Castellarte - Comunicato per Sabato 30 luglio

29/lug/2011 11.11.58 antonella russoniello - link comunicazione Contatta l'autore

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Comunicato stampa - 29 luglio 2011

Buona la prima per “Tempi precari”, per stasera un magico sabato a Castellarte XVIII Festival internazionale di Artisti in Strada. Ecco il Festival nelle parole degli artisti del cast.

 

E’ iniziata con successo la XVIII edizione di Castellarte Festival internazionale di Artisti in Strada, che ieri sera ha illuminato il borgo medievale di Capocastello con le mille luci dei suoi tanti artisti, delle botteghe artigiane, delle mostre e dell’enogastronomia in magica celebrazione dell’arte e del territorio.

Un’edizione importante, questa della “maggiore età”, per il festival irpino che, a dispetto della crisi e delle diminuzioni dei fondi riservati alla cultura, ha scommesso per l’ennesima volta sulla qualità mettendo in campo un cast artistico nutritissimo e per metà internazionale.

“Tempi precari”, dunque, per i giovani e per la cultura, tempi nei quali, però, chi crede nel proprio lavoro e nella propria arte non demorde. E’ il caso dei Guappercartò, band italiana che ha trovato lavoro e fortuna in Francia e che torna nel Belpaese per raccogliere i frutti di un successo negato in patria.

«La nostra è un po’ una storia di “fuga di talenti” - spiega il Dr. Zingarone dei Guappecartò - in Italia è già difficile vedersi riconoscere una dignità in quanto artisti figurati poi lavorare come tale, in Francia invece le cose sono diverse e questo paese insegna molto, soprattutto per la considerazione che si ha per la cultura e per gli artisti, anche giovani. Noi a Castellarte portiamo un concerto che ha il sapore della strada, che abbiamo scelto per le nostre esibizioni estive, siamo felici di tornare “a casa” anche perché il nostro gruppo è formato per due terzi da meridionali. Vista dalla Francia la realtà dei giovani italiani appare veramente dura, specie per chi lavora con la cultura ma non solo. Laggiù fortunatamente gli artisti sono sostenuti dallo Stato nel loro sviluppo, c’è un vero e proprio aiuto, in Italia manca del tutto l’investimento sui giovani artisti; per noi il successo in Francia ha anche voluto dire “più credibilità” in Italia visto che la Francia è, giustamente, considerata uno dei templi della musica in Europa, specie per alcuni generi come il jazz, il manouche, che noi abbiamo nel nostro repertorio, e la contaminazione».

Hanno già conquistato il pubblico nella serata di debutto e si preparano a risplendere in questo weekend di fine luglio anche le altre star internazionali come: lo statunitense artista del “lazo” David Lichtenstein con il suo strambo personaggio “Leapin’ Louie”; il raffinato giocoliere scozzese Ewan Colsell e le sue sfere di vetro; il coloratissimo clown-mago argentino Adrian Conde che trascina grandi e piccini nelle sue stralunate gag; il raffinato teatro-circo degli anglosassoni PanGottic; il mimo iraniano “incantatore di folle” Saeed Fekri; Les Fonkfarons, la fanfara scatenata d’Oltralpe, che trascina con un groove travolgente e divertentissime coreografie.

Non sono da meno le “glorie nazionali” dell’arte di strada rappresentate a Castellarte dai vincitori di “Cantieri di strada” 2011 Malu circo?; dalla raffinata ricerca sulla “macchietta” napoletana dello Stefano Serino Trio; dallo sfrenato jive dei siciliani Jumpin’ up; dallo ska autoprodotto e libero dei partenopei Rudy & Crudy; dal “manouche african samba” dei Gentleman’s Agreement che presentano il loro ultimo album “Carcarà”. Un cenno particolare alla “pattuglia irpina” rappresentata da artisti ormai noti sulla scena internazionale come il bassista e “live looper” Simone Vignola, già attivo in Europa e Stati Uniti con il suo “one man show” esplosivo; i Funny Dunny con il loro sound “garage” che ha conquistato di recente gli appassionati iberici e, last but not least, il “dj del popolo”, Vinyl Gianpy che esalta il pubblico con l’energia “analogica” del beat e dei suoni anni ’60 e ’70.

