I proletari nascosti.

27/giu/2014 20:29:36 Leo Contatta l'autore

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È così che li chiamano, proletari, operai 2.0 tutti termini che un tempo erano legati a coloro che vivevano e lavoravano costantemente sotto a dei capannoni. Nessuno ne parla mai eppure esistono, esistono testimoniante di persone che oggi sono giovani o che comunque hanno incominciato ventenni e oggi si trovano ultra quarantenni a vivere costantemente le proprie giornate avanti ad un monitor.

A parlarne oggi e a lanciare un grido d'aiuto da parte d Federico Butera, un docente di organizzazione aziendale con la cattedra alla Sapienza di Roma. In merito a quello che dovrebbe essere un riconoscimento professionale per queste persone che passano giornate intere a lavoro, persone che non hanno orari e giorni di festa.

Lo sanno bene anche coloro che lavorano costantemente, ai siti web Ferrara con suggerimenti e idee per sfruttare questi nuovi lavori. Lavori che portano avanti siti interi che curano la loro architettura o che gestiscono le informazioni e i contenuti che girano sul web.

Di fatto a vedere la crescita costate delle richieste di clienti sparsi per tutto il mondo è indubbio pensare che sia il lavoro del futuro. In un certo senso lo è già ma oggi forse lo è ancora di più, complice la crisi. Certo anche questo mondo ne ha subito le conseguenza, con un risultato tragico sul punto di vista dei pagamenti.

Ma di certo non si può fermare, il mondo del web va avanti e maggiori sono le competenze che si hanno è meglio si sopravvive. Ma secondo questo docente affermato i mestieri che oggi sono legati al mondo del web, al mondo digitale, sono destinati a crescere ad aumentare ed anche in modo molto veloce.

Questo perché pare che stiano aumentando le attività produttive che le stanno richiedendo. Quindi parliamo di veri e propri architetti del web, persone che inseriscono contenuti e che mantengono in piedi siti web e bloog. C'è da dire che oggi si sa poco e niente, nonostante siano stati scritti già svariati libri al riguardo.

Ma nonostante tutto comunque non esistono indagini che portano a dati seri su questo tipo di occupazione e questo per certi versi è grave. Di fatto secondo gli studiosi di economica così facendo si rischia di perdere ottimi trampolini di lancio in merito all'occupazione dimolti giovani.

Che comunque allo stato attuale molti scelgono di andare all'estero e di trovare uno sbocco serio in aziende importanti. Lo fanno sostanzialmente per cercare una tutela, per cercare un contratto che retribuisca il giusto e che dia il giusto supporto anche e sopratutto a livello tecnico.

Oggi infatti questi lavori sono molto frammentari e per certi versi anche dispersivi, in quanto non vi è un riconoscimento professionale che dia quanto meno un nome certo alle diverse specializzazioni. Specializzazioni che oggi non si acquisiscono solo ed esclusivamente con lo studio ma oggi anche grazie agli anni di ricerca.

 

Quindi il riconoscimento che sia almeno l'affibbiare un identità a questi volti a questi lavoratori. Oggi a fare da garante quanto meno sono i nomi delle aziende con cui si è lavorato ma risulta veramente troppo poco. 

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