Comunicato per sabato 31 - Buona la prima per la XVII edizione di Castellarte,"Son of Dave" la star della pr ima serata del Festival internazionale di Artisti in Strada "Son of Dave". Da non perdere stasera la presentazione dell'ultimo cd degli Opa Cu

30/lug/2010 16.59.18 antonella russoniello - link comunicazione Contatta l'autore

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Comunicato stampa n. 6

30 luglio 2010

Buona la prima per la XVII edizione di Castellarte,”Son of Dave” la star della prima serata del Festival internazionale di Artisti in Strada “Son of Dave”. Da non perdere stasera la presentazione dell’ultimo cd degli Opa Cupa dedicato ai campi di accoglienza per gli immigrati e Vinyl Gianpy col suo “vintage” a bordo dello S.collegato. Alle 17, si presenta la raccolta di DVD “Filmare un evento”

 

 

Buona la prima” per l’avvio di Castellarte XVII Festival Internazionale di Artisti in Strada che è stato subito un  successo.

Grande l’affluenza, infatti, già dalla prima serata, circostanza che conferma il fatto che i visitatori scelgono di passare tutto il weekend in compagnia delle tante proposte artistiche di Castellarte.

 “Veniamo da Napoli - conferma una coppia di giovani - e non è la prima volta che veniamo a questo festival. Ci piace moltissimo ma abbiamo anche sperimentato che, in una serata sola, non riusciamo a vedere tutti gli spettacoli e concederci anche una pausa a tavola con gli amici. Ci siamo organizzati dividendo la visione degli spettacoli in due serate diverse per gustarli meglio e gustare anche la cucina, questi “sapori di montagna” sono per noi insoliti e meritano attenzione”.

Tante anche le famiglie, agevolate nel percorso dai lavori di ripristino che hanno interessato parte di Capocastello e che, se non hanno potuto eliminare le pendenze caratteristiche del borgo, hanno certamente facilitato il passo con pavimentazioni migliori e scalinate più “accessibili”.

La star della prima serata è stato sicuramente lui, Bejamin Darwill, “Son of Dave". Negli anni ‘90 Darwill era con i Crash Test Dummies, gruppo “indie” balzato nel 1993 agli onori delle charts internazionali con “Mmmm mmm mmm mmm” una hit da un milione di copie. Questa di Castellarte è stata la prima delle sue due date italiane, la sua prossima tappa è, infatti, al Trasimeno blues festival. E Darwill, polistrumentista funambolico e performer pirotecnico, ha travolto il pubblico con uno show coinvolgente ma anche sorprendente dal punto di vista musicale. Grazie alla voce roca, simile a quella di Tom Waits, Darwill ha fatto scintille con la sua musica stralunata, dalle venature blues.

Stasera la festa si tinge ancora dei mille colori degli artisti di Castellarte. Grandi numeri circensi come quelli del “Duo acrobat” e le loro romantiche acrobazie aeree; come gli spettacoli, pluripremiati nei concorsi di settore, dei belgi “Piano C” che insegneranno a bimbi ed adulti come gli oggetti abbandonati nei rifiuti possano avere una nuova vita se li sappiano trattare con creatività.

Da non perdere la musica “meticcia” degli Opa Cupa che a Castellarte per presentare il loro ultimo cd dal titolo “Centro di Permanenza Temporanea”, dedicato ai centri di accoglienza degli immigrati. Gli Opa Cupa hanno voluto essere di nuovo a Castellarte, dopo il successo del 2008, per condividere con il pubblico del festival contenuti e suoni di un disco impegnato, caratterizzato dalla tromba del carismatico leader del gruppo Cesare Dell’Anna.

”Nelle campagne del Salento - scrive la critica - residenza aperta a migranti, viaggiatori, suonatori... dimora di artisti e di passanti. Opa Cupa è la musica che si affaccia sul Mediterraneo, è quello che si trova sulle spiagge del Salento d'inverno, sono i disegni sui muri dei centri d'accoglienza sfollati e dei centri di detenzione, è il mare che separa la nostra terra da quelle che si affacciano sull'altra sponda, è la disperazione che affronta traversate della speranza, sono i corpi persi nello stesso mare che d'Estate accoglie e rinfresca”.

A proposito di stranieri ed accoglienza, la comunità mercoglianese ha pienamente accolto i 16 giovani del Campo di volontariato del Servizio Civile Internazionale giunti a Capocastello domenica scorsa. Hanno dai 18 ai 23 anni ed arrivano da ogni parte d’Europa e non solo.

Una gioiosa Babele linguistica e l’energia di una gioventù già cosmopolita e desiderosa di viaggiare sulle ali dell’impegno sociale; questo l’identikit di questi ragazzi che, oltre a lavorare seriamente per ripulire il borgo o il verde circostante ed aiutare nell’allestimento del Festival, non si sono sottratti alle gioie della tavola e della convivialità.

Vita Zlender (Slovenia), Katerina Mozakova (Repubblica Ceca), Lucie Buresova (Repubblica Ceca), Ewa Solomiiewicz (Polonia), Agnes Jecki (Ungheria), Merve Hasil (Turchia), Pinar Ipek Erdonmez (Turchia), Marc Soler Canals (Spagna), Hadrien Clausse (Francia), Felix Lamerux (Francia) e Mason Blum (California, USA), questi i nomi della vitale e bellissima compagnia del Servizio Civile Internazionale Onlus.

“E’ diverso da Napoli - dice Ewa Zlender, futuro architetto del paesaggio - la natura è intatta e questo borgo mi pare ancora parzialmente incontaminato”.

Aspira a diventare un grafico l’ungherese Agnes: “Al Sud - dice - sento che la gente è molto più “vibrante”. Di questo borgo amo l’atmosfera medievale che ancora si respira”.

Farà concorrenza ad Einstein o forse ad Banderas vista la verve latina, lo spagnolo Marc, studente di fisica: ”Noi a Valencia abbiamo questo motto: Siesta, Fiesta e Tomorrow. Mi pare che lo spirito sia identico!”.

Hadrien e Felix, i parigini, hanno rapidamente superato ogni timidezza per lanciarsi nelle danze a Castellarte, così come ha fatto il californiano Mason, aspirante sudioso di lingua inglese, siamo certi che su questi giorni scriverà un racconto. A guidarli i due coordinatori italiani: Marco Anto e Silvia Zarrella.

 

 

Iniziative collaterali: enogastronomia, passeggiate a cavallo e la presentazione di “Filmare un evento”

 

“Energicamente” vuol dire che anche in cucina si può praticare la “sostenibilità” ma anche che un festival che attira oltre 50.000 presenze l’anno può essere un volano formidabile per i prodotti del territorio irpino. Castellarte si pone questo duplice obiettivo ormai da anni, l’enogastronomia irpina proposta nelle tre serate, infatti, rappresenta uno dei suoi fattori di successo. L’alchimia che determina il successo è possibile quando dietro i fornelli c’è qualcuno veramente innamorato del territorio come Emilio e Federico Grieco (nella foto), ovvero “I santi”.

“Questo sodalizio con Castellarte - spiegano i due pirotecnici fratelli mercoglianesi - dura con reciproca soddisfazione da alcuni anni. Per noi la sfida è stata intrigante, proporre ad un pubblico che arriva da tutta la Campania ed oltre i sapori, i profumi e le ricette della nostra terra. Gli aromi delle erbe aromatiche del Partenio, le paste fatte in casa dalle donne di Capocastello, i formaggi prodotti dai pascoli delle nostre montagne. Per noi essere a “chilometro zero” è una scelta naturale, non potremmo immaginare di fare diversamente, amiamo la nostra terra e i nostri sapori e li facciamo conoscere al pubblico così come la tradizione, le anziane, le nonne, le zie, li hanno trasmessi a noi. La sfida è quella di mantenere una qualità da ristorante in un discorso di ristorazione di massa. In tanti anni, ormai, questo è un meccanismo perfettamente rodato”.

Le “aree del gusto” sono quest’anno quattro; oltre al ristorante dei Grieco, infatti, sono presenti anche la “Taverna Concezione”, le due bracerie “Mulino” e “San Pietro” e la friggitoria “Vagno”.

Per chi volesse sperimentare il territorio in modo insolito, infine, l’associazione “Sogni ferrati” propone una magnifica escursione a cavallo lungo i sentieri montani del monte santo, “Montevergine”. La partenza è alle ore 9 da Acquafidia, per prenotarsi contattare in numeri 3293889412 -3479054868.

