Successo per la prima serata del Premio Prata 2010 condotta da Gigi Marzullo. Domani la conclusione con la premiazione delle opere prime

17/lug/2010 13.50.34 antonella russoniello - link comunicazione Contatta l'autore

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da ufficio stampa con preghiera di pubblicazione. Grazie e buon lavoro. antonella russoniello
 
 
Comunicato stampa n. 2
 
 
Successo per la prima serata del Premio Prata condotta dal giornalista RAI Gigi Marzullo. Stasera il premio si chiude con le opere prime.
 
 
 
L’Arcibasilica paleocristiana della SS. Annunziata ha saputo, come sempre, essere la cornice ideale per la prima serata del Premio Prata 2010.
 
 
 
A condurre la serata, con lo stile garbato con cui ha caratterizzato trasmissioni di successo come “Sottovoce” o “Mezzanotte e dintorni”, il responsabile della cultura di RAI 1 Gigi Marzullo che ha espresso vivo apprezzamento per il Premio e per gli autori scelti dalla Giuria (composta da: Vincenzo D’Alessio, Paolo Saggese, Paolino Marotta, Faustino De Palma, Alessandro Di Napoli, Paolo Speranza, Raffaele Della Fera, Fiorentino Pietro Giovino, Cosimo Caputo, Monia Gaita e Rossella Luongo e presieduta da Felice Casucci).
 
 
 
Ha ricevuto il “Premio speciale della Giuria” l’autrice de “La janara” Licia Giaquinto con questa motivazione:”A Licia Giaquinto per il suo impegno di scrittrice rivolto alla costante ricerca di storie  ambientate in  Irpinia. Per la sua carriera di scrittrice, nonché di intellettuale impegnata da sempre, in maniera intelligente ed autorevole. Licia Giaquinto nel corso del tempo ha prodotto diversi romanzi,  capolavori importanti che si sono fortemente radicati nell’immaginario collettivo del nostro paese come simboli di un’epoca di cui hanno raccontato lacerazioni e speranze, grandezze e misteri”.
 
 
 
I “Premi della parola” sono stati assegnati a Marco Ciriello per “Pace alle acque” (Mephite), questa la motivazione: “Il libro di Marco Ciriello è il manifesto del dramma dell’individuo, una  biografie di uomini e donne che soffrono una convalescenza marina immensa. Il linguaggio è asciutto, diretto ed evoluto. Il fondo del libro contiene tutte le ossessioni del mondo moderno”. Premiata anche Emilia Bersabea Cirillo con il suo “Una terra spaccata” (Ed. San Paolo), definito “romanzo  classico, ben scritto, calato su un mondo territoriale l’Irpinia, il Formicoso, il terribile progetto di costruire una discarica a Pero Spaccone. Il linguaggio è trascinante e in questa atmosfera di ricerche geologiche nasce una delicata storia d’amore tra Gregoriana e Filippo”. Premio della Parola anche a Gaetano Troisi che ha raccontato il suo viaggio a Santiago di Compostela per Jaca Book, definito nella motivazione “scrittore originale e maturo. Il “resoconto laico” del suo pellegrinaggio è uno dei libri più belli di questi ultimi anni. Un piccolo classico dopo tanti libri che ci avevano quasi fatto dimenticare l’importanza della buona scrittura”.
 
 
 
Sono stati inoltre nominati “Ambasciatori della Media Valle del Sabato”: il Gen. Luigi Semente, Comandante del Corpo VV.UU di Napoli (Ambasciatore di Prata P.U.); il prof. Francesco d’Episcopo, dell’Università Federico II di Napoli (Ambasciatore della Cultura); l’archeologa e storica del costume Lucia Portoghesi (Ambasciatore dell’Archeologia); il magistrato e scrittore Gennaro Iannarone (Ambasciatore della Legalità); il giornalista Aldo Balestra (Ambasciatore della Comunicazione) ed infine il poeta e saggista Giuseppe Iuliano (Ambasciatore della Poesia).
 
