Safilo, un mese per il bond o rischio commissariamento

A Padova i rappresentanti sindacali hanno incontrato l'ad Roberto Vedovotto che ha illustrato loro natura e tappe del piano per ridurre la pesante esposizione debitoria del gruppo e il relativo accordo con Hal Holding.

22/ott/2009 22.33.09 IP Report Contatta l'autore

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PADOVA — Safilo, i tempi stringono. A Padova i rappresentanti sindacali hanno incontrato l’ad Roberto Vedovotto che ha illustrato loro natura e tappe del piano per ridurre la pesante esposizione debitoria del gruppo e il relativo accordo con Hal Holding. «Vedovotto – afferma il segretario della Femca Cisl del Veneto Alfio Calvagna - ci ha comunicato che Hal ha già raggiunto con il 40% dei possessori un’intesa per l’acquisto a sconto del bond da 195 milioni; il contratto prevede che, entro il 19 novembre, l’offerta debba raggiungere il 60% di adesioni. L’ad ha mostrato un grande ottimismo per l’esito dell’operazione; tuttavia, ha fatto presente che nel caso in cui la trattativa fallisca l’unica strada praticabile sarebbe quella dell’amministrazione controllata. Il 24 novembre, giorno del pagamento del bond, si tireranno le somme». Insomma, un mese di tempo o poco più per decidere le sorti del gruppo padovano; e con la spada di Damocle del commissariamento previsto dalla legge Marzano (vedi Parmalat, Myair, etc). «L’eventualità di portare i libri in tribunale – continua Calvagna – non è una novità per noi. Vedovotto ce l’aveva prospettata alcune settimane fa, ai tempi del fallimento delle trattative con il fondo americano Bain Capital. Questa volta però, l’azienda sembra decisamente più ottimista, a causa degli accordi con banche e finanziatori. Hal non lo conoscevo, ma secondo Vedovotto è un fondo solido, che affonda le sue radici nell’ 800, quando era una società di navigazione ».

Giuseppe Colferai, segretario della Filtea- Cigl di Belluno, spiega che l’ad si è soffermato «sulla situazione della società, che è ancora grave, complicata com’è dal posizionamento dell’azienda nel mercato del lusso, che ha risentito in particolare delle dinamiche della crisi. La mancanza di liquidità ha impedito a Safilo di fare quegli investimenti, anche di tipo pubblicitario, a difesa delle quote di mercato; operazione che la concorrenza ha invece eseguito con tutti i mezzi a disposizione». Ma Hal non è soltanto l’ultima spiaggia. Il fondo di private equity, che ha sede alle Antille Olandesi e che diventerà socio di riferimento con una quota che potrà oscillare da un minimo del 37% fino a un massimo del 49,9%, è anche titolare di una catena di circa quattromila negozi sparsi in tutto il mondo. «Insomma – continua Colferai – Hal dispone di una rete di vendita degna di questo nome; che potrebbe consentire a Safilo di sfidare la diretta concorrenza (Luxottica, ndr), che ne ha circa 6mila, di punti vendita».

I sindacati attendono di capire cosa accadrà. «Stiamo a vedere – dichiara Rudy Roffarè, segretario della Femca-Cisl di Belluno -. Finalmente il gruppo si è mosso, sono state prese decisioni importanti: si è imboccata la strada del risanamento. Senza questa svolta, il cui esito è tuttavia ancora incerto, Safilo sarebbe di certo affondata. Anche noi abbiamo tirato un respiro di sollievo, e siamo moderatamente ottimisti. Ma le Rsu, che erano presenti al vertice con l’azienda, sono ancora molto preoccupate. I delegati conoscono la situazione, e sanno che le scelte di qualche giorno fa non incidono direttamente sul problema delle vendite, che sono in costante calo, anche nell’ultimo trimestre ». Sulle prospettive dell’occupazione negli stabilimenti veneti (2.600 addetti cir­ca), Vedovotto non si è potuto sbilanciare: «È presto per dire cosa succederà con i nuovi azionisti ma - ha sottolineato parlando ai sindacalisti - sono tanti i sacrifici già chiesti ai lavoratori».

 

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