EUTELIA AGILE>>>FINALMENTE IN CARCERE I KILLER DI AZIENDE

10/lug/2010 16.50.43 Lavoratori Getronics Contatta l'autore

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