 
 
Non sono mancate le emozioni artistiche anche sotto il profilo della musica e del teatro grazie alle esibizioni di Enzo Orefice Trio, dei Pratola Folk e di Salvatore Mazza.
 
 
 
“I Premi della Parola di  questa edizione - commenta la presidente del Premio Antonietta Gnerre - sono stati assegnati ad autori che si sono distinti nel panorama nazionale con molta determinazione.  Penso, con molta convinzione, che questi libri premiati resteranno per sempre sulle note del tempo e viaggeranno dall’Irpinia con un messaggio molto efficace”.
 
 
 
 
 
Stasera il Premio Prata conclude la sua IV edizione aprendo con  “Lampioni”, reading-concerto con Domenico Cipriano, Paolo Godas, Carmine Cataldo e Fabio Lauria e proseguendo con la premiazione degli “Autori della Valle Opera prima 2010. Premio Maria Luisa Ripa” che sarà assegnato a Crescenzo Fabrizio per la narrativa e ad Annamaria Renna per la poesia.
 
Sul primo la Giuria si è così espressa: “Un romanzo storico  smaltato di tanti colori fantastici, l’energia di un muscolo narrativo  torna indietro nel tempo, come nella scalata di un monte questo romanzo parte dai piedi della montagna, con la descrizione della scena e dei personaggi, passando per tappe intermedie, fino ad arrivare alla vetta”; per le poesie di Anna Maria Renna la motivazione è: “Le poesie di Anna Maria Renna affrontano con delicatezza il tema del dolore e dell’amore. Ora tutto è lontano ma si fermano i sentimenti che hanno riempito completamente le spaccature lasciate nel cuore e nell’anima dell’autrice. Consistenza e sogno sono sciolti nella vita che ora saccosta ai pannelli dell’universo”.
 
 
 
“Il Premio punta a ricucire - spiegano  il Sindaco di Prata P.U. Gaetano Tenneriello ed il vicesindaco Armando Galdo - molte fratture che si sono create nel mondo della cultura. Il  grande problema della cultura Italiana è la sua estrema frammentazione. Bisogna impegnarsi tutti insieme, per spezzare l’isolamento. Noi, sostenendo come amministrazione questo premio, stiamo cercando di lanciare un messaggio, un segnale che punti a rivalutare le risorse che abbiamo sul territorio. La media Valle del Sabato è infatti messa in risalto come se  fosse la mappa, la crosta di questo Premio”.
 
 
 
Il Premio è organizzato dall'Associazione Premio Prata (Antonietta Gnerre, Armando Galdo, Alfredo Petrillo, Luciano Petruzziello,Mario Grifa, Enzo Ranaudo, Faustino De Palma, Claudio D’Onofrio) che ne cura anche la direzione artistica, in collaborazione con: Monte dei Paschi di Siena, Regione Campania, Provincia di Avellino, Comune di Prata P.U., Proloco di Prata P.U.
 
 
 
Collaborano artisticamente: Fondazione Gerardino Romano - Telese Terme, Quaderni di Cinema Sud, AG Spettacoli e Cultura, Centro di Documentazione Poesia del Sud, Circolo Letterario Anastasiano.
 
 
 
Cornice e cuore pulsante dell'evento, la Basilica Paleocristiana della SS. Annunziata, uno dei luoghi di culto più antichi del Meridione e sede di attività religiose anche in epoca pagana; il Premio Prata nasce innanzitutto per valorizzare questa meravigliosa testimonianza del passato capace di emozionare ancora oggi con la sua bellezza.
 
