Nuova caccia al tesoro nel sottosuolo europeo

04/mag/2012 10.45.01 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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L'Industria italiana ed europea che si occupa del trattamento dei metalli a scopo industriale, come per la realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento, guide per macchine utensili, si trova oggi in una interessante situazione che potrebbe presentare la possibilità di una seconda rinascita per le miniere della vecchia Europa. Come è noto l'Unione Europea importa oggi una grande quantità di metalli da paesi extra-europei quando la sua stessa area si presenta come una porzione del continente particolarmente ricco di rame e zinco oltre che di altre materie prime preziose. Per mettere mano a questi “tesori nascosti” del sottosuolo europeo viene oggi portato in essere un progetto utile ad intervenire sulle risorse presenti per sfruttarle al meglio. Un folto gruppo di ricercatori specializzati è oggi all'opera su una delle miniere più profonde dell'intero continente, ad oltre 1400 metri di profondità è possibile trovare ancora oggi enormi quantitativi di pirite, zinco e rame che non attende altro che essere estratto ed invece la situazione attuale è la seguente: dopo oltre 40 anni di lavoro continuato la chiusura risulta imminente. Andare alla ricerca di nuovi metalli da estrarre, di cui senza dubbio il nostro sottosuolo è ricco, e riattivare le miniere cadute in disuso evitando la chiusura di quelle per cui è prevista la medesima fine, sono gli obiettivi principali dei ricercatori. Un ottimo percorso per dare all'Europa una nuova vita nel mercato dell'estrazione dei metalli evitando enormi spese su di una importazione che presenta ancora molti punti oscuri.

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