Il bello di sentirsi unici

Piano piano quindi, da una formula product-oriented, ovvero basata sul continuo ingresso sul mercato di prodotti innovativi, si è passati al customer-oriented, in cui la fidelizzazione del cliente è al centro delle decisioni dell'impresa.

05/mar/2010 12.37.09 Luca Comos Contatta l'autore

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Ai giorni nostri, è pensabile comprare di tutto come disfarsi di tutto. Le cose, i prodotti, gli oggetti, insomma, i beni materiali, sono ormai in eccesso e alla portata di qualsiasi individuo. Non è lo stesso invece, per i beni immateriali, come l’amore, l’affetto, la fiducia.
Ed è proprio questo che cercano le persone quando comprano la centesima cravatta o il decimo paio di stivali, sentirsi amati, coccolati, considerati; in una parola, sentirsi unici.

Piano piano quindi, da una formula product-oriented, ovvero basata sul continuo ingresso sul mercato di prodotti innovativi, si è passati al customer-oriented, in cui la fidelizzazione del cliente è al centro delle decisioni dell'impresa.
A cambiare per primo questo approccio è stato lo stesso “consumer” che, in un’era di saturazione delle merci e di concorrenza aggressiva, ha sentito il bisogno di ritrovare nel suo punto vendita di fiducia quasi una seconda famiglia: ordinata, efficiente, alla mano, piena di attenzioni.

Questo vincolo quasi fisico con il cliente, di assoluta dedizione e empatia, si risolve in alcune azioni di marketing; prima fra tutte, la famigerata fidelity card, la tessera a punti della vecchia generazione, che permette al cliente di essere riconosciuto come habituè del negozio e, quindi di accedere a promozioni, sconti, gadget, riservati solo a lui. E’ importante che questi premi siano orientati verso le abitudini di vita e le aree di interesse dell’individuo; se non fosse così, la fidelizzazione con il cliente potrebbe incrinarsi e anzi sortire l’effetto contrario: indispettire la persona per tutte queste attenzioni in cui non si riconosce.
 

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