Ricerca Trend Micro "Interenet e minori": vita privata sempre più esposta. Blandi i controlli dei genitori

07/feb/2010 12.24.20 M&CM Contatta l'autore

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TM_logo_noPAYOFF_leggero                                                                                                                          Comunicato stampa

 

 

Ricerca indipendente su un campione di genitori e figli italiani

La vita privata dei ragazzi sempre più “in vetrina” su Internet.

E i genitori lasciano fare

 

Da un’indagine commissionata da Trend Micro emerge un’attitudine dei ragazzi italiani ad un uso libero della Rete, a cominciare da Facebook (oltre l’82% tra i 15 e 16 anni). Ma i controlli dei genitori appaiono troppo blandi e ispirati a una forma di “fiducia passiva”: solo il 33% condivide coi figli la scelta dei siti e il 60% si limita a parlarne genericamente. Scarsa a tutte le età la consapevolezza dei rischi e dei modi per tutelare la privacy, ad esempio solo il 30% dei genitori sa come impostare le regole di privacy in Facebook.

 

 

2 luglio 2010 -Genitori e ragazzi italiani non esitano ad esporre la propria vita privata su Internet  e non sembrano preoccuparsi eccessivamente delle conseguenze e dei rischi che possono correre. Lo rivela un’indagine commissionata da Trend Micro, leader nella sicurezza dei contenuti Internet, all’istituto indipendente A&F Research e condotta su un campione rappresentativo di ragazzi di età compresa tra gli 8 e 16 anni e di genitori con figli nella stessa fascia di età.

Favorita dal successo dei social network, in particolare di Facebook, questa tendenza a “pubblicizzare” i diversi aspetti della propria vita non è accompagnata da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una sufficiente conoscenza delle necessarie misure di protezione. Ad esempio, solo il 30% dei genitori e il 40% dei ragazzi sa come impostare le regole di privacy nei social network.

 

La scarsa conoscenza da parte dei genitori delle opportunità e dei rischi di Internet determina un atteggiamento nei confronti dei figli che si può definire di fiducia “passiva”, proprio perché non è il frutto di un consapevole orientamento permissivo o di una valutazione sulla loro affidabilità.

Le preoccupazioni dei genitori sull’utilizzo della Rete da parte dei figli, infatti, sono piuttosto elevate (4,38 in una scala da 1 a 5) solo con i figli di età inferiore ai 10 anni, ma scendono “pericolosamente” (3,5 su 5) con i figli più grandi. Tra gli stessi ragazzi è molto forte la convinzione (8,3 in una scala da 1 a 10) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti online” e, inoltre, i maggiori di 10 anni navigano prevalentemente da soli (più dell’80%) o in compagnia di coetanei (circa il 50%).

 

Oltretutto, i ragazzi – in misura crescente con l’età - appaiono desiderosi di sfruttare le opportunità relazionali offerte dal Web, manifestando, con percentuali superiori al 40%, la propria vita personale e sociale, fino a pubblicare anche foto e video di scherzi e bravate. E sono in buona parte convinti che i genitori non approverebbero questi utilizzi della Rete. Tutto ciò significa che probabilmente i controlli da parte dei genitori sono più teorici che effettivi, con la conseguenza di generare nei ragazzi un senso di quasi “onnipotenza” nell’approccio a Internet, tanto che sono in buona misura convinti di “poter cancellare qualsiasi cosa pubblicata online” e di “potermi rendere anonimo online”.

 

I risultati dell’indagine nel dettaglio

 

Quali informazioni personali vengono messe online?

Le principali informazioni condivise dai ragazzi su Internet sono relative all’indirizzo email (66,7%), seguito da foto personali e/o dei familiari (56,2%), luogo dove vanno a scuola (41,9%), eventi ai quali partecipano (27,1%), informazioni sugli amici (26,2%); più basse ma non da sottovalutare le percentuali di chi comunica il proprio indirizzo di casa (20,5%) e di chi fa sapere quali sono i posti frequentati abitualmente (18,1%).

Con l’aumentare dell’età diventa via via maggiore la quantità di informazioni personali inserite in Rete. Ad esempio, tra i ragazzi della fascia dai 15 ai 16 anni, la pubblicazione delle foto personali e dei familiari sale al 81,4%, come la rivelazione del luogo dove vanno a scuola (62,9%), o gli eventi a cui partecipano (51,4%), o i luoghi frequentati (30%).

I genitori, da parte loro, condividono principalmente l’indirizzo email (83,3%), la data di nascita (52,2%), indirizzo postale (42,2%), foto personali e dei familiari (42,2%), abbastanza elevato  anche il dato sulle informazioni bancarie (34,4%), seguito dagli eventi a cui parteciperanno (26,7%), CV e aggiornamenti sul proprio status personale (25,6%).

 

Da dove ci si connette a Internet? Con chi?

I ragazzi si connettono a Internet principalmente dalla loro casa (98,6%), il 21,9% dal PC di amici, il 15,2% dalla scuola. Abitualmente i ragazzi si connettono da soli (71,9%), percentuale che sale con l’età fino al 94,3% nella fascia tra 15 e 16 anni. Ma c’è anche una buona parte di ragazzi che naviga in compagnia dei coetanei (40,5%), in particolare ciò accade nel 50% dei casi tra gli 11 e i 16 anni. Con i genitori navigano soprattutto i più piccoli (58,6% dei bambini tra gli 8 e 10 anni), ma solo il 10% dei quindicenni e sedicenni.  

Per quanto riguarda i genitori, la casa è il luogo preferito per la connessione (97,8%), seguita dal posto di lavoro (44,4%). Da segnalare che i genitori accedono a Internet dal cellulare solo nel 4,4% dei casi, contro il 9% dei figli, percentuale che sfiora il 13% nei ragazzi più grandi.

 

Social network mania

I social network si confermano molto apprezzati dai ragazzi italiani: l’82,9% della fascia tra 15 e 16 anni, e il 74,3% in quella 11-14. Anche un 20% dei più piccoli non è indifferente.

Facebook, come prevedibile la fa da padrone con quasi il 90% delle preferenze.

I genitori iscritti ai social network rappresentano un buon 40%, praticamente tutti su Facebook.

Questa assidua frequentazione di Facebook & company non significa però familiarità con l’impostazione delle regole per proteggere la propria privacy che i social network prevedono. Solo il 30% dei genitori, infatti, sa come utilizzarle, mentre i ragazzi e i bambini si dimostrano più competenti toccando il 40%, con un livello ancora più alto (65,7%) ma solo per la fascia di 15 e 16 anni.

 

Preoccupati o non preoccupati? Genitori alle prese con la generazione Internet

Ai genitori del campione è stato chiesto in che misura si preoccupano dei possibili pericoli e conseguenze negative in cui possono imbattersi i propri figli navigando in Internet: la preoccupazione è abbastanza elevata nei genitori con bambini piccoli fino a 10 anni (4,38% in una scala da 1 a 5), tuttavia, man mano che cresce l’età tende ad attenuarsi (3,76% per i figli da 11 a 14 anni e 3,47% per i figli da 15 a 16 anni). Un quadro sostanzialmente uguale emerge anche per le preoccupazioni connesse all’uso di strumenti comunicazione Web 2.0 a cominciare dai social network.

La preoccupazione più diffusa tra i genitori (70%) è la pornografia, seguita a stretto giro dalla pedofilia (67,8%). Preoccupano non poco i possibili contatti indesiderati con sconosciuti (56,7%). Un peso inferiore viene dato al cyber-bullismo e ai giochi d’azzardo (entrambi al 34,4%) che però appaiono come preoccupazioni emergenti tra i genitori.

Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori non sembrano tra le più severe ed efficaci: il 60 % si limita a parlarne genericamente dell’argomento con i propri figli, il 43% naviga insieme a loro (ma solo il 28,1% se i figli hanno 15-16 anni) e ancora minore è la percentuale (33,3%) di chi condivide la scelta dei siti da visitare. Il 40% controlla periodicamente siti visitati e le attività online, mentre pochissimi, solo il 7,8%, utilizzano le funzioni di Parental Control messe a disposizione dai software di sicurezza.

 

Purché i genitori o i figli non lo sappiano ….

Cosa desiderano comunicare su Internet i ragazzi e che cosa vorrebbero tenere nascosto ai loro genitori? In Internet oltre il 40% dei minori desidera utilizzare – in misura crescente con l’età - molte delle opportunità relazionali offerte: ad esempio esternare i propri pensieri e sentimenti, mostrare foto/video di amici anche se non conosciuti dai genitori, per i ragazzi più grandi anche la foto/video del proprio ragazzo/a, fino a proporre anche  foto/video di scherzi e bravate con gli amici, pur sapendo che non sono approvate dai genitori.

I ragazzi temono soprattutto che i genitori possano vedere foto/video che li ritraggono con abbigliamento non consono (oltre il 60%), oltre il 75% non vorrebbe che i genitori scoprissero foto/video in cui loro e i loro amici stanno fumando o bevendo, oltre il 50% non desidera che i genitori vedano foto/video di scherzi e bravate.

E i genitori cosa vogliono nascondere di sé ai loro figli minorenni? Prevalentemente foto o video in atteggiamenti o situazioni sconvenienti (43,3%), seguiti da corrispondenza privata riguardante la vita sentimentale (35,6%), e immagini di situazioni in cui sono ubriachi o stanno fumando (oltre il 30%).