«Sono appena tornato da una tournèe in Francia - spiega il “dj del popolo”, al secolo Gianpietro Verosimile - dove hanno apprezzato le chicche provenienti dalla mia collezione di vinili che io, peraltro, incremento ad ogni viaggio per avere sempre nuove rarità da proporre al mio pubblico. Della musica degli anni ’60 e ’70, l’atmosfera del rock’n’roll è quello che amo ricreare nelle mie serate, la musica black mischiata ad Elvis, ma non solo, sto proponendo anche psichedelia. Amo Castellarte, i salti di gioia della gente che ballava sotto il mio palco, l’atmosfera che si crea nella quale i giovani si uniscono in un’unica danza collettiva che unisce passato e presente sotto l’egida della sana allegria e alla voglia di vivere. Nella mia scaletta 2011 ci sarà senz’altro qualche rarità di beat francese, sapori vintage ma sempre con qualcosa di nuovo, il mio è un pubblico dal palato fine che non posso certo rischiare di deludere, per loro ho in serbo sorprese diverse per ogni serata».

Ricco anche il programma delle mostre che spazia dalla ricostruzione degli antichi mestieri del “Museo del Ricordo” di Mercogliano,  ai laboratori di creatività targato “Progress” che a Castellarte espone le opere vincitrici del II premio “Design fai da te”, al design “riciclone” delle giovani di “Soqquadro” con la loro “Fabbrica della coscienza”, al “Rito dell’Acqua” che, in collaborazione con Alto Calore S.p.A. rievoca l’importanza della risorsa idrica nella vita della comunità di Capocastello.

Spazio anche alle arti visuali con l’installazione “Il cinema è il migliore dei mondi possibili” e la giovane telestreet indipendente “Uànm”, che esplorerà con le sue telecamere ogni dettaglio del Festival per consegnarne le emozioni al web in tempo reale.

«Siamo una web telestreet, ovvero un mix tra una “tv di strada” ed il web - spiega Antonello Carbone, ideatore ed anima di Uànm - il nostro è un progetto creativo che prende spunto dalla precarietà, non abbiamo infatti uno studio o una sede ben definita, raccogliamo spunti e denunce dalla strada. A Castellarte documentiamo ciò che accade, diamo voce alla gente per rendere concreto l’intento del Festival di divertire, ma anche di far pensare e sollecitare su un tema preciso come quello della precarietà. Ciò che speriamo di fotografare è lo spirito di una generazione di giovani che non è rinunciataria, non è del tutto piegata dal pessimismo ma, un po’ come abbiamo fatto noi, usa la propria creatività ed energia per escogitare soluzioni alternative per crescere professionalmente e crearsi un lavoro senza aspettarlo dall’alto. Noi di Uànm ci auguriamo un futuro nella nostra terra; cercheremo di portare a Castellarte il nostro stile e la nostra idea, un po’ irriverente ed anticonformista, di televisione e comunicazione».

Dedicato alle eccellenze territoriali lo spazio delle botteghe artigiane curato da Animarte, del consumo alimentare consapevole che fa del “chilometro zero” e della qualità i suoi punti di forza, dell’enogastronomia che si esalta nei tre D.O.C.G Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino, ma anche nei formaggi, nei salumi e nelle mille ricette della tradizione contadina.

Nelle tre Aree del Gusto, perciò, i visitatori di Castellarte avranno modo di degustare la cucina tradizionale rivisitata dei fratelli Grieco dell’Osteria i Santi di Mercogliano, le carni alla brace e le sfiziosità dei fritti.

«L’appuntamento con Castellarte è per noi un “matrimonio d’amore”, è stato proprio il festiva infatti a spingerci, molti anni fa, ad aprire la nostra Osteria a Capocastello - spiegano Emilio e Federico Grieco - tanto abbiamo ricevuto, perciò, è tanto ci teniamo a restituire a questo meraviglioso pubblico che, negli anni, si è anche affezionato ai nostri piatti al punto che ce ne sono alcuni che non possiamo più togliere dal menù. Ogni anno, però, nel raccogliere una sfida complessa come quella di assicurare qualità sui grandi numeri, cerchiamo di aggiungere sempre qualcosa di nuovo, per sorprendere con i sapori delle nostre montagne e le ricette di una tradizione che, credeteci, ha veramente tanto da far scoprire ancora. Il “km zero” è per noi un imperativo, Mercogliano produce pasta, salumi e formaggi eccellenti e il nostro scopo è farli conoscere agli irpini e, soprattutto, a quanti arrivano da fuori provincia».

La strada come luogo di spettacolo, come piazza di discussione, come luogo dell’inventiva ma anche come agorà in cui discutere e confrontarsi per contrapporre la forza della speranza e dell’energia giovanile alla cupezza di questi “Tempi precari”; questa la filosofia di Castellarte che, quest’anno, punta più che mai ad una concezione del divertimento che non è, e non può essere, omologazione e appiattimento mediatico.

 

 



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