La febbre suina: un eccesso di allarmismo

La febbre suina: un eccesso di allarmismo Dopo l'allarme febbre suina che, l'estate scorsa, ha gettato il globo nel terrore dell'epidemia e della morte certa, oggi si guarda alla gestione scorte dei vaccini prodotti all'uopo e si tirano somme che non risultano affatto edificanti.

16/giu/2010 12.50.02 giuliadori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Dopo l’allarme febbre suina che, l’estate scorsa, ha gettato il globo nel terrore dell’epidemia e della morte certa, oggi si guarda alla gestione scorte dei vaccini prodotti all’uopo e si tirano somme che non risultano affatto edificanti. Almeno non per l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). L’analisi della gestione delle scorte dei vari paesi ha, infatti, rivelato che soltanto il 20% dei vaccini acquistati è stato usato. Il resto giace inutilizzato e, soprattutto, inutile. La notizia è stata resa nota dal Comitato per la salute dell’Assemblea parlamentare del consiglio d’Europa che ha emesso giudizi molto severi sulla condotta delle varie organizzazioni coinvolte nella gestione del virus A/H1N1.

Pare che, tra le varie pecche, la cattiva gestione avrebbe comportato, in primis, un vergognoso sperpero di denaro pubblico. Il Comitato ha puntato il dito contro le agenzie dell’Unione Europea, i vari governi europei e infine l’Oms, accusando l’organizzazione di aver seminato il panico senza averne motivi che lo giustificassero. Ora resta da vedere se l’Oms sia stato influenzato nelle decisioni prese da una certa ingordigia finanziaria o meno. Le industrie farmaceutiche che hanno riempito i magazzini di scorte di vaccini per il virus A/H1N1 avrebbero, infatti, accumulato un capitale pari a dieci miliardi di dollari. Non proprio noccioline.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl