Ecco 'Mar-Tin', l'innovativo stent coronarico brevettato da Aleardo Maresta ed Antonio Ravaglioli

26/mar/2010 18.18.09 Gruppo Villa Maria Contatta l'autore

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Cotignola (Ravenna) - La ricerca medico scientifica ‘made in Romagna’ sforna un nuovo brevetto che, dal prossimo anno, una volta avviata la produzione e la commercializzazione, potrebbe salvare molte vite nel mondo. Stamane al Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola, il dottor Aleardo Maresta, ravennate di Sant’Alberto, direttore del Dipartimento di medicina e chirurgia cardiovascolare della stessa clinica appartenente al Gruppo Villa Maria, ed il dottor Antonio Ravaglioli, faentino, ricercatore dell’Istec Cnr di Faenza, hanno presentato la loro ‘creatura’, brevettata alla World Intellectual Propriety Organization. Si chiama ‘Mar-Tin’ ed è un innovativo stent coronarico.

Maresta ha aperto la conferenza spiegando cosa sono gli stent coronarici e mostrandone il funzionamento: “Questi dispositivi servono per dilatare le arterie coronariche ostruite, totalmente o in parte. La loro applicazione è chiamata ‘angioplastica coronarica’. Quelli di ultima generazione, denominati Des (Drug Eluting Stent), vengono caricati di farmaci particolari, che sono poi rilasciati lentamente nell’arteria. Ma in tutti gli stent attuali restano alcuni elementi negativi, che possono portare ad un rischio trombosi dopo l’impianto. A volte, infatti, agiscono come un corpo estraneo, per le caratteristiche del materiale di cui sono costruiti. Da ciò la ricerca continua di nuove leghe e nuove coperture, per ridurre quanto più possibile l’incidenza delle complicanze”.

Così è nato ‘Mar-Tin’, le cui peculiarità sono state illustrate da Ravaglioli: “Innanzitutto il nostro stent viene costruito con una particolare lega metallica e si caratterizza per il disegno delle sue ‘maglie’, simile ad una reticella. Per renderlo meglio tollerato dalle pareti delle arterie coronarie, cioè per non provocare reazioni avverse, lo stent viene rivestito con una copertura nanometrica di Nitruro di Titanio, il metallo meglio tollerato dall’organismo umano. Grazie ad una macchina innovativa, riusciamo ad ottenere uno spessore ricoprente infinitesimale, di 1,5 micron (il micron è il millesimo di millimetro), che isola totalmente il metallo sottostante senza alterarne le proprietà meccaniche”.

La proprietà del ‘Mar-Tin’ (Mar sta per Maresta e Ravaglioli, mentre Tin è la formula chimica del Nitruro di Titanio) è stata ceduta alla Ibs di Trieste (International Biomedical System Spa), che si occuperà di produrre e commercializzare lo stent. Intanto sta per concludersi l’iter per l’approvazione e l’ammissione in commercio di questo dispositivo medico, consistito inizialmente in due studi su animali, eseguiti all’Università di Maastricht in Olanda ed alla Columbia University di New York. Entrambi gli studi hanno dato risultati soddisfacenti, tali da preparare la sperimentazione nell’uomo, che è partita a fine estate 2009 e si concluderà probabilmente entro giugno 2010. I Centri partecipanti sono otto, equamente distribuiti fra Italia ed Europa. Fra i quattro centri italiani, c’è l’Ospedale di Santa Maria delle Croci di Ravenna. “Prevediamo – ha detto stamane l’ingegnere Luigi Marras, rappresentante della Ibs - di presentare all’Organo Deliberativo Europeo la richiesta dell’approvazione per l’immissione in commercio del dispositivo entro il prossimo settembre”. Nel 2011 l’avvio della produzione e della commercializzazione, per ora nei Paesi Europei. Per entrare nel mercato americano occorrerà infatti un’ulteriore autorizzazione, che deve essere concessa nientemeno che dalla Fbi.

 

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