La Fiat Punto Natural Power tra un barolo e un pecorino

La Fiat Punto Natural Power tra un barolo e un pecorino Il Salone del Gusto di Torino, che apre oggi per concludersi lunedì prossimo, ci dà l'opportunità di abbinare due mondi assolutamente complementari.

23/ott/2008 12.19.44 Blog Network Contatta l'autore

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Il Salone del Gusto di Torino, che apre oggi per concludersi lunedì prossimo, ci dà l’opportunità di abbinare due mondi assolutamente complementari. Il cibo e l’automobile. Alzi la mano chi non ama percorrere le strade più belle e meno trafficate d’Italia per raggiungere l’agognata meta culinaria fuori città?

Quale miglior approccio alla gastronomia regionale se non il propedeutico viaggio? Magari anche solo un weekend, oppure un vero e proprio tour enogastronomico. Meglio se non inquinante.

L’opportunità di abbinare le due mie principali passioni (che purtroppo fanno entrambe ingrassare!) viene suggerita non solo dalla location (il Lingotto, ormai ex grande edificio sfornavetture), ma anche dall’impronta che la Fiat ha voluto lasciare sull’evento slow food.

Non un semplice impegno di partenership economica. Il Salone del Gusto sarà anche la rampa di lancio di alcuni prodotti made in Fiat: al padiglione 3, tra un sorso di ottimo barolo e una degustazione di miele siculo, il pubblico potrà “saggiare” la nuova Grande Punto Natural Power, un’automobile che con la sua doppia alimentazione. Ma questa volta parliamo di carburante: benzina e metano, non pecorino di fossa e salmone norvegese.

La nuova Grande Punto Natural Power andrà a rimpinguare la già discreta offerta della gamma ecologica Fiat. Ma non è tutto. La casa torinese lancerà anche la sua campagna di riforestazione.

Di fatto si è fatta carico della messa a dimora di nuove piante, per un totale di 7.000 metri quadri di nuove foreste nel Parco del Ticino.

Un’opera sicuramente meritoria, incorniciata in un sito internet apposito, ma che non deve distrarre dall’obiettivo numero uno: quello della ricerca pro ambiente applicata alle nuove tecnologie. Quello sì, sarebbe un salto in avanti.

Altrimenti tutto rischia di diventare un po’ demagogico. E di perderci di gusto…

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