 
 
 
 
 
 
Gli “Ambasciatori”, ecco le motivazioni della Giuria
 
 
 
Generale Luigi Sementa -  Per essersi particolarmente distinto nell’attività di polizia giudiziaria e di contrasto ai sodalizi criminali calabresi, pugliesi e campani. Numerosi sono gli attestati di benemerenza conseguiti per operazioni di servizio , tra cui spicca la MEDAGLIA d’ARGENTO AL VALOR MILITARE concessagli il 5 giugno 1984 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Segnalato dal Comando Generale dell’Arma su richiesta del Sindaco Jervolino, dal 1 settembre 2008, è Comandante del Corpo della Polizia Municipale di Napoli
 
 
 
Francesco D’Episcopo - Per le sue indagini particolareggiate nel campo dell’arte e della letteratura italiana con uno sguardo parallelo, acutamente rivolto, alla valorizzazione della cultura e della storia del Mezzogiorno.
 
 
 
Lucia Portoghesi - “Ha tutelato con i suoi studi il fitto tessuto culturale costruito da tanti preziosi tasselli,  luoghi minori di cui l’Italia è singolarmente ricca”.
 
 
 
Gennaro Iannarone  - Testimone ed autorevole latore della cultura della legalità presso i giovani con incontri all’interno delle scuole tesi a un rivitalizzato rilancio degli autentici valori umani e civili.
 
 
 
Aldo Balestra - Per la rigorosa esattezza, sempre aderente alla realtà, delle informazioni, con un procedere partecipato teso a verificare fatti e situazioni mai disgiunto dalla fedeltà alla propria terra.
 
 
 
Giuseppe Iuliano - “Giovenale d’Irpinia”, poeta che ha rappresentato, ormai da più di trentacinque anni, il mondo d’Irpinia e del Sud, cogliendolo e rappresentandolo nella sua varietà e nella sua ricchezza, ma sempre con uno sguardo alla verità, al bene comune, all’emancipazione di una terra che aspetta ancora la vera libertà. Poeta dalle molteplici corde, satirico, impegnato, amoroso, ma sempre di vivida e fine eleganza, che dà onore alla cultura d’Irpinia.
 
 
 
Don Sabino Accomando - A don Sabino Accomando, direttore dell’Istituto di Scienze Religiose S. G. Moscati di Avellino, per aver creato un luogo di dialogo, dove la religione,  la filosofia e l’antropologia  diventano un'occasione di riflessione a sostegno della comunità sociale della provincia di Avellino
 
 
 
 
 
Vincenzo  Dente -  Per la sua costante e preziosa  ricerca di storico della letteratura e di critico  musicale, con l’intento di coniugare il senso estetico con le ragioni dell’anima, al fine di rinvenire tracce di verità e bagliori di speranza in una realtà che spesso si presenta lacerata e  insignificante.
 
 
Gianni  dell’Aquila -  Per la sua opera  certosina e competente rivolta a fondare una nuova civiltà ei costumi e dei comportamenti, con una ermeneutica  tesa ad esaltare la bellezza e a rinsaldare il senso storico dell’appartenenza, nell’intento di salvaguardare il passato e di guardare al futuro
con gli occhi limpidi e sereni della verità.
 
 
 
 
 
Andreina Scaglione -  Al centro del suo impegno c’è la convinzione che la nostra società  sottovaluti le conseguenze derivanti dalle difficoltà della vita. Ed è anche per questa battaglia a favore della pianificazione dei problemi umani  che i giurati del Premio Prata le assegnano il riconoscimento come Ambasciatrice del sociale
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Alcune brevi note informative
 
 
 
Gigi Marzullo - Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, inizia la propria carriera nella redazione de “Il Mattino” diventando giornalista professionista nel 1983. Esordisce in televisione nel 1983 con "Forte Fortissimo" un programma di Raiuno su testi di Marco Di Tillo e Annabella Cerliani. Nel 1986 conduce il programma "Italia mia" al fianco di Sammy Barbot, affidatogli da Biagio Agnes. L'anno seguente conduce "Il mondo è tuo" insieme a Giulia Fossà. Dopo varie esperienze televisive (fra cui, nel 1988, anche "Microfono d'Argento", una serata di gala televisiva insieme a Gabriella Carlucci) gli viene affidata, dal 1989 al 1994, la conduzione di "Mezzanotte e dintorni", programma notturno di Rai Uno in cui egli sottoponeva a domande pungenti e contorte centinaia di personaggi famosi. Dal 1994 è conduttore dei programmi "Sottovoce" (tutti i giorni feriali), "Cinematografo" (il sabato) ed "Applausi" (la domenica), in onda sempre la notte su Rai Uno. È il responsabile della cultura di Rai Uno.
Nel 2007 gli è stato assegnato il Premio Cimitile, sezione Giornalismo Antonio Ravel.
 