 

Oggi pomeriggio, infine, presso l’area Ristorante, dalle 17 in poi si presenta “Filmare un evento” la raccolta in DVD dei documentari realizzati lo scorso anno durante l’omonimo workshop cinematografico curato da Carlo Preziosi. Intervengono alla presentazione, moderata dalla giornalista Antonella Russoniello, il Sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, la Presidente dell’Associazione Castellarte Maria Pia Di Nardo, il direttore di “Quaderni di Cinemasud” Paolo Speranza, il sociologo Antonello Petrillo, il regista Antonello Matarazzo e il produttore Gerardo Gatta di Lugega Films. Le conclusioni sono affidate al curatore dell’iniziativa Carlo Preziosi. “Qualche giorno fa - dice quest’ultimo - si è spento all’età di 105 anni Modestino, detto “Vottane ‘nata”, il meraviglioso protagonista di uno di questi documentari, abbiamo deciso di dedicare a lui questa pubblicazione e la presentazione che ne faremo”-

 

 

 

Per informazioni www.castellarte.it

 

Ufficio stampa: antonella russo niello 3935447943 antonella.russoniello@gmail.com

 

 

Qualche nota aggiuntiva…

 

Il tema

Con questo sottotitolo, l'Associazione Castellarte ha voluto caratterizzare questa XVII edizione del Festival internazionale di Artisti IN Strada tutta dedicata alle energie rinnovabili.

“Energicamente” è un tema che sposa perfettamente sia la sensibilità di quanti sono più attenti alle sorti del nostro pianeta, sia la vocazione sociale che Castellarte ha sempre coniugato al momento della festa affinchè il divertimento non fosse mai fine a se stesso né disgiunto dalla volontà di attribuire alla cultura e all'arte una funzione educativa e di miglioramento della realtà.

Le recenti notizie di cronaca, sempre più preoccupanti, rendono infatti doverosa una presa di coscienza forte sulla necessità di riservare più attenzione alla conservazione delle risorse naturali e all'adozione di uno stile di vita e di produzione economica più rispettoso e sostenibile. La sensibilità delle persone, fortunatamente, è ormai più matura grazie ai passi decisi fatti in questo senso; è ormai una richiesta che parte dal basso quella di adottare uno stile di vita e di governo dell'economia in grado di abbinare al rispetto per l'ambiente una visione di più ampio raggio, per  garantire alle generazioni future la persistenza di condizioni ambientali accettabili.

“Energicamente” dunque, per raccontare come gli imprenditori più avveduti e i singoli individui si stiano orientando verso l'uso di energie pulite, diventando sempre più attenti alla riduzione degli sprechi.

 

Il progetto artistico

Il tema  annuale del Festival e la location storica di Capocastello sono il canovaccio su cui, annualmente, si riscrive il progetto artistico di Castellate. Una scommessa ammiccante che sollecita la ricerca del nuovo. Energicamente vuol dire spettacoli con evidente attinenza per i temi ambientali, performance di particolare ritmicità e forza emotiva, espressioni artistiche di forte impatto. Le scelte si sono dirette verso il mondo della musica, del circo e del teatro. Anche la cornice, già di per se affascinante, del centro storico è stata inserita nel progetto artistico complessivo. Strade, rientranze, torri, muri saranno rivisitati in chiave artistica per la presenza di istallazioni elaborate con materiali di scarto. Farfalle colorate saluteranno il passaggio dei visitatori in segno di salubrità dell’aria. Una grande mescolanza che non crea caos ma indirizza il visitatore verso le diverse espressioni artistiche, ognuna mai uguale all’altra. Ritorneremo anche indietro nel tempo con un area tutta dedicata alla “beat generation” con le sue espressioni artistiche e di costume. Anche questa una bella sfida.

 

La direzione artistica

Una ricerca continua di novità e professionalità contraddistingue la pluriennale direzione artistica di Anna di Nardo e del suo gruppo. Alla base di questo incessante lavoro di ricerca c’è la passione per questo tipo di arte e per questo Festival, nato dalla mente e dalle mani di un gruppo di amici storici. Numerosissimi i contatti e i curriculum inviati, tramite e-mail, all’Associazione da parte di artisti e gruppi di ogni parte del mondo. Tante le perplessità nello scegliere ma, in nome della qualità, si è proceduto a stilare un programma artistico che ha come tratto connotante la diversità di genere, l’alta qualità delle tecniche e la convincente messa in scena. Il supporto imprescindibile e appassionato di tanti giovani rende il gruppo coeso e solido, un ottimo esempio di lavoro di gruppo, sganciato da ogni logica e interferenza esterna, una professionalità cresciuta sul campo. Tutta la direzione artistica augura buon divertimento e siamo aperti a suggerimenti e annotazioni che il pubblico, solitamente attento e di buon gusto, potrà inviarci su info@castellarte.org. L’ascolto è garantito.

