Comunicato Dsalenia

02/ott/2007 19.30.00 Agenzia AEROPOLIS Contatta l'autore

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Aerospazio. La Campania per qualche giorno capitale  della tecnologia.

Sorrento, chiamati da Alenia Aeronautica i massimi esperti europei si confrontano sui temi dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza .   

 

Piano di Sorrento e la splendida Villa Fondi  hanno ospitato nell’ultimo fine settimana di settembre  la Conferenza Internazionale di Alenia Aeronautica "Dalle competenze alle strategie: come affrontare i mercati globali".

 

Un evento  che ha visto nella città costiera personaggi di primo piano della politica internazionale, dell’industria aerospaziale e della Difesa.

I temi discussi nei  diversi panel sono stati  presentati da Giovanni Bertolone CEO di Alenia Aeronautica e il dibattito in più occasioni ha  smentito chi pensava che la convention  sarebbe stata solo una passerella celebrativa dei successi che l’holding italiana dell’aerospazio ha riscosso nell’ultimo anno sui mercati mondiali.

Si sono approfondito temi   di politica industriale lasciando sullo sfondo i  successi  commerciali del C27j e di  Atr42, molto si è  parlato di  alleanze e di  accordi strategici di Alenia Aeronautica con Airbus e della joint venture sul Superjet 100 con Sukhoi.

Del programma  B787  ne ha parlato  Elmet Doty Presidente e Ceo di Vought Aerospace industries,   partner di  Alenia  Aeronautica nel programma. In nessuno dei  panel era prevista la partecipazione di esponenti  Boeing.

L’assessore campano alle attività produttive Andrea Cozzolino ha illustrato  il suo piano di sviluppo Paser, ha ufficializzato  la firma dell’accordo istituzionale per un polo meridionale del comparto aeronautico  tra le Regioni Campania e  Puglia e ha anticipato che  le aziende campane della filiera del settore, per i fondi  del Paser, avrebbero pronte richieste per almeno 100 milioni di euro.

Cozzolino poche settimane fa aveva prospettato che a Sorrento avrebbe presentato un protocollo  d’ntesa tra regione Campania e Alenia Aeronautica invece ha dovuto lasciare ancora    nel cassetto il documento perché  come   Olivier Andries di Eads  ha lasciato intendere    -   come aveva anche anticipato  qualche giorno fa il  direttore generale della casa di Tolosa Tom Enders ai rappresentanti dei lavoratori dell’ Airbus European Works Council -  « Il processo di identificazione dei partner principali del programma A350 XWB  procede ma non si è concluso.».

E’ praticamente ancora da definire la cessione  dei siti industriali decisa da Airbus  nel progetto di ristrutturazione Power 8, per cui «annunci verranno fatti solo quando Airbus ed EADS, unitamente ai loro potenziali partner, saranno arrivati a stabilire i termini e le condizioni che garantiranno collaborazioni di lungo periodo.  Airbus non intende compromettere i risultati di scelte strategiche». In altre parole, decideremo quando saremo pronti su tutti i dossier.

 

Dal dibattito sulla presentazione del libro:  L’industria aerospaziale, innovazione, tecnologia e strategia economica, scritto da Paola Giuri dell’Università di Bologna-Rimini, da Chiara Tomasi e Giovanni Dosi, economisti della Scuola Sant’Anna di Pisa è emerso subito  che la discussione non sarebbe rimasta ingessata.

Giovanni Dosi - che ha coordinato la ricerca pubblicata - pur evidenziando  gli importanti progressi fatti negli ultimi decenni dalle aziende dell’aerospazio sia italiane che europee,  documentava con  chiarezza la  prevalenza delle imprese del settore degli Stati Uniti rispetto a quelle del  vecchio continente, sia in termini di fatturato e occupazione che di attività brevettale e quindi di posizionamento  tecnologico.

L’autore pur riconoscendo lo  sforzo speso negli ultimi decenni dai singoli Paesi europei e dalle imprese per recuperare il gap tecnologico, sottolineava che in  particolar modo nel settore della aree industriali legate al settore della difesa, il divario è rimasto  enorme e tale sarebbe stato per molti anni ancora   in assenza di  un’accelerazione del processo di maturità politica dell’Europa quale premessa di un’autonomia militare e quindi di un progetto unitario di difesa continentale.

Con significativi esempi,  gli autori del lavoro si sono  soffermati sull’effetto  trascinamento che le tecnologie duali possono indurre in molti comparti dell’industria civile in particolar modo quando  queste innovazioni sono prodotte da accordi e progetti internazionali tra imprese di Paesi  legati tra loro  da profondi e solidi legami politici e storici.

