Politica Eurozona: impatto negativo sulle materie prime

Politica Eurozona: impatto negativo sulle materie prime.

Luoghi Cina, Grecia
Argomenti metallurgia, industria, economia

14/giu/2012 09.52.30 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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Sta avendo un impatto estremamente negativo sulle materie prime la mancanza di una risposta politica convincente e l'incertezza crescente in ambito economico che interessa attualmente l'intero versante della Eurozona. Un impatto negativo che interessa ovviamente tutti gli asset a rischio. Gli esperti di settore segnalano oggi una netta inversione di tendenza, questo si evidenzia in un netto deflusso che raggiunge quota 1.5 miliardi legati al mondo delle commodity. Ovviamente tale andamento ha presentato un riflesso alquanto pesante sul mercato delle materie prime. I metalli di utilizzo industriale sono senza dubbio quelli che più hanno subito e subiscono tutt'ora, questa complessa condizione. Si parla quindi dell'andamento di mercato legato a metalli come rame, stagno, nickel, acciaio, che trovano un utilizzo costante nell'operato di un vastissimo numero di aziende tra cui quello dell'automobile e della realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili; insieme alle preoccupazioni relative al forte rallentamento che arriva dalla Cina, a causa di una crescita interna insoddisfacente, uno dei timori maggiori è che passata la prima metà di giugno, più precisamente in conseguenza all'esito relativo le elezioni in Grecia, possano incrementare ulteriormente l'”effetto contagio”. Sentiment peggiorato anche su quelli che sono i metalli di base, un trend al ribasso che per il momento pare non trovare condizioni ideali al rallentamento.

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