comunicato stampa "Attori e Malfattori"

28/set/2008 21.53.54 Elisa Toscano Relazioni Pubbliche e Marketing Contatta l'autore

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Comunicato Stampa n°1 del 28 settembre 2008

 

Il Teatro delle Nevi rappresenta la Provincia di Catania.

Il Teatro delle Nevi è la compagnia che rappresenterà l'intera provincia di Catania al Primo Festival del Teatro Regionale organizzato dalla FITA Sicilia (Federazione Italiana Teatro Amatori). La compagnia Teatro delle Nevi è stata selezionata su molte validissime compagnie della provincia di Catania e inaugurerà il festival regionale venerdì 3 ottobre alle ore 21.00 al Teatro Ambasciatori in Via D'Angiò a Catania mettendo in scena la tragicommedia “Attori e Malfattori” testo scritto dai due dei tre soci fondatori Ernesto Mangano e Rodolfo Torrisi.

La tragicommedia  è ambientata in un istituto penitenziario, nel quale la Direttrice arrivista e severa, interpretata da Elisa Toscano, acconsente a sviluppare un programma rieducativo per un piccolo gruppo di detenuti scelti direttamente da una professionista esterna, una regista i cui panni sono indossati da Liliana Biglio che colora questo personaggio con frizzante brio e grandi capacità interpretative. Personaggio a sé è il ruolo vestito da Erika Insabella, voce e volto di un osservatore che commenta e racconta il susseguirsi delle scene, come fosse una coscienza con cui doversi confrontare.

I quattro detenuti, selezionati attraverso divertenti provini, sono impersonati da Ernesto Mangano, che mette in scena “Corrado” il tipico criminale dei colletti bianchi; Rodolfo Torrisi caratterizza il suo “Nicola”, malandrino testa calda e spaccone, con caratteri di sicilianità e misoginia; Maurizio Panasiti, colora il suo extracomunitario “Italo” con estrema bravura, passando da un accento ad un altro e infine Marco Musumeci si affida ad un’interpretazione basata su gesti ed espressioni per il muto carcerato “ Volume”.

Attenta spettatrice, si fa per dire, l’agente scelto Marcella Apicella, la cui caricata femminilità e spiritosa caratterizzazione sono interpretati da Irene Tornabè. Esplosivo l’intermezzo “religioso” di tre suore: la madre superiora, Suor Alfia, della vulcanica Angela Barbagallo e le due coordinatissime consorelle, Suor Cirina, Daniela Torrisi e Suor Filadelfa, Giovanna Petralia.

La trama ricca di cambi di ritmo e tono, si sviluppa in due atti divertenti ma non privi di un finale a sorpresa coordinati dalla regia di Rodolfo Torrisi e dai co-registi Ernesto Mangano e  Maurizio Panasiti.

Con orgoglio la compagnia festeggia i dieci anni di vita dalla fondazione, anni di passione, impegno e divertimento che caratterizzeranno anche la nuova stagione teatrale,re già ricca di nuovi titoli e allettanti commedie.

 

<<Perché tanti detenuti si iscrivono al teatro? Intanto, perché è sempre meglio che starsene buttati sulla branda, ammesso che ce ne sia lo spazio. In più si dispera di ottenere considerazione a una delle centinaia di istanze inevase di permesso, o di pene alternative, e si prova col teatro, attività in vista, un po’ imbarazzante. Ma poco dopo aver cominciato il corso e le prove, i detenuti si accorgono che gli piace. Moltissimo. Si sentono attori, dunque lo sono. Attori cui è capitato l’incidente di finire in galera. Il teatro è sempre l’occasione di una seconda vita: solo che in galera la prima vita non c’è, quella non è vita. Sovversivo è il teatro: e rassicurante, perché la sovversione dura il tempo della recita. Si chiama in scena la fiera, la si fa ruggire, poi la si rimanda in gabbia e si prendono gli applausi. Un’autorizzazione condizionale a occupare per un paio d’ore il nido del cuculo. Le autorità grandi e piccole che assistono si passano il dito nel colletto, come se facesse molto caldo, ma sanno che fra poco tutti torneranno docili a struccarsi nelle loro celle, blindate a quintupla mandata, in uno specchietto di plastica. Gli stessi detenuti, forse, non se ne ricorderanno più, mezz’ora dopo. Non si ricorderanno più di quelle possibili vite di ricambio, oltre alla propria di ladruncolo o piccolo spacciatore, o truffatore, o rapinatore.>>
Adriano Sofri (12 giugno 1998)

www.teatrodellenevi.it

 

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