Vintage Workshop® torna a febbraio l'unico appuntamento con il 100% Vintage di ricerca

30/dic/2009 01.58.35 Stefano Wolf Contatta l'autore

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Torna VINTAGE WORKSHOP® e torna più consapevole di prima, nel suo modo gentile, appartato, discreto, quasi privé, di essere l'unico evento in Italia che ha avuto il coraggio di prendersi un impegno molto serio nei confronti dei fruitori appassionati del vero Vintage e nei confronti soprattutto dei produttori e designer della moda contemporanea: 100% Vintage autentico e di ricerca, volutamente ed espressamente di ricerca, quella ricerca che significa libertà di presentare proposte che non mettono al primo posto l'estetica o la quantità di prodotto, bensì una qualità che difficilmente può essere reperita altrove in altre manifestazioni, fiere o mostre-mercato. Perché? Ce lo spiega Silvio, nuovo presidente in carica dell'Associazione organizzatrice "Ricercatori Moda d'Epoca" dallo scorso novembre.
"Il nostro evento non é una fiera e nemmeno una mostra dove 'tuttologi' del Vintage o commercianti più o meno improvvisati si sbizzarriscono portando qualsiasi cosa sia in loro possesso. Vintage Workshop® é una fucina di idee creative che ad ogni edizione si presenta con spunti e suggestioni fresche e inedite. Gli accessori d'epoca esposti debbono tendere ad avere una caratteristica fondamentale: quella di possedere linee, tratti, elementi, dettagli, utilizzo di materiali o volumetrie inedite, ossia non ancora riproposte in epoca attuale. Solo così, anche se questo significa per noi un grandissimo sforzo di non ripresentare mai accessori già precedentemente esposti, riusciamo a primeggiare proponendo davvero un 'distillato di ricerca' che ormai tutti ci invidiano. Non a caso, Vintage Workshop® vanta già alcuni tentativi di imitazione che ci inorgogliscono tanto più quanto più abbiamo realizzato che sono pochissimi gli esponenti del settore Vintage a meritare l'appellativo di 'ricercatori di moda d'epoca'. E questo non perché gli altri manchino di professionalità e preparazione ma perché abbiamo target di pubblico e obiettivi completamente diversi. Pochi sono disponibili come il nostro gruppo a ricercare, acquistare e catalogare accessori con lo scopo precipuo di presentarli in esclusiva in un'esposizione che é sempre in progress e che propone concretamente idee e spunti mirati a collezioni moda che usciranno ad un anno e mezzo di distanza. Il nostro progetto, sorto 5 anni fa e arrivato alla 23a edizione, é profondamente diverso da ogni altra iniziativa nel nostro settore. Personalmente ho imparato a prendere le distanze da quelle fiere che declamano nei comunicati stampa di indirizzarsi a visitatori professionali e a cool-hunters: primo perché, per lo meno in Italia, i soli veri cool-hunters sono proprio i 'Vintagisiti' qualificati e poi perché in realtà le fiere, proprio per loro natura ed esigenza, presentano espositori di diversa estrazione: dai collezionisti, agli hobbisti, ai commercianti piccoli e grandi e spesso sono giustamente eventi molto commerciali che debbono rispondere alle richieste ed ai gusti attuali del pubblico dei consumatori o, per meglio dire 'up-to-date' ". 
E infatti Vintage Workshop® non può essere up-to-date bensì necessariamente avanti, anzi, avant-guarde per riuscire a fomentare e rinfocolare ad ogni nuova stagione la fantasia e la creatività di stilisti e produttori le cui menti vengono 'spremute' da esigenze di una moda sempre più fibrillante e in corsa, basti pensare che in soli sei mesi i designers sono chiamati a disegnare non solo una collezione bensì pre-collezioni, capsule, cruises, varie linee, collezioni gadget e collezioni prettamente destinate alle sfilate. Il sentimento maggiormente registrato nel pubblico dei professionals che visita Vintage Workshop® é il senso di immersione totale in un Vintage che permette loro di assaporare continui nuovi spunti presi dal passato, di essere attorniati da stimoli creativi particolarmente adrenalinici tanto che spesso molti ci confidano che, al di là delle cose viste e acquistate, subito all'uscita del nostro salone espositivo la carica adrenalinica ricevuta li spinge a correre subito in studio e a mettersi a disegnare. In taluni casi, alcuni stilisti preferiscono addirittura fermarsi al bar dell'Admiral Hotel e riguardare il 'bottino' di 'chicche' Vintage appena acquisite mettendosi a disegnare sui tavolini stessi nel salotto del bar!  E come dar loro torto? Per chi non lo avesse ancora fatto, il miglior modo per verificare tutto questo, più che tante parole, é quello di recarsi personalmente al prossimo Vintage Workshop®, previsto dall'1 al 3 febbraio prossimi.
Per i più esigenti, ma anche per le aziende che in questo momento sono 'budget concerned', esiste inoltre un utilissimo servizio di affitto in loco di pezzi d'archivio; continua infatti Silvio: (continua da Read more)

"Vintage Workshop® é l'unico evento che presenta in itinere anche selezioni di borse, scarpe, cinture, foulards e altri accessori vintage d'archivio assolutamente rari, disponibili per il noleggio. Ci rendiamo conto che il Vintage di qualità é sempre più rarefatto e che i migliori pezzi sono ormai reperibili solo nel circuito collezionistico e presso aste specializzate con prezzi che difficilmente le Aziende possono alla lunga affrontare. Fortunatamente nel nostro gruppo di associati disponiamo di vere 'mosche bianche', cultori ed esperti che, per avere pezzi di elevatissimo livello da inserire nelle loro collezioni, sono ancora disposti a prendere aerei, viaggiare continuamente e visitare aste e collezionisti acquisendo pezzi importanti e molto costosi. L'affitto é quindi divenuto un modo per facilitare gli stilisti proponendo loro pezzi impensabili e pagando solo una frazione del costo sostenuto per acquistarli, rendendo così possibile una migliore gestione dei budget destinati alla loro ricerca e prestando loro dei pezzi altrimenti inarrivabili.
Un altro dogma che é molto difficile da accettare da parte dei commercianti di moda Vintage é quello che noi ci siamo imposti quale codice di auto-disciplina fin dal sorgere della nostra associazione: bandire il 'Remake', ovvero non presentarlo, non perché esso non sia degno e valido bensì perché il nostro tipo di pubblico non é interessato ad esso. Troviamo infatti che debbano essere altre le sedi dove presentare un buon Remake, non certo quelle deputate al Vintage ma piuttosto le fiere, le sfilate e gli eventi che presentano marchi e designer emergenti. Inoltre, nulla di quanto esponiamo é, come spesso visto altrove, nuovo o recente: amiamo spaziare in varie epoche e presentiamo manufatti provenienti da tutto il mondo, ci concediamo un massimo del 5% di proposte che siano più recenti dei canonici vent'anni e solo qualora ravvisiamo in esse qualcosa di veramente innovativo. Da veri puristi quali siamo, nelle nostre manifestazioni é inoltre vietatissimo esporre capi e accessori che siano repliche o imitazioni di qualcosa d'altro. Anche recentemente abbiamo dovuto riscontrare nelle fiere dedicate al Vintage parecchie repliche e contraffazioni e riteniamo che tutto ciò faccia davvero male al settore, danneggiando sia gli espositori di qualità sia, forse più subdolamente, il pubblico degli acquirenti. Un anno fa abbiamo lanciato una sfida: avremmo comprato tutte le borse Chanel® d'epoca che fossero in buono stato di conservazione e autentiche e che costassero fino a 400€. Questa é infatti la cifra media richiesta per borse Chanel false o contraffatte. Vorrei spingere ad una riflessione: perché mai una Chanel® d'epoca, rara e autentica dovrebbe essere venduta in fiera alla modica cifra mediamente di €300/400 quando uno dei siti di E-commerce italiano e più affermato nel mondo con una grossa sessione dedicata al Vintage vende borse Chanel® autentiche in poche ore a prezzi che partono dai 1400 Euro? Debbo purtroppo amaramente affermare tutte quelle finora viste alle fiere ai classici 300/400€ (o anche di più) erano false, salvo una che, naturalmente, abbiamo subito acquistata ma é l'eccezione che conferma la regola..."
Cosa ci consiglia dunque nel caso volessimo acquistare un'importante borsa griffata? "Diffidate dai prezzi troppo bassi e chiedete sempre una ricevuta che certifichi anche l'autenticità dell'esemplare. Solo coloro che sono davvero esperti e non hanno nulla da temere accetteranno di rilasciarvela!"