 

Il cast

Son of Dave (America)

Qualcuno di certo si ricorderà di quel bizzarro brano dal titolo “Mmmm Mmmm Mmmm Mmmm” con cui, nel 1993, raggiunsero la fama mondiale i canadesi Crash Test Dummies, ebbene Benjamin Darvill era il chitarrista e l’amonicista di questa band.   
Nel 1999 Darvill lascia la band per portare avanti il progetto “Son of Dave” la one-man band con cui arriva a Castellarte per la sua unica data nel centro-sud Italia.              
Sono vari gli album finora pubblicati da questo folle musicista la cui caratteristica principale sta nel realizzare un’incredibile e stralunata mescolanza di generi, atmosfere, ritmi, per sviluppare a brani surreali, divertenti e pieni di follia. Dopo il disco d’esordio eponimo, infatti, Son of Dave ha pubblicato “Wild west show” ed il recente “Shake a bone” prodotto dal leggendario Steve Albini (già con Fugazi, Gogol Bordello, Motorpsyco, etc.). La critica specializzata ha apprezzato la sua stramba miscela musicale scrivendo che “fa sembrare convenzionale Beck” o che si tratta di “grandi brani pop con suoni succosi e ritornelli accattivanti”.  Da non perdere, perciò, lo show di questo straordinario “alchimista dei generi” capace di surfare tra epoche ed atmosfere e realizzare un frullato sonoro, del tutto imprevedibile ma assolutamente coinvolgente.

 

Piano C (Belgio)

Nata nel 2009 dall'incontro di Giovanna Bolzan (danza, palo cinese, tessuti aerei, trampoli) e Luca Tresoldi (giocoliere, equilibrista, musicista), la compagnia Piano C ha vinto il concorso “Cantieri di strada 2010” della Federazione Nazionale Artisti di Strada con il loro “…Senza che???”, spettacolo realizzato con la collaborazione di Jean Marc Cuvelier, Espace Catastrophe, Fossano Mirabilia e della Compagnia “Oggettivamente pazzi”. Lo spettacolo è ambientato in una qualsiasi strada cittadina, dove s’incontrano due personaggi che, utilizzando la creatività e gli oggetti abbandonati che trovano intorno a loro, riescono a divertirsi trasformandoli, reinventandoli, dando loro una funzione nuova. Racchiusi dentro a quadri poetici e dinamici i protagonisti attraverso equilibrismi su corda molle, acrobazie su pertica cinese, sorprendenti trasformismi e originalissime manipolazioni, creeranno a situazioni bizzarre e paradossali che trasmettono, tramite una risata, spunti per riflessioni più profonde.

Uno spettacolo poetico, tragicomico, che stupisce...

 

Opa cupa (Italia)

Opa cupa (si legge “Opa tzupa”) è un invito alla danza usata dai gitani del sud-est Europa e rappresenta questo progetto musicale nato in Salento e rivolto alla ricerca nel repertorio della musica balcanica. Musicisti provenienti da diverse culture (Bosnia Erzegovina, Albania, Italia meridionale) si sono raccolti intorno al leader della band il trombettista Cesare Dell'Anna per suonare una musica "marginale" molto influenzata da molti stili, ricca di sonorità caleidoscopiche con brillanti momenti di pura tecnica interpretativa. Il progetto realizza una fusione tra la musica etnica ed il jazz, il risultato è l'elaborazione dei veloci ritmi degli “estam” ed “horos” con le fascinose melodie delle antiche canzoni bosniache e con sonorità provenienti dalla cultura albanese e dell'Italia meridionale. Momenti d’improvvisazione sono stati introdotti nelle strutture della musica popolare e l'attitudine jazz si manifesta nell'articolazione delle frasi e nelle dissonanze prodotte dai fiati. Come ben rappresentato nel loro disco “Hotel Albania” la musica degli Opa cupa realizza uno stretto legame tra la tradizione balcanica, i suoni tradizionali africani, le atmosfere salentine grazie all'utilizzo di strumenti tipici di quelle zone.   Tornano a Castellarte per la seconda volta, forti dello straordinario successo della loro precedente partecipazione.

