Il limitatore di velocità? Macché, meglio le multe

13/nov/2008 17.37.00 Blog Network Contatta l'autore

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Limitatore di velocità. Un fantasma per gli amanti dei motori che ora rischia di acquisire molta concretezza. Finora se ne era discusso. Certo. Specie in concomitanza con incidenti mortali diretta conseguenza delle alte velocità mantenute incoscientemente, magari innaffiate di alcool. Ma nessuno aveva mai osato procedere al lancio sul mercato di qualcosa del genere. Ci ha pensato la Vdo, azienda di elettronica del Gruppo Continental. A dire il vero già da un po’ di tempo. Anche perché ricordiamo che i cosiddetti “blocchi”, nome volgare dei “limitatori di velocità”, sono già in funzione sui camion da un pezzo. Sulle auto il solo pensiero, magari sussurrato, ha sempre fatto venire l’orticaria. Probabilmente non solo perché il mercato dell’automobile è già così asfittico (in Italia come in Usa) che si teme di assestargli il colpo di grazia.
E’ un po’ la stessa linea di pensiero che ha portato il Governo a posticipare (attirandosi le critiche europee) le misure anti inquinamento in nome della crescita del comparto industriale. Anche per le auto funziona così: è vero che, stando all’incapacità di autocontrollo umano, occorrerebbe farsi dare una mano dalla tecnologia, ma è altrettanto vero che qualora si mettesse mano ai pedali dell’accelerato le industrie italiane di settore rischierebbero di finire ko. Basti pensare alle emiliane Ferrari, Lamborghini e Maserati. Solo per rimanere in casa nostra.
Il dibattito quindi rischia di impazzare. Per ora la Vdo ha messo a disposizione un software che regola in pratica il pedale e il consumo di carburante del motore per impedirne l’eccessivo utilizzo (del pedale e del carburante, of course). Un software che è controllabile dal guidatore. Quindi l’autolimitazione è facoltativa e montare un impianto del genere costa intorno ai 500 euro.
Ma cosa accadrebbe sell’Unione Europea e il Governo italiano decidessero di imporre per via tecnologica il limite massimo di velocità?
Probabilmente non scoppierebbe una rivoluzione. Ma state ben certi che prima che accada ne passerà acqua sotto i ponti. E non solo per motivi industriali o per il fascino che ancora sanno esprimere case automobilistiche a cinque stelle. Soprattutto per il gettito che alle casse pubbliche deriva dalle contravvenzioni. Insomma, il limitatore sottrarrebbe milioni e milioni di euro degli irregolari. Un lusso che l’Italia non si puà permettere. Scommettiamo?

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