Licia Giaquinto è nata e cresciuta in Irpinia e vive oggi tra Bologna e Amalfi. Ha scritto poesie, testi teatrali, ha pubblicato racconti in diverse antologie e romanzi (Fa così anche il lupo, Feltrinelli, 1993; È successo così, (Theoria, 2000) Cuori di nebbia (Flaccovio, 2007).
Il 21 di aprile 2010 è uscito “La Ianara” (Adelphi).
 
Marco Ciriello - Nato nel 1975, scrive per "Il Mattino" di Napoli e per "D. La repubblica delle donne". E' autore di: “In corsa” (L'Ancora del Mediterraneo, 2004), “Qualcuno era venuto a turbare il nostro cuore” (Pequod, 2006), “Tutti i nomi dell’estate” (Effigie, 2009), “Pace alle acque” (Mephite, 2010), “Grande Atlantico, cargo ship stories” (Lettera Ventidue 2010).
 
 
 
Emilia Bersabea Cirillo - Architetto, vive e lavora ad Avellino. Nelle sue storie racconta la bellezza dell’Irpinia. Ha pubblicato “Il pane e l’argilla, viaggio in Irpinia” (Filema, 1999). E’ stata finalista al Premio Chiara 2002 con il romanzo “Fuori Misura” (Diabasis 2002) e al Premio Domenico Rea 2005 con “L’Ordine dell’addio” (Diabasis 2005). Un suo racconto è stato inserito nell’antologia “After The War. A Collection of Short Fiction by Post War Italian Woman” edito da Italica Press 2004. Nel 2010 pubblica il romanzo “Una terra spaccata” per le Edizioni San Paolo.
 
 
 
Crescenzo Fabrizio, giornalista pubblicista, è nato in Irpinia nel 1968: la sua formazione all'impegno sociale e civico avviene negli anni 80 nell'azione cattolica diocesana di Benevento; è stato responsabile della pagina politica di Proposta 80 per l’Irpinia e redattore capo della pagina di economia e lavoro nel Corriere dell’Irpinia, ha inoltre collaborato con Cds - Tv. Ha curato la riscrittura di un testo teatrale tradizionale sulla passione e morte di Cristo ed è stato lungamente impegnato in ambito politico e sociale: segretario provinciale del movimento giovanile DC di Avellino nel 1992 e consigliere comunale di Pratola Serra dal 1999 al 2004, anno nel quale ha assunto vari incarichi nel gruppo dirigente provinciale della Cisl irpina. "Ombre, penombre e luci nascoste" è il suo primo romanzo.
 
Annamaria Renna Diplomata  presso l'Istituto d'Arte di Avellino, si è sempre mostrata disponibile a qualsiasi ricerca artistica partecipando fin da giovane età a mostre collettive raccogliendo consensi e apprezzamenti come il primo premio di grafia a "Eboli". Ha coltivato, sia pure segretamente, la sua passione per la poesia. Alcuni suoi versi recitati a " Milano per voi" nel ‘79 dalla giornalista critico d'Arte Vittoria Palazzo, hanno entusiasmato il giovane pubblico. Attualmente insegna Arte nella Scuola Media dopo una lunga carriera iniziata a Varese e a Milano.
 
