapidamente la propria offerta.


Commento a Cura di Andrea CANTELMI Esperto in Marketing e Comunicazione

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