 

A chi chiedere consiglio?

Per i bambini e i ragazzi più giovani i genitori sono il naturale punto di riferimento a cui rivolgersi per informazioni e consigli su cosa è sicuro o meno in Internet con percentuali rispettivamente del 75,7 e 52,9. I ragazzi più grandi si affidano invece soprattutto agli amici (65,7%) e in misura molto minore ai genitori (30%) e alle fonti di informazione online specializzate (27,0%). La scuola e gli insegnanti sono mediamente poco consultati con percentuali intorno al 20% per tutte le fasce d’età.

I genitori trovano consiglio principalmente, invece, nel passaparola (37,8%) e nel confronto con gli amici (35,6%) e in misura minore con colleghi (27,8%) e parenti (26,7%). Decisamente poco utilizzate le fonti di informazione online specializzate (20%).

 

Internet: tutto sotto controllo?

I bambini e i ragazzi manifestano una radicata convinzione (8,3 in una scala da 1 a 10) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti On Line” e ritengono, inoltre, di “sapere quali informazioni condividere on line” (6,97). Anche queste affermazioni sembrano confermare che il controllo diretto da parte dei genitori non è particolarmente attento e concreto, ma più teorico e verbale. Ciò porta i ragazzi a sviluppare un senso di discrezionalità e quasi “onnipotenza” nell’approccio alla navigazione Internet, tanto che sono in buona misura convinti di “poter cancellare qualsiasi cosa pubblicata online” (6,73 in una scala da 1 a 10) e di “potermi rendere anonimo online” (6,46).

I genitori a loro volta manifestano una certa fiducia nei comportamenti dei figli in Rete (6,79 in una scala da 1 a 10) e sembrano avere una percezione abbastanza distorta delle possibilità di rendersi anonimo e cancellare contenuti in Rete: prevale infatti la convinzione di poterlo fare (5,9 nel primo caso e 5,89 nel secondo). Si conferma ulteriormente che da parte degli adulti c’è una scarsa conoscenza del mondo di Internet, sia delle sue regole che degli eventuali rischi connessi, che è all’origine del già sottolineato atteggiamento di “fiducia passiva” nei confronti dei figli.

 

Metodologia della ricerca

L’indagine “Internet e minori – comportamenti e rischi”  commissionata da Trend Micro, è stata realizzata nel mese di giugno 2010 dalla società A&F Research, attraverso interviste telefoniche, su un campione di Genitori con figli di età compresa fra gli 8 e i 16 anni (tre fasce  8/10, 11/14 e 15/16 anni), e Ragazzi/e di età compresa fra gli 8 e 16 anni (tre fasce: 8/10, 11/14 e 15/16 anni).

Complessivamente sono state condotte 300 interviste di cui 210 a ragazzi/e e 90 a genitori. Per i ragazzi fra gli 8 e 10 anni l’intervista, e’ stata condotta con il genitore, come filtro e portavoce delle risposte dei minori.

 

 

Trend Micro

Trend Micro, leader globale nella sicurezza dei contenuti Internet, è impegnata a rendere più sicuro lo scambio di informazioni digitali sia per le aziende che per gli utenti privati. Pioniere del settore in cui ha sempre svolto un ruolo di avanguardia, Trend Micro promuove lo sviluppo di una tecnologia per la gestione integrata delle minacce in grado di assicurare la continuità operativa e proteggere le informazioni personali e il patrimonio di risorse da malware, spam, fughe di dati e dalle più recenti minacce Web. Per approfondimenti sulle minacce è possibile visitare l’osservatorio TrendWatch all’indirizzo www.trendmicro.com/go/trendwatch

Le soluzioni flessibili di Trend Micro, disponibili in diversi formati, sono supportate 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 da ricercatori esperti nell’analisi delle minacce attivi in tutte le aree geografiche. La gran parte di queste soluzioni sono potenziate da “Trend Micro Smart Protection Network, un’infrastruttura cloud-client di nuova generazione progettata per proteggere i clienti dalle minacce Web. Trend Micro, società multinazionale con quartier generale a Tokyo, commercializza le proprie soluzioni di sicurezza attraverso una rete di business partner presenti in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni e per ottenere copie di prova di tutti i prodotti e servizi Trend Micro, visitare il sito Web it.trendmicro-europe.com.

 

 

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Per ulteriori informazioni:

Carla Targa                                                       Federica Beretta

Trend Micro                                                      M&CM

Tel 02 925931                                                   Tel 02 68821.619

carla_targa@trendmicro.it                                f.beretta@mecm.it

 

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