Dopo alcuni recenti clamorosi insuccessi da parte di mostre-mercato che hanno registrato un grosso decremento di visitatori, (ma quale visitatore oggi si sentirebbe rassicurato vedendo in fiera taluni espositori proporre addirittura rifacimenti vintage di borse che altro non sono che riproduzioni cinesi attuali?), nonostante la crisi economica percepita dal consumatore e dimostrata anche nel settore del brocantage e della moda d'epoca, ancora una volta il gruppo dell'Associazione culturale dei Ricercatori della Moda d'Epoca si sente incoraggiato a tener bene a mente un solido codice etico e allo stesso tempo desidera sensibilizzare tutti i propri visitatori e simpatizzanti a dimostrare sempre più concretamente la loro affezione verso eventi di elevata qualità, premiandoli con la loro presenza ma anche con i loro acquisti, preferendo quelle realtà che possono maggiormente rappresentare la risposta alle loro esigenze. :"In questo senso, -continua il nuovo Presidente- abbiamo noi per primi preso un'iniziativa che, anche se apparentemente risulterà impopolare, sta concretamente dando i suoi frutti: dopo aver setacciato tutte le nostre mailing lists di interlocutori ai quali mandiamo gli inviti dei nostri eventi, abbiamo cancellato vari destinatari, dapprima tutti i 'prontisti' o membri di gruppi della grande distribuzione che visitavano le mostre Vintage solo per copiare e non per acquistare e così altri nominativi di operatori moda che, al di là di nomi talvolta anche altisonanti delle Aziende per le quali lavorano, venivano letteralmente a copiare senza comprendere il meccanismo che, per fare propria un'idea o un buono spunto, é necessario farlo sparire dalla circolazione e quindi comprarlo o affittarlo.
Quest'opera di screening che ha tagliato vari rami secchi é stata quanto mai fruttifera e continueremo nel monitoraggio del nostro pubblico osservandolo discretamente e decidendo di volta in volta se reinvitarlo o meno. Come per gli esemplari esposti, ancora una volta non ci interessa la quantità bensì la qualità del nostro pubblico. Questo soprattutto per mantenere solido un assunto: Vintage Workshop® é innanzitutto un ambiente di lavoro dove si lavora con grande riservatezza e dove l'ammissione é libera in quanto non vi é nessun prezzo per l'ingresso ma, al tempo stesso, per accedervi é necessario essere invitati, quindi graditi".

Come vede il prossimo futuro a breve/medio termine nel settore Vintage?

"La parola chiave é cambiamento e innovazione. Gli espositori Vintage più seri e preparati prenderanno opportuni accorgimenti per limitare lo 'sciacallaggio' di taluni visitatori, ad esempio vietando le riprese fotografiche e video ma anche astenendosi dall'esporre in fiere propriamente di pubblico i loro migliori esemplari. Dall'altra parte le fiere -sviluppatesi e moltiplicatesi in questi ultimi anni fino all'inverosimile, basti pensare che se un commerciante vintage dovesse partecipare a tutte non potrebbe nemmeno dedicarsi alla presenza nel proprio negozio o showroom - dovranno fortemente diminuire in numero aumentando la qualità delle proposte in esposizione. Allo stesso tempo decolleranno alcuni mini eventi, espressione di una ristretta cerchia di selezionatissimi espositori, aumenterà l'offerta di un Vintage de-luxe e dovrà essere maggiormente chiaro a tutti gli enti fieristici e società organizzatrici di eventi sulla moda d'epoca che una proposta espositiva vincente é sempre caratterizzata da varietà delle proposte (troppo spesso il sovrapporsi di merceologie simili o uguali rende la fiera noiosa o comunque poco attraente per il pubblico danneggiando anche gli espositori che espongono merce simile per la quale non c'é sufficiente domanda). Infine, mi sembra giunta la vera 'Austerity' e finito il tempo delle fiere che, all'insegna di fare il 'pieno con il vuoto di sostanza', vendevano spazi espositivi un po' a tutti senza nemmeno entrare nel merito della qualità e tipologia delle loro proposte merceologiche al solo scopo di 'fare numero' e affittare la maggior quantità possibile di stand. L'Austerity ha già innescato un meccanismo di selezione naturale, c'é solo da augurarsi, ed in questo siamo molto impegnati, che il pubblico comprenda che la merce di qualità é necessariamente un po' più costosa e che faccia le opportune considerazioni soprattutto su quella che io definisco 'qualità fasulla' vale a dire costituita da prodotti mediocri a prezzi troppo elevati rispetto al loro reale valore e questo avviene spesso ad opera di coloro che nel Vintage hanno raggiunto una popolarità per la quale, assieme al capo vintage, si fanno pagare anche il 'nome'.

Ed io aggiungo: dice il saggio "Mangi come paghi"

A buon intenditor...

Intervista a cura di Stefano Wolf, Web diffusion Comunicazione e Marketing Perla, pubblicata in esclusiva per il blog Vintage Events in data 30.12.2009

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