Intervento di Carlo Durante sull'eolico

17/apr/2008 15.26.00 MGP Comunicazione Contatta l'autore

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A chiunque governerà questo paese, perché l’energia, il nucleare, le rinnovabili, non sono né di destra né di sinistra*.

 

(*Di Carlo Durante, Amministratore delegato di Maestrale Green Energy, società milanese sviluppatrice di parchi eolici)

 

Nessuno sembra accorgersi che tre grandi fatti, di portata mondiale, rendono fondamentale gestire il settore energetico “verso il futuro”:

 

n         Il “Picco” - ci stiamo avvicinando al momento in cui le riserve di petrolio cominceranno a diminuire. Rinunciare all’economia del petrolio non è possibile, è buona coscienza però avviare la transizione.

n         Il “Climate change” e gli accordi internazionali - tutti i paesi si sono impegnati per ridurre le emissioni, con la necessità di proseguire il proprio sviluppo economico in continuità con il passato.

n         Le importazioni - la dipendenza dalle importazioni di energia minaccia la sicurezza degli approvvigionamenti e impone bollette elevate.

 

La risposta è nel portafoglio tecnologico. Non si può rinunciare a nessuna tecnologia in grado di produrre energia. E non c’è nessuna contrapposizione fra nucleare e rinnovabili. Dovrebbero convivere. Già oggi l’energia nucleare la compriamo dai Paesi che la producono anche per noi, e in un futuro non lontano se non avremo abbastanza rinnovabili saremo costretti a importarne in quantità maggiore.

 

Il nucleare è assai complesso: le autorizzazioni (siamo in Italia, non scherziamo) prenderebbero anni, la reazione contro gli impianti (siamo in Italia …) sarebbe terrificante, e poi ci sarebbe anche da realizzare gli impianti. Diciamo quindici anni? Impegniamoci da oggi, ma nessuno degli schieramenti pensi di essere in grado di mantenere la promessa entro i termini del mandato. Però impegniamoci: identifichiamo tecnologia, partner, siti. Cominciamo.

 

Investire sulle fonti rinnovabili e sulle nuove tecnologie energetiche è più veloce, e importante non solo da un punto di vista energetico e ambientale, ma anche occupazionale e di qualità dello sviluppo. I Paesi che hanno saputo cogliere per tempo l’opportunità offerta dalle rinnovabili hanno creato enorme ricchezza, hanno innovato, e detengono ora un primato tecnologico.

 

Noi non siamo pronti. E’ necessario attivare un quadro legislativo per l’accelerazione della diffusione delle rinnovabili, tale da recuperare la credibilità e velocità perdute. Se sapremo prendere questa sfida, due grandi obiettivi sono a portata di mano. Il primo: abbattere del 40% il costo delle rinnovabili. La loro diffusione può generare una riduzione dei costi stimata fra il 20-25%; e il costo delle procedure autorizzative oggi pesa il 10-15% sul costo!

Il secondo: più impresa, più lavoro - è ancora possibile scommettere sul fotovoltaico. In altri settori, come l’eolico, la sfida è più complessa. Se dovessimo raggiungere livelli tecnologici e produttivi pari a quelli, ad esempio, di Spagna e Germania, potremmo assorbire nuove posizioni di lavoro per 80-100mila persone già nel futuro a breve.

 

Ma come faremo, con circa 200 impianti bloccati e ritardi su tutte le autorizzazioni? E’ oramai ovvio: semplificare, semplificare, semplificare. Levare le scuse ad ogni blocco o ritardo.

 

In definitiva, è in gioco il nostro sviluppo: dalla rivoluzione industriale in poi, energia è fattore di sviluppo,  non gestirla rischia di frenare il nostro e di non permetterci di contrastare il potere di chi la dominerà o l’avrà saputa organizzare meglio, cioè avrà anticipato l’evolversi nel tempo del portafoglio tecnologico, di approvvigionamenti, di accesso a materie prime. Noi, nel frattempo, continueremo a discuterne.

 

 

 

Ufficio Stampa Maestrale

Maria Grazia Persico - Roberto Arlati

MGP Srl

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Mail: roberto.arlati@mgpcomunicazione.it

  

 

 

 
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