Scarpe da corsa: Five Fingers o tradizione?

Secondo Daniel Lieberman, docente di biologia evolutiva a Harvard, non è vero che le scarpe tradizionali abbiano migliorato le condizioni di corsa: gli infortuni non sono mai diminuiti, nonostante scarpe sempre più tecnologiche promettano ogni secondo di diminuire lo shock da corsa.

01/set/2009 00.57.34 Blog Network Contatta l'autore

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Il prodotto ha vinto il premio del Time come “Migliore Invenzione del 2007″

All’incirca un anno fa vi parlammo delle Five Fingers, “scarpe invisibili” prodotte dall’italiana Vibram  e da poche altre aziende al mondo. Oggi torniamo a parlarne in quanto protagoniste di una disputa sportiva. Il mercato della scarpa da jogging è scosso in questi giorni due opposte correnti. La prima è quella dei sostenitori della calzatura tradizionale che vuol dire Reebok, Adidas e Nike, la seconda quella degli aspiranti scalzi, coloro che sostengono si corra meglio con ai piedi le scarpe-guanto. Sottili e avvolgenti, le Five Fingers separano le dita regalando, a chi gradisce, la sensazione è di correre scalzi. Per questo hanno preso sempre più piede (scusate il gioco di parole) sul mercato.

E’ il New York Times a lanciare la notizia dello scontro filosofico-scientifico tra le grandi marche, che da sempre investono su suole anti-urto, e i “corridori scalzi”.

Secondo Daniel Lieberman, docente di biologia evolutiva a Harvard, non è vero che le scarpe tradizionali abbiano migliorato le condizioni di corsa: gli infortuni non sono mai diminuiti, nonostante scarpe sempre più tecnologiche promettano ogni secondo di diminuire lo shock da corsa. Della stessa idea è Craig Richards, della facoltà di medicina di Newcastle.

Lewis Maharam, consulente medico dei New York Road Runners (il club dei maratoneti newyorchesi), la pensa diversamente: secondo lui, la scarpa-guanto è adatta solo ai pochi fortunati dotati di “una costituzione bio-meccanica perfetta”. Gli altri comuni mortali devono, per il loro bene, indossare scarpe tradizionali, pena incidenti al ginocchio e al tendine d’Achille.

Insomma, la disputa tra corridori tradizionalisti e corridori scalzi (e loro fornitori) continua: se sognate Abebe Bikila, leggendario etiope scalzo trionfatore alle Olimpiadi del 1960, non vi resta che provare le Five Fingers, colorate, spiritose e dall’aria tanto, tanto comoda ma, forse, non adatte a tutti. E, siccome mancano solo due mesi alla Maratona di New York, se volete capire da che parte soffia il vento vi consigliamo di tenere d’occhio i piedi delle migliaia di podisti che affolleranno la Grande Mela…

La forma "a piedone" rispetta l’ergonomia del piede

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