 
 
Gaetano Troisi è nato a Tufo (Avellino) il 14 agosto 1936. Avvocato, vive a Salerno. È stato bancario a Milano e cultore di politica economica presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha scritto: Inchiesta sul sistema bancario (1970); Il sonno delle guardie (1985); Una realtà, una lotta, una carcerazione (1985); Colpevole ad ogni costo. Il caso Carrelli (1988); Due anni all’Inps (1990); Il gioco dei giusti (1991); L’oro di Tufo (2003); Lo scandalo della giustizia. Il Diario di un giudice di Dante Troisi cinquant’anni dopo (2005), Sotto le stelle della Galizia. Diario di un laico a Santiago di Compostela (Jaca Book).
 
 
 
Antonietta Gnerre è nata ad Avellino e vive a Prata Principato Ultra, laureata in Scienze Religiose, è una studiosa della poesia spirituale e religiosa del ‘ 900.  Ha pubblicato le sillogi poetiche: Il Silenzio della Luna (Menna,1994); Anime di Foglie (Delta 3, 1996); Fiori di Vetro- Restauri di Solitudine ( Fara,2007); Salici di Seta- il viaggio del Silenzio nei Poeti irpini ( Il Silenzio della Poesia, Fara, 2008); Preghiere di una Poetessa ( Lo Spirito della Poesia, Fara, 2008); Il Saggio: Meditazione poetica e Teologica in Mario Luzi ( Delta 3, 2008); Ultimo sogno- Pianeta Terra (Poeti Profeti, Fara, 2009); PigmenTi ( Edizioni L’Arca Felice, 2010).
Collabora a diversi blog culturali: farapoesia, viadellebelledonne, lucani art e con la rivista in rete abruzzocultura. Collabora alle riviste letterarie: Gradiva (International Journal of Italian Poetry); Poesia Meridiana (Spazi e Luoghi Letterari Per i Paesi Mediterranei e per il Sud del Mondo); fa parte del Comitato Scientifico del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo. Dal 2009 è responsabile sul settimanale Cattolico della Diocesi di Avellino “Il Ponte” della pagine: Cultura, Arte e Spettacoli. Dal 2007 è Presidente del PREMIO PRATA ; ha curato le rassegne: Conversando (il mercoledì letterario a Montemiletto ), Calici di Parole (Pratola Serra).  Dal 2008 fa parte della giuria del concorso Letterario “ Pubblica con Noi” ( Fara Editore); e della giuria del concorso Letterario “Il Nomade e le Stelle” (Scuderi Editrice).
 
 
 
Felice Casucci, è docente presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università del Sannio dove ha attivato il corso di “Diritto e letteratura”. E’ autore di numerose pubblicazioni tra cui: I trattati dell’integrazione europea (2010), Diritto di parola (2009), Il modello agricolo europeo sui mercati internazionali (1999), Lo scambio internazionale di merci (2001), Lezioni di diritto agrario comunitario (1999), D’amore e d’altre eresie (1198), Le norme fondamentali del nuovo ordine giuridico integrato italiano, comunitario, internazionale (2000) ed numerosi altri.
 
L’Arcibasilica Paleocristiana dell’Annunziata - La Basilica sorge isolata su un pianoro a breve distanza dall’alveo del fiume Sabato e costituisce un complesso religioso di notevole interesse storico ed archeologico, giacché fu eretta nell’Alto Medioevo in un’area occupata da catacombe d’età paleocristiana e dai resti di una necropoli pagana. Essa è quindi storicamente legata alle vicende più remote del Cristianesimo in Irpinia ed è il risultato di una stratificazione millenaria, frutto di una continuità devozionale ininterrotta dal II - III secolo d. C. ai giorni nostri, annoverata giustamente tra i monumenti più antichi della Campania. In assenza di fonti documentarie certe, le notizie sugli albori e sullo sviluppo delle catacombe di Prata s’intrecciano con le tradizioni nate in seno alla devozione popolare e con i racconti contenuti negli Acta sulla vita di S. Ippolisto, martire di Abellinum durante la persecuzione di Diocleziano (IV sec.).  Pur tralasciando un esame sulla contiguità dei culti o sulla commistione di sepolture pagane e cristiane, tipiche di molti piccoli ipogei funerari, il complesso catacombale principale è, allo stato attuale, articolato in due nuclei, frutto di un’escavazione sotterranea, rettilinea e quasi parallela, dove compaiono arcosolii e cubicoli
 