La necessità di un qualità diversa dei rapporti tra stati europei nella definizione delle politiche della Difesa è stata posta con estrema chiarezza da Pierfrancesco Guarguaglini «Se l’ Europa vuole colmare il gap con gli USA - ha detto il presidente di Finmeccanica - deve produrre per la difesa  strategie unitarie e requisiti unici per le gare tra i vari paesi nello stesso arco temporale». Una soluzione che consentirebbe di operare in una logica di scala diversa. «L’Europa deve fare un’unica politica»

L’intervento di Aloysius Rauen CEO di Eurofighter non ha sfiorato i temi del botta e risposta sul programma EFA tra il sottosegretario alla Difesa tedesco Peter Eichemboom ed il suo omologo italiano Giovanni Lorenzo Forcieri.

Durante la sua visita di due giorni in Italia, Eichemboom ha dichiarato alla stampa :  "l’Italia e la Gran Bretagna hanno annunciato prima che avrebbero dimezzato l’ordine e poi hanno chiesto di annullarlo per scarsità di fondi. Spagna e Germania, invece, hanno mantenuto le richieste originali di 180 apparecchi. Aspettiamo ora di vedere cosa faranno i due paesi".

Il sottosegretario Forcieri  aveva risposta  a Eichemboom dichiarando  «Per l'acquisto degli Eurofighter della terza tranche ci dobbiamo muovere nell'ambito degli ultimi stanziamenti che il Parlamento ci ha messo a disposizione, nei quali è compreso anche il programma di retrofit per i velivoli del primo lotto. Nei 5,4 miliardi di euro che l'Italia ha stanziato per completare il programma ci devono rientrare quindi retrofit, supporto logistico e acquisizione dei nuovi caccia. Molto dipenderà dal costo del Typhoon e da quanto ci costerà il processo di ammodernamento. Non è da escludere quindi una riduzione nel numero dei velivoli».

Diretta invece la critica alle modalità di partecipazione di Paesi europei al  programma JSF espressa da Julian Lindley professore all’Accademia della Difesa olandese che ha definito l’esperienza dell’accordo dei paesi europei con Lockeed un’esperienza da mai più ripetere.

Forcieri, sollecitato dal giornalista Bruno Vespa, ha interpretato e condiviso le preoccupazioni espresse  anche dal Presidente della Commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio, per i tagli preannunciati nella Finanziaria per le spese della Sicurezza e della Difesa, anche se ha chiarito che si tratterebbe di  fondi per i reclutamenti e non per le acquisizioni di sistemi e mezzi.

Sui temi della Sicurezza e della Difesa sono stati sviluppati  autorevoli interventi di personalità europee e dal capo di Stato maggiore della Forza armata, il generale Vincenzo Camporini   e Stefano Silvestri Presidente dell’Istituto Affari internazionali.

Interessanti le affermazioni dell’ospite per eccellenza, il generale americano Wesley Clark, ieri pluridecorato comandante delle forze Nato nella guerra del Kosovo e candidato alla Casa Bianca e  oggi possibile Ministro della Difesa in caso di vittoria di Hillary Clinton alle presidenziali americane.

Il generale parla un linguaggio diverso dell’attuale presidenza Bush, usa spesso la parola Pace e sebbene riconosca che qualsiasi Amministrazione non riuscirebbe in tempi brevi a riportare a casa dall’Iraq  e dall’Afganistan i soldati americani, afferma che non ci sono vittorie sul campo da perseguire in quei conflitti ma equilibri di pace e garanzie di sicurezza per tutti  da raggiungere con il negoziato e la politica.

Giorgio Zappa  Direttore Generale di Finmeccanica e Presidente di Alenia Aeronautica  ha concluso  i due giorni di dibattito ringraziando tutti gli ospiti e sottolineando la liberalità e la qualità dei contributi che da tutti i partecipanti sono stati portati alla discussione.

 

 

 

30 settembre 2007                                                                 Antonio Ferrara [1]



[1] Antonio Ferrara si è occupato di aeronautica   per la Direzione Nazionale dei  Democratici di Sinistra , ha animato il primo blog sul settore - www.dsalenia.it -  ed è stato il responsabile del Coordinamento campano dei DS delle aziende aerospaziali. Attualmente ha aderito alla Sinistra Democratica dove continua il suo impegno politico seguendo le politiche industriali in Campania..

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