Mamo dagli USA a Garage 7 Heaven.

Garage 7 Heaven si dà all'arte e lo fa rimanendo però in tema di motori.

02/apr/2009 20.59.54 Garage 7 Heaven Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Garage 7 Heaven si dà all’arte e lo fa rimanendo però in tema di motori.

Saranno commercializzate, attraverso il sito www.garage7heaven.com, le opere in

serie limitata dell’artista MaMo, un artista che ha iniziato ad esporre solo

ultimamente.

Nato in Italia nel 1970, segue un percorso formativo atipico, esplorando per

gran parte della sua vita varie forme d’arte o pseudo tali. Inizia fin da

piccolo a disegnare e dimostra una grande predisposizione per i veicoli e vari

mezzi meccanici. Il disegno a mano libera arricchito di un leggero chiaro scuro

lo affascina come mezzo di sperimentazione veloce. Da qui al fumetto il passo è

breve e approfondisce questa forma d’espressione fino al 1997 circa in

contrapposizione ad opere realizzate con aerografo e acrilico. E’ con questa

tecnica che per la prima volta sperimenta il realismo o meglio

l’iper-realismo, ispirandosi apertamente alla corrente americana degli anni

60/70. Le immagini riflesse di Richard Estes, i bar e i pic-up americani di

Ralph Goings e le opere in genere di Chuck Close sono un importante

riferimento.

A questo punto la via è tracciata ed inizia uno studio a ritroso verso le fonti

del realismo, Edgar Degas, tra i fondatori dell’impressionismo, ma realista

come amava autodefinirsi, Thomas Eakins e soprattutto Edward Hopper, vero punto

di riferimento per MaMo.

Gli studi più importanti per MaMo avvengono, come per Goings, al California

College of Arts and Crafts di Oakland, dove inizia ad interessarsi a soggetti

tipicamente americani, moto, hot roads e bolidi che sfrecciano in spiaggie o

deserti desolati. MaMo però sente che manca qualcosa al suo modo di ricreare

se stesso nelle sue opere. Manca qualcosa che riesca a rappresentare realmente

la sua natura, divisa tra razionale e irrazionale, tra meccanico ed umano. E’

qui che la lezione surrealista dei grandi come Magritte o Dalì esce allo

scoperto e dipana la matassa espressiva.

Niente di realmente difficile o intrigato, ma piccoli particolari che ad una

seconda lettura dell’opera rendono il tutto piacevolmente diverso.









blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl