Mobilità Elettrica: L'Italia fanalino di coda

21/feb/2017 12:01:30 Orizzontenergia Contatta l'autore

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L’Italia è un Paese per l’auto elettrica? A giudicare dai dati non sembrerebbe, in quanto le auto elettriche coprono ancora solamente lo 0,1% del mercato nazionale. Sono 2.560 le vetture elettriche vendute in Italia nel 2016, mentre sono circa 800.000 quelle vendute nel mondo. Questo e molti altri spunti interessanti sono emersi dalla presentazione dell’E-Mobility Report, l’ultimo lavoro redatto dall’ “Energy & Strategy Group” (School of Management Politecnico di Milano) che ha analizzato il mercato delle auto elettriche a livello sia mondiale che nazionale, oltre ad aver fornito stime sulla crescita delle infrastrutture di ricarica.

Nel 2016, a livello mondiale, sono state vendute circa 800.000 automobili elettriche, il 40% in più rispetto al 2015. La crescita è stata principalmente trainata dai veicoli “full electric” (BEV) che hanno rappresentato il 63% del mercato contro il 60% dell’anno precedente.

La Cina si conferma come il maggior mercato a livello mondiale, come dimostra la crescita esponenziale rispetto al 2015 (+118%) supportata dalla vendita di circa 225.000 auto elettriche avvenuta solo nei primi 3 trimestri del 2016. Anche i dati che riguardano gli USA sono positivi, infatti la crescita registrata è stata del +33% ed in totale sono state vendute 109.000 unità.

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Anche il mercato del continente europeo ha mostrato segnali di crescita. Il mercato è trainato principalmente dalle nazioni del Nord-Europa; basti pensare infatti che in Europa circa 1 veicolo elettrico su 4 è olandese. La Norvegia è il secondo mercato continentale rappresentando il 18% del totale, mentre la Germania, il Regno Unito e la Francia rappresentano rispettivamente il 12%, il 14% ed il 12%. L’Italia invece è uno dei fanalini di coda “pesando” solo l’1% sul totale del mercato europeo.

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Una delle principali ragioni per spiegare la differenza nell’andamento delle vendite di auto elettriche è rappresentata dai meccanismi di incentivazione. Non è un caso che la Norvegia sia uno dei paesi europei ad aver registrato il maggior numero di immatricolazioni. Infatti gli incentivi all’acquisto sono pari a circa 20.000 euro per i BEV (Battery Electric Vehicle) e 13.000 euro per i PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle); in Olanda gli incentivi per i PHEV sono invece pari a 9.500 euro. La correlazione tra incentivi e numero di immatricolazioni è purtroppo confermata anche dall’Italia, dove gli incentivi all’acquisto sono tra i più bassi: 3.000 euro per i BEV e 2.000 per i PHEV.

 

Focalizzando l’attenzione sulle infrastrutture di ricarica, dal report si evince che nel 2016 sono stati conteggiati a livello mondiale circa 1,45 milioni punti di ricarica per veicoli elettrici; rispetto al 2015 la crescita è stata consistente (+81%), dovuta principalmente all’installazione di punti di ricarica privati, aumentati di circa 600.000 unità rispetto al 2015; anche le colonnine pubbliche sono aumentate, infatti ne sono state censite 190.000 unità nel 2016, contro le 110.000 del 2015.

A livello mondiale per quanto concerne i punti di ricarica privati sono gli USA a farla da padrone, con oltre il 32% del totale delle installazioni nel 2016; mentre la Cina guida la classifica delle colonnine pubbliche rappresentando il 31%.

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In Europa invece sono 70.000 i nuovi punti di ricarica pubblici ad essere stati installati nel 2016, mentre quelli privati si attestano nell’ordine dei 400.000. In Italia si possono contare circa 9.000 punti di ricarica totali, di cui circa l’80% di natura privata. Complessivamente sul territorio nazionale i punti di ricarica sono aumentati di circa 2.500 unità, con una crescita pari al +28%.

Nel nostro paese il rapporto veicoli elettrici/punti di ricarica è pari allo 0,66; per poter palare di mercato maturo questo rapporto dovrebbe attestarsi a circa 1 veicolo per punto di ricarica. Attualmente i paesi più virtuosi sono la Cina con un rapporto di 1,05 e la Svezia con 0,99.

 

In Italia le politiche in tema di mobilità sono di competenza del Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti; in materia di mobilità elettrica è stato redatto il PNIRE (Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica) che regola lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica.  L’obiettivo al 2020, definito dal PNIRE, è relativo all’installazione di 4.500-13.000 punti di ricarica normal power (ovvero con potenza uguale o inferiore a 22 kW), e di 2.000-6.000 high power (di potenza superiore a 22 kW). Per il raggiungimento di questi obiettivi sono stati stanziati 33,5 milioni di euro.

Nel rapporto vengono analizzati e descritti due possibili scenari di sviluppo al 2020 per il nostro paese, “EV pull” e “PNIRE push”; nel primo scenario si ipotizza che il primo step per l’affermazione dell’e-mobility in Italia sia trainato dalle vendite delle auto elettriche attese per i prossimi anni, mentre nel secondo scenario viene ipotizzato che sia l’infrastruttura di ricarica a determinare i volumi di mercato.

Scenario EV pull – In questo scenario si stima che tra il 2017 ed il 2020 il numero di immatricolazioni di veicoli elettrici in Italia si attesterà nell’ordine delle 70.000 unità, facendone aumentare la quota sul mercato domestico fino al 2% nel 2020 (attualmente la quota è pari allo 0,1%). L’aumento del numero di veicoli elettrici acquistati, comporterebbe un incremento degli investimenti sulle infrastrutture di ricarica per un valore compreso tra i 225 ed i 384 milioni di euro. Nel report viene sottolineato che, nel caso in cui questo scenario dovesse avverarsi, la sostituzione di 70.000 auto elettriche a discapito di altrettanti veicoli a combustione interna, ridurrebbe la relativa emissione di CO2 da 136.000 tonnellate all’anno a 63.000 (-54%).

Scenario PNIRE push – In questo scenario la stima al 2020 di veicoli elettrici circolanti in Italia è pari a 130.000 unità (+85% rispetto allo scenario EV pull), con investimenti in infrastrutture di ricarica compresi tra i 337 ed i 577 milioni di euro. In questo caso i benefici ambientali sarebbero ancora più consistenti in quanto l’emissione annua di tonnellate di CO2 passerebbe da 253.000 a 138.000 tonnellate.

 

I modelli di auto elettrica che a livello mondiale si contendono il mercato sono circa 50 ed appartengono a 15 case automobilistiche. Il modello più venduto è la Nissan Leaf (auto di tipo BEV) che ha riscontrato ampio successo sia in Europa che negli USA, seguita dalla Model S di Tesla che nonostante l’elevato prezzo di mercato ha una quota di mercato pari al 7%. A livello mondiale meritano menzione anche i modelli di auto elettrica dell’azienda cinese BYD Auto, la quale copre circa il 10% del mercato globale.

In Europa i modelli di tipo BEV attualmente disponibili sono 20 e vengono prodotti da 12 player differenti; entro la fine del 2020 è però previsto l’ingresso nel mercato anche da parte di Honda, Opel, Porsche ed Audi che comporteranno un aumento nell’offerta di modelli fino a 54 unità. 

 

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