Prata Principato Ultra sorge a 310 metri sul livello del mare, sulla collina che sovrasta il corso del fiume Sabato, è un borgo antica tradizione agricola nelle cui campagne si coltivano vigne, uliveti, frutteti e noccioleti.  Conserva la spettacolare tradizione del “Volo dell’Angelo”, la sacra rappresentazione di origine medievale che si svolge durante i festeggiamenti in onore della Madonna della Domenica in Albis. Il “Volo” si svolge nei pressi dell’Arcibasilica dell’Annunziata, preziosa testimonianza paleocristiana collocata in un sito già luogo di culto in epoca pagana.      
Si possono ammirare, inoltre: chiesa di S. Giacomo, la chiesa dell'Immacolata , la chiesa di S. Giuseppe ma anche la Torre civica, e vari palazzi signorili.
 
 
 
 
 
 
 
Una nota dell’Associazione Premio Prata
 
 
 
Attraverso l’associazione Premio Prata, si vogliono creare quegli strumenti per diffondere e sviluppare la conoscenza del patrimonio ambientale, architettonico, artistico, culturale, religioso e storico dell’ Irpinia, con l’intento di far crescere la propria terra, attraverso una promozione autentica. Infatti la parola scritta, rappresenta un orizzonte non del tutto esplorato, per il semplice fatto che essa è uno dei momenti in cui si manifesta lo spirito umano nel suo storico e imperscrutabile svolgimento.
 
L’ associazione Premio Prata, vuole offrire quegli stimoli che avvicinano alla cultura, con un messaggio nuovo e allargato a tutto il territorio, riconoscendo la cultura, come risorsa di miglioramento, verso nuove prospettive, in termini di sviluppo educativo e relazionale, moltiplicando la qualità della crescita sociale, attraverso l’aumento di nuove potenzialità. L’obiettivo più specifico è rappresentato dalla promozione turistica della media Valle del Sabato, che prende il nome dall’omonimo fiume , importantissima arteria di comunicazione in passato tra il mar Tirreno e il mar Adriatico, utilizzata come via di penetrazione dagli eserciti invasori.
 
La sua percorrenza in età romana è documentata dalla Tabula Peutingeriana e dall’Anonimo Ravennate: luogo dell’Irpinia, pregnante di potenzialità ancora inespresse, partendo da un patrimonio religioso preziosissimo; l’Arcibasilica dell’Annunziata, un monumento particolarmente significativo, addensato retaggio della storia civile e della fede, che ha assunto negli anni il valore di simbolo e di  rappresentazione dell’indissolubilità del legame tra collettività e luogo[1].
 
Il popolo irpino conosce da sempre l’essenza particolare di topos speciale, connotato dalla  presenza delle acque sorgive, dello scorrere del fiume tra pareti tufacee, dal carattere silvestre della vegetazione che hanno da sempre conferito un carattere evocativo al sito. Comunque si interpretano i reperti classici e postclassici di Prata, ne scaturiscono motivi di grande interesse religioso, artistico e di storia politica. 
 
Pertanto l’obiettivo del Premio, è quello di incrementare qualitativamente e quantitativamente l’offerta turistica locale poiché è stata da sempre rilevata l’esigenza di valorizzare i beni culturali della nostra terra. Far conoscere e visitare il sito archeologico-religioso attraverso questa iniziativa al fine di innescare un processo virtuoso che possa incrementare il flusso turistico verso questa meta. La Basilica Paleocristiana è ubicata nella media Valle del Sabato, nel cuore verde dell’Irpinia, un tempo nemus magnum  (fittosissimo bosco secolare che ricopriva la media Valle del Sabato), in  aperta campagna a ridosso di una collina tufacea coperta da vegetazioni a  poca distanza dell’omonimo fiume  e a circa un km dal centro abitato di Prata Principato Ultra.[2] Un paese che da anni programma e realizza una ricca rassegna di eventi di carattere culturale con l’intento di comunicare e stimolare gli abitanti verso le varie forme di arte, con la grande scommessa di diffondere le bellezze di un comprensorio, come l’Irpinia  e specialmente con l’obiettivo di valorizzare i beni culturali.  
 