 

 

Duo Acrobat (Argentina - Italia)

Il duo Acrobat nasce dall'incontro tra Martina Nova e Davide Riminucci. La prima si forma come acrobata aerea in Sudamerica, dove frequenta la scuola di circo “Criollo” a Buenos Aires e si specializza, dopo otto mesi, a Rio de Janeiro. Si esibisce in Italia, Spagna e Francia prima di unirsi a Davide.

Davide Riminucci, invece, nasce come danzatore contemporaneo e minimo approdando poi al circo con la compagnia francese “Physallis” nella quale si esibisce da solista. Lavora come acrobata aereo in molte opere liriche sia in Italia sia all'estero.

 

The Rose (Italia)

Faranno venire un tuffo al cuore a quanti non dimenticano la straordinaria energia di Janis Joplin; “The Rose”, infatti, è considerata la migliore “tribute band” dedicata all’immortale regina del blues bianco. La voce della cantante Tara degli Innocenti, i suoi abiti ed accessori hippie che riproducono fedelmente il guardaroba della cantante texana, saranno il viatico per un viaggio nel tempo e nelle atmosfere del “flower power”. Nel repertorio della band fiorentina, tutti i classici che Janis Joplin consegnò alla storia nella “Summer of love” del 1969 al festival di Woodstock.

La band si differenzia anche per lo stile di show che propone: tutti gli elementi del gruppo, Tara per prima, sono vestiti a tema, riproponendo l'aspetto originale della prima band di Janis Joplin (ovvero The Big Brother and The Holding Company; il palco viene allestito con rose rosse e drappi stile hippie.               
La band ha ricevuto i complimenti dai musicisti che furono compagni di palco della Joplin, si possono leggere sul loro sito su Myspace.

 

 

Benjamin A .J. Delmas (Francia)

Nato a Parigi e cresciuto in Inghilterra, Delmas ama ironizzare sulla difficile coesistenza dei due popoli, tra Francia e Regno Unito, perciò, ha deciso di diventare cittadino del mondo. Dal 2003, infatti, si stabilisce a Torino, dove approfondisce le tecniche del clown. Vince vari concorsi tra cui "Cantieri di strada 2006" e il "Premio per la valorizzazione delle espressioni artistiche di strada” della regione Piemonte. Si diploma al PAUT Performing Arts University of Turin di Philip Radice ed alla Scuola di preparazione arti circensi Flic, collabora con "Il teatro della caduta” di Torino e con la compagnia “Action theatre”.  È anche poeta, si è classificato secondo all’International poetry slam di Torino, ed attore come nel lungometraggio “Come eravamo” di M. Martone o “The little didi fairy” di Anomic girls. E’ stato insegnante nel workshop di giocoleria per bambini orfani organizzato dall'associazione di volontariato Veerayatan.

 

 

Peter Weyel (Germania)

Ecco un altro artista straniero innamorato dell'Italia; Peter Weyel da Francoforte, infatti, ha scelto da qualche anno il nostro Paese “perché c'è la pizza, il sole e la brava gente". In scena da quindici anni, Weyel ha preparato il suo spettacolo irresistibile fatto di giocoleria, scherzi e folle ironia, il tutto condito da imprevedibili provocazioni come quelle sull'educazione sessuale. Giocoliere, acrobata e agile contorsionista, crea performance caustiche e disarmanti, senza mai essere di cattivo gusto. La sua è una sana follia, in un mondo che non si stupisce più di niente. Uno spettacolo ironico e molto divertente, dal gusto tedesco giusto un po’ dissacratorio durante il quale, come dice l’artista, "gli occhi non restano mai secchi"! Il pubblico è coinvolto in un vero festival delle risate con giochi di parole, manipolazione di un piatto di ceramica, numeri acrobatici e spesso un astante del pubblico, vestito solo della nuova collezione di biancheria intima.

