Grassi buoni e cattivi: conoscenza fondamentale per combattere l’obesità.

17/mag/2011 12.43.50 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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Una delle maggiori piaghe sociali degli Stati Uniti d’America è senza dubbio alcuno l’obesità. Presso l’Università di Medicina della John Hopkins in Baltimora, un gruppo di ricercatori ha proceduto nel dividere i differenti grassi contenuti all’interno dei cibi e che poi vengono assorbiti dal nostro corpo, in due precise categorie d’ordine metabolico. Il primo tipo è il grasso bianco, tipico dell’età matura. Questo grasso si va accumulando con estrema facilità mentre il suo smaltimento si ottiene unicamente attraverso un’attività fisica intensa, costante e tramite un percorso dieta (sia che si tratti di  dieta metabolica o dieta a zona). Il secondo tipo è il grasso scuro, marrone, che è tipico dei nuovi nati e degli adolescenti in fase di sviluppo/crescita. La sua attività metabolica è veloce e brucia rapidamente le calorie. Le due categorie si possono quindi indicare come grassi cattivi e grassi buoni, la conoscenza e lo studio di questi elementi potrebbe in futuro risolvere la grave problematica dell’obesità e di tutti quei malesseri che sono strettamente legati a tale patologia.  Certamente l’attenzione posta su tale piaga è da tempo di carattere rilevante poiché altrettanto rilevante è il continuo innalzamento delle vittime, ovvero di quelle persone che (sempre più in età giovanile) riscontrano sul proprio corpo gli effetti del disturbo in questione. Non si è ancora sufficientemente vicini alla soluzione del problema poiché uno dei principali fattori che permettono tutto questo risiede nelle abitudini alimentari, molto difficili da modificare e correggere.

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