La cultura , quindi che da lusso per pochi si trasforma in fattore innovativo in grado di offrire forme alternative di vantaggio competitivo in un ambiente sociale ed economico in continua trasformazione: è questo il messaggio nuovo della fondazione Premio Prata, comprendere come la cultura non sia più un bene rivolto ad una ristretta nicchia di addetti ai lavori. Quindi, questa nuova consapevolezza dell’importanza della cultura la quale si trasforma in risorsa di valorizzazione urbana e territoriale. Le potenzialità della cultura intese come investimento capace di produrre risultati tangibili per lo sviluppo, in riferimento alla possibilità di dare maggiore visibilità al sito archeologico, attraverso la pubblicazione dell’evento, la presenza dei tour operator, dei poeti e delle personalità intellettuali. I benefici attesi e le ricadute sull’economia della Media del Sabato,sono rappresentati dalla possibilità di coniugare il turismo religioso con le offerte della enogastronomia e dell’artigianato locale,che comprendono anche la produzione del vino”Greco di Tufo” Docg e della nocciola Camponica.
 
 
 
 
 
La III edizione 2009 del Premio Prata - 1 agosto 2009
 
 
 
Recital del Gruppo Teatrale “Hypokrites”, del maestro Enzo Marangelo, che ha recitato poesie di autori illustri, come Pasolini, Montale e Leopardi.  “Premi della Parola 2009”: per la poesia religiosa Teresa Armenti di Potenza; per la narrativa la scrittrice Morena Fanti di Bologna; per la sezione favole Salvo Zappulla di Trapani; per la poesia Giuseppe Vetromile, da Madonna dell’Arco, Napoli.
Salvatore De Matteis da Nola, Gran Premio dell’Autore del Comune di Prata,  premio “Parole e Sapori” a Mariangela Cioria da Trevico.         “Ambasciatori della Valle del Sabato” per l’arte e l’ambiente: Gaetano Cantone di Benevento (Designer e arte), Maurizio Picariello di Avellino (Ambiente e territorio), Elide Rusolo di Avellino (Donna e cultura). Per l’archeologia Paolo Peduto, docente di archeologia presso l’Università di Salerno. Per la Cultura e lo Spettacolo Giuseppe Mascolo, direttore settore cultura del Teatro Bellini di Napoli.     
 
Alla presenza di Gustavo Rosenfeld, giornalista RAI e inviato speciale Radio 1, hanno ricevuto i premi “Ambasciatori della comunicazione scritta del territorio” i direttori e le redazioni di: Buongiorno Irpinia, Corriere di Avellino, Mattino di Avellino, Ottopagine di Avellino, Il Ponte Diocesi di Avellino, Il Sannio di Benevento.      
 
La Giuria di Qualità, i cui componenti hanno letto le varie motivazioni critiche, era composta da: Raffaele Della Fera, Paolo Saggese, Fiorentino Giovino, Cosimo Caputo, Vincenzo D’Alessio, Monia Gaita, Giovanna Scuderi, Alessandro Di Napoli, Annunziata Isabella, Luisa Alaia, Silvia Gaetana Mauriello. Hanno condotto magistralmente la serata l’attrice Susanna Puopolo e la stessa Antonietta Gnerre. Al termine, un rinfresco con prodotti tipici, biscotti alla nocciola, con degustazione di Fiano e Greco di Tufo, offerti da “Cantina Giulia”.
 
 
 
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[1] Cfr G. Muollo, La Basilica di Prata Principato Ultra, BetaGamma edizioni, Viterbo, 2001
 
[2] Cfr G. Muollo Op. cit.,
 
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