 

Trukitrek (Brasile - Spagna)

Nel 1998 i componenti di questa formazione brasiliano-spagnola, provenienti da diversi ambienti artistici, si uniscono per formare la compagnia. All'inizio la compagnia crea spettacoli con marionette classiche a fili, ma a poco a poco cedono ai loro personaggi parti del proprio corpo. Mani, piedi e braccia fino ad accettare finalmente di dare la faccia per i propri personaggi. Burattini viventi al limite tra teatro e teatro di figura, illusione di personaggi al limite del surreale.  Musica, poesia e spunti di comicità condiscono gli spettacoli della compagnia, ideati per un pubblico eterogeneo e di tutte le età. La compagnia Trukitrek è attualmente composta da: Lu Pulici (San Paolo), Magda Mañé (Barcellona), Josep Piris (Minorca), Kiko Lozano (Barcellona) e a Castellarte proporrà uno spettacolo dal titolo “Hotel Crab” spettacolo di marionette per un pubblico di tutte le età, una commedia piena di sorprese, passioni e malintesi. Una storia ambientata in Russia in un tempo che non è né reale né attuale. Un’atmosfera onirica, volontariamente artificiale, per provocare nello spettatore uno sguardo curioso.

Hôtel Crab racconta la storia di un hotel dove non succede mai niente, ma anche della nuova ospite che è appena arrivata. Accadimenti inaspettati romperanno la monotonia di questo posto così particolare. Un furto a mezzanotte coglierà tutti di sorpresa e la routine di ogni personaggio cambierà completamente da quel momento.  Hôtel Crab è un racconto senza parole, in cui saranno la sequenza delle scene e la mimica dei personaggi a guidare lo spettatore. È un intrigo dal linguaggio teatrale molto vicino al cinema muto.  Questo spettacolo si è aggiudicato il premio come “Miglior spettacolo” al World Puppet Festival di Praga e del Wander Theater Festival di Radebeul (Germania).

 

Officine Duende (Italia)

Nascono nel 2005 dalla fusione d’idee di attori, danzatori e musicisti provenienti da varie zone d’Italia, che creano laboratori e spettacoli caratterizzati dalla mescolanza di generi artistici e tradizioni culturali di tutto il mondo. Il gruppo emiliano svolge attività teatrali con diversi spettacoli all'attivo; nel 2009 vince il primo premio del concorso “CANTIERI DI STRADA” indetto dalla FNAS, con “FREAKS IN 4/4” che viene presentato in tutti i principali festival italiani. Si dedicano anche alla primissima infanzia, con spettacoli creati nel rispetto dei tempi e delle modalità dei più piccoli. Con burattini e pupazzi la compagnia si è esibita in varie piazze e ha partecipato a numerosi festival internazionali. Le Officine Duende si dedicano anche a spettacoli di narrazione con figure (partecipazioni: Reggio Narra festival internazionale di narrazione di Reggio-Emilia; festival internazionale di Porto S. Elpidio) e portano avanti il progetto Officine per il sociale, offrendo i propri spettacoli a ospedali, case di riposo, centri di accoglienza per bambini, circoli ARCI e collaborando con l'associazione Kaleidos nell'ambito del progetto “Musica per la salute”.
A partire dal 2007, curano la direzione artistica di: “Strade parlanti, burattini e musicanti”, rassegna estiva di teatro di figura e di strada presso alcuni comuni della Provincia di Bologna.

 

Starfunky (Italia)

Nasce nel 1998 questa cover band partenopea pop-dance il cui repertorio ha saputo travolgere ogni tipo di pubblico con energia e simpatia. Nelle loro esibizioni gli Starfunky alternano da brani da ascolto internazionali come quelli di Incognito o Al Stewart, a brani puramente pop come quelli di Robbie Williams o Remy Shand, fino a pezzi “rockettari” come quelli di Huey Lewis And The News o Gino Vannelli, senza disdegnare artisti italiani come Raf o Jovanotti. E’ però la dance a dominare lo spettacolo in un percorso che parte dagli anni '70 con brani degli Earth Wind And Fire (Let's groove, September), George Benson (Give Me The Night), continua con gli anni '80 di David Bowie (Let's Dance), Talk Talk (Such a Shame), attraversa gli anni '90 di Modjo (Lady), Lionel Richie (Don't Stop The Music) e arriva fino ai giorni nostri con George Michael (Amazing), Nate James (The Message) e tanto altro ancora con una sola regola: ballare, ballare e ballare!

 

 

Mo’ better band (Italia)

Nasce nel 2003 da un’idea di Fabrizio Leonetti, fondatore e sassofonista del gruppo: fondere la versatilità e l’organico della classica banda italiana, con l’energia di un repertorio funky con “ammiccamenti” al jazz e portare tutto questo per le strade, tra la gente e sfatare il mito che il jazz sia una musica noiosa.

Il nome della band proviene da “Mo’ Better Blues”, lo splendido brano eseguito dal Brandford Marsalis Quartet nella colonna sonora dell’omonimo film di Spike Lee.

Proprio dall’esecuzione di quel brano in una Teramo affollatissima i musicisti (13 fiati e tre percussioni) ottengono il primo grande consenso.  Grazie all’entusiasmo, all’energia e, soprattutto, all’eccezionale bravura dei suoi sedici componenti, la Mo’ Better Band è diventata in breve tempo una nuova realtà del panorama musicale italiano, che al tempo stesso non è né una banda di paese, né una classica street band dixieland, né una brass band funky: la Mo’ Better Band è tutto questo e molto di più!

 

Luigi Lullo Mosso (Italia)

Debutto a Castellarte per Luigi Lullo Mosso; il musicista inizia gli studi come chitarrista presso il “Centro jazz” di Torino. Dal 1986 si trasferisce a Siena dove studia con Tomaso Lama, tra il 1986 ed il 1987, partecipa ai seminari Mister jazz di Ravenna nell'87 e 88 tenuti da Jim Hall e John Abercrombie. Dal 1988 si dedica al contrabbasso ed al basso elettrico frequentando il Conservatorio di Siena e studiando con Bruno Tommaso, Furio Di Castri e Miroslav Vitous. Dal 1990 in poi prosegue la ricerca da autodidatta .
In “Juke Bass Box” Mosso si trasforma in un juke box vivente, con un contrabbasso al posto del giradischi. Si inserisce una monetina, si sceglie un brano sulla lista premendo i pulsanti e due braccia ed una testa fanno capolino e suonano e cantano il brano prescelto... Queen Pink Floyd ,Elvis, James Brown, Shaggy, Casadei... il repertorio e' vasto e attinge a tutti i generi musicali... con una attenzione particolare al giro di basso!

 

 

Tony Borlotti e i suoi Flauers (Italia)

Il gruppo si forma nel settembre 1996 per rivivere, con passione ed ironia, l'epopea dei più sgangherati complessi beat italiani dei medi '60.      
Prima cover band, poi autori di proprie canzoni, nel '97 aprono il concerto di Mal (ex Primitives) a Cava dè Tirreni (SA), nel '98 condividono un concerto con la surf band romana dei Cosmonauti a Salerno e partecipano al IV “Festival Beat internazionale” di Castel S. Giovanni (PC), destando sorpresa, interesse, e ricevendo periodici inviti ad esibirsi nel nord Italia. Nel '99 esibizione a Napoli con artisti come Rudi Protrudi (Fuzztones) e Bradipos IV. Nel 2000 applaudito live al Festival "Expo 2000" a Roma assieme a band come Chocolate Watch Ban, Greg Moore dei Gonn, Thanes e Others. Esce anche il 45 giri Inno dei Flauers per la Teen Sound di Roma le cui copie sono attualmente esaurite. Nel 2003 vede la luce l'album Il mondo è strano (Teen Sound) con 11 canzoni in puro vinile di cui 8 originali e 3 cover (Teste Dure, I Ragazzi Del Sole, I Profeti). Sono compresi nella compilation giapponese “Wild Sazanami beat! Vol. 22” con “Superdonna” nel 2005, anno in cui pubblicano l’album “Il mondo è strano (e altri fiori)”. Nel 2008 è uscito “A che serve protestare?” con 10 brani inediti e 3 cover.

 

Vinyl Gianpy

Torna a Castellarte dopo il travolgente successo del suo dj set “vintage” dello scorso anno ma con una sostanziale novità, quest’anno, infatti, diventerà il primo “dj fotovoltaico” al mondo. Grazie all’invenzione di Fabio Pirone, giovane e creativo designer, il nostro Vinyl Gianpy suonerà il suo beat usando lo “S-collegato” meraviglioso marchingegno multimediale nato da materiale di recupero ed alimentato da un pannello fotovoltaico che raccoglie energia dal sole e la conserva attraverso un set di batterie per auto esauste e rigenerate per sparare tantissimi decibel di sano divertimento. Lo “S-collegato” è stato realizzato in collaborazione con AV Project.

 

 


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