Graphic Roots of Revolution

L'uso della grafica per scopi apertamente politici - nei cartoni, nei graffiti, nella poster art - è una pratica che si ritrova in tutte le culture.

09/dic/2009 14.12.18 Fabrizio Pivari Contatta l'autore

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"Tutta l’arte è politica, ma non tutta l’arte è un manifesto politico".

L'uso della grafica per scopi apertamente politici – nei cartoni, nei graffiti, nella poster art - è una pratica che si ritrova in tutte le culture. Usata per comunicare adesione ideale e conflitto, strumento di espressione di movimenti politici e culture underground, negli ultimi anni la grafica politica ha generato un acceso dibattito tra esperti e appassionati. Manifestazione di ribellismo o pratica identitaria, la grafica politica vive soprattutto nelle strade come reazione spontanea al progressivo ridursi dello spazio pubblico e alla voglia di esprimersi di giovani ribelli, artisti consapevoli oppure no, influenzati e sedotti dall'arte del remix che diede origine all'hip-hop. Nonostante leggi severe e repressione la street art politica è per artisti e attivisti un modo per superare barriere geografiche, etniche, comunicative, e arrivare al cuore della gente.

 

In omaggio a questa forma di comunicazione The House of Love&Dissent, insieme ad Art Attack Adv ed alla Free Hardware Foundation, mette in mostra alcune delle opere degli artisti che hanno fatto la storia recente della political graphics. Le opere di Shepard Fairey, John Carr, Favianna Rodriguez, Winston Smith, Emory Douglas e altri, saranno in mostra presso i locali di via Leonina 85 dall'11 dicembre fino al 20 gennaio 2010.

La conferenza stampa di presentazione della mostra si terrà giovedì 10 dicembre a via Leonina 85 (Rione Monti), a Roma, alla presenza degli artisti e dei curatori.

"I poster di protesta ostentano la loro politica per generare controversia. Che siano rozzi e aggressivi o ripuliti e sofisticati, i poster politici sono la grafica del dissenso dalle ingiustizie esistenti". Prodotti in serie, con qualsiasi supporto disponibile – mezzi di fortuna, litografie,stencil, pezzi di legno, fotocopie, o laser – solo poche copie sopravvivono. Affissi al muro furtivamente da collettivi o da singoli individui, oppure attentamente confezionati da famosi artisti in studi ben attrezzati, i poster di protesta comunicano immediatamente e direttamente alle persone, semplici o colte che siano.

Su queste note, Carol Wells direttrice del Centro per la Grafica Politica di Los Angeles, John Carr, curatore della mostra internazionale pacifista Yo What Happened to Peace, Favianna Rodriguez artista e attivista californiana, Winston Smith decano delle controculture artistiche americane, terrano un Artist'talk all'interno di The House of Love&Dissent , sabato 12 dicembre alle ore 18 "Come tutta l'arte, i poster politici stimolano emozioni e riflessioni. Possono trasmettere compassione e partecipazione, scatenare indignazione, strappare una risata e provocare azione. Attraverso la trasmissione e la promozione di ideali, speranze, e sogni di milioni di persone che hanno deciso di alzare la propria voce nella protesta, i poster politici potenziano e sostengono le idee di cambiamento sociale".

Press conference: giovedì 10 dicembre ore 12 - via Leonina 85
Opening: venerdì 11 dicembre ore 18 - via Leonina 85
Artist'talk: sabato 12 dicembre ore 18 - via Leonina 85

Maggiori informazioni su http://www.artattackadv.com/grr

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