Cheope: svelato uno dei più grandi misteri della storia

Per secoli, i ricercatori hanno cercato di fare luce sul mistero che ammanta la costruzione della Grande Piramide di Cheope, l'unica delle sette meraviglie del mondo antico giunta sino ai nostri tempi.

Persone Bob Brier, Bob Nel, Jean-Pierre Houdin, Piramide, Cheope
Luoghi Egitto, Giza
Argomenti architettura, edilizia

21/mar/2012 15.30.51 Blusfera Contatta l'autore

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Per secoli, i ricercatori hanno cercato di fare luce sul mistero che ammanta la costruzione della Grande Piramide di Cheope,  l’unica delle sette meraviglie del mondo antico giunta sino ai nostri tempi. Quattro anni fa, l’architetto francese Jean-Pierre Houdin ha presentato una teoria sorprendente e coraggiosa su come è stata costruita la piramide. Grazie al programma “Passion for Innovation” di Dassault Systèmes (DS), l’ipotesi di Houdin è stata riprodotta e simulata in 3D, offrendo al mondo nuove affascinanti teorie su uno dei misteri più intriganti di tutti i tempi.


 

Posta sull’Altopiano di Giza in Egitto, la Grande Piramide di Cheope fu commissionata dall’omonimo faraone che governò il paese fra il 2547 e il 2524 avanti Cristo. Originariamente era alta 146,61 metri, ma l’erosione del tempo l’ha ridotta agli attuali 136,85 metri. Si stima che sia composta da due milioni di blocchi di pietra, ciascuno dei quali pesa in media 2,5 tonnellate. Per secoli, il mistero su come sia stata costruita la piramide ha tenuto occupati archeologi e scienziati. Dagli antichi Greci che parlavano di “macchine” impiegate per sollevare i blocchi, all’ipotesi di una rampa esterna per trainare le enormi pietre verso la cima della piramide, molto sono state le teorie proposte e poi scartate in quanto tecnicamente e ragionevolmente impraticabili.

 

Una teoria sorprendente suggerita da un “laico”

Jean-Pierre Houdin ha avuto un’idea diversa. Sulla base di anni di ricerca e della propria esperienza in architettura, Houdin ha sviluppato una teoria rivoluzionaria, sostenendo che, oltre a una piccola rampa esterna, gli Egizi utilizzavano una rampa interna che saliva a spirale lungo le pareti interne, per portare i blocchi verso la cima con un sistema di contrappesi. Le teoria sembrava sensata, ma servivano prove scientifiche più solide, che Houdin ha potuto ottenere con una simulazione virtuale realizzata grazie alle tecnologie 3D di Dassault Systèmes. Il team di DS ha aiutato Houdin a modellare l’intera piramide virtuale con tutte le sue caratteristiche geometriche e fisiche. La simulazione ha dimostrato che la teoria di Houdin è fondata e offre una spiegazione più plausibile di qualsiasi altra ipotesi finora avanzata. A oggi, quella di Houdin è l’unica teoria provata scientificamente. Secondo questa teoria, la prima rampa era una rampa esterna rettilinea con una pendenza del 7%, che veniva sfruttata per costruire il terzo inferiore della piramide. Una volta completata la base, veniva utilizzata una seconda rampa interna, che si inerpicava a spirale sul lato interno della piramide, per completare la costruzione.

La Camera del Re

Un altro rompicapo riguarda la costruzione della Camera del Re. Cheope chiese ai suoi architetti di costruire per lui una camera funeraria con un soffitto piatto. Per realizzarlo si potevano usare solo travi in granito pesantissime che, per poter essere trascinate lungo la Grande Galleria che porta alla Camera del Re, richiedevano un sistema di contrappesi molto simile a una gru dei nostri tempi. Houdin ha teorizzato che i piccoli fori quadrati nelle pareti della galleria e le tracce di grasso su una stretta modanatura in pietra che corre lungo la base delle due pareti per l’intera lunghezza della galleria dimostrassero l’esistenza di un sistema di pulegge interne che avrebbe potuto essere impiegato per sollevare i pesanti blocchi di granito verso il soffitto. Tutto sembrava confermare la sua teoria del sistema di contrappesi, ma anche in questo caso doveva fornire prove adeguate a zittire gli scettici.

Tacche… le prove aumentano

Durante un sopralluogo a Giza, Houdin notò alcune linee chiare parallele visibili sulla parete esterna della Grande Piramide, con una pendenza del 7% esattamente nel punto in cui Houdin aveva previsto di trovare la rampa interna. Seguendo queste linee lungo il perimetro della piramide, Houdin vide che conducevano a una tacca. Egli ritiene che la tacca indichi il punto in cui la rampa interna svoltava di 90°, consentendo ai lavoratori di far girare i blocchi in corrispondenza degli stretti angoli della piramide per proseguire la salita verso la cima. Ma servivano altre indagini.

La stanza di Bob

Nel 2008, l’egittologo americano Bob Brier ottenne dalle autorità egiziane il permesso di esaminare la tacca. Arrampicandosi sull’esterno della piramide, scoprì che la tacca dava accesso a una stanza di 3×3 metri sul lato nordest della piramide. Armato di macchina fotografica, metro flessibile e una piccola torcia, Brier raccolse tutte le informazioni possibili, fornendo a Houdin dati aggiuntivi per la sua teoria. Il team di DS si rimise al lavoro, inserendo i nuovi dati nei computer per modellare anche la nuova stanza, battezzata “la stanza di Bob”. Brier offrì una possibile spiegazione a proposito: “Sembra improbabile che la posizione della stanza proprio dietro la tacca sia una semplice coincidenza. Penso che questa stanza avesse una funzione specifica nella costruzione della piramide.”

Anticamere, l’ultima scoperta

Riesaminando la storia della costruzione delle piramidi, Houdin notò che queste imponenti strutture seguivano tutte una stessa logica architettonica, nella quale gli architetti che si succedevano potevano avvalersi delle tecniche di costruzione dei loro predecessori. Sembrava però che questa logica non fosse del tutto rispettata nella Piramide di Cheope, a partire dallo strano modo in cui i corridoi e la Grande Galleria erano leggermente disallineati rispetto all’asse nord-sud. Houdin individuò un parallelismo fra la Piramide di Cheope e la Piramide Rossa, l’ultima costruita da Snefru, padre di Cheope. Questa piramide, costruita subito prima di quella di Cheope, conteneva una camera di sepoltura preceduta da due anticamere utilizzate per conservare i possedimenti e i tesori che venivano lasciati al morto per la sua vita ultraterrena. Houdin non capiva questa discrepanza con le costruzioni precedenti. Perché nella Piramide di Cheope non erano state trovate queste anticamere? Houdin ebbe l’intuizione di sovrapporre le piante delle due piramidi e, con le tecnologie di DS, tracciare il percorso che attraversa il corridoio e le anticamere della Piramide Rossa sulla pianta della Piramide di Cheope, arrivando fino alla Camera del Re. La corrispondenza nella riproduzione in 3D era perfetta. Houdin non ha ancora prove archeologiche concrete che dimostrano la sua teoria, ma certamente il suo lavoro si fonda su elementi storici, ha una logica coerente, è accurato dal punto di vista geometrico e offre una spiegazione plausibile per diversi aspetti insoliti della piramide. Tutto questo grazie alla modellazione e alla simulazione in 3D.

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