Motociclisti e guardrail ghigliottina in Italia

11/nov/2008 12.02.42 Blog Network Contatta l'autore

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Soltanto qualche giorno fa su Pinkstop abbiamo scritto della mattanza dei motociclisti in Italia. Ebbene, è di questo fine settimana la protesta dei centauri spagnoli contro i guardrail assassini. Rimostranze assai robuste quella dei motociclisti iberici. Sia per numero di partecipanti, con una carovana mai vista di moto e scooter che ha paralizzato a lungo Madrid, sia per la scioccante ghigliottina mozza casco, con un guardrail insanguinato al posto della tradizionale lama, presentata ad apertura del corteo.
Una sola la richiesta dei motociclisti spagnoli: eliminare i guardrail contro cui ogni anno si schiantano centinaia di giovani vite. L’Unione Europea ha di recente diffuso un dato molto preoccupante: un incidente su dieci su due ruote vede il motociclista scontrarsi con un oggetto/ostacolo fisso.
Se in Spagna i centauri sono incazzati, in Italia, come abbiamo scritto, avrebbero da fare la guerriglia. Visti i numeri da far venire la pelle d’oca.

Sarà l’effetto Zapatero, sarà l’incontenibile esterofilia che ci attanaglia, ma è mai possibile che i tentativi di voltare pagina spagnoli ricevano la giusta considerazione dai media italiani, mentre le campagne di sensibilizzazione lanciate nel nostro Paese trovino molte difficoltà a ricevere analoga attenzione? Ci vogliono i 10.000 motociclisti di Madrid a Roma per accorgercene?

Oggi segnaliamo il sito www.motociclisti-incolumi.com. Andate a dare un’occhiata.

L’A.M.I. (Associazione Motociclisti Inc…olumi) è nata per far valere i diritti, sulla salute, di oltre 8 milioni di contribuenti, entusiasti della moto e dell’ambiente che la circonda, ma non altrettanto entusiasti, e spesso vittime, per strade ed infrastrutture costruite con standard di sicurezza degli anni ‘50, ignorando totalmente il concetto di riserva di sicurezza. Se gli autovelox fossero onesti, prima che ai trasgressori del codice stradale farebbero foto (formato gigante!) ai trasgressori delle norme di sicurezza sulla costruzione e manutenzione delle strade. In Italia ogni anno vi è un numero di vittime pari ad una guerra ma il peso sociale ed economico è ancora sottovalutato: 8.000 vittime, tra automobilisti e motociclisti… di cui almeno il 50% evitabili!”
“Quello che noi stiamo facendo per la sicurezza:

Denuncia di strade pericolose, “black spot” ed infrastrutture killer, cause di incidenti e di lesioni.

  • Richieste presso la C.E. di adeguamento della normativa sulle infrastrutture.
  • Corsi di guida su strada.
  • Corsi di guida in autodromo.
  • Sensibilizzazione delle istituzioni .
  • Consulenza legale per chi abbia subito incidenti gravi per strade o infrastrutture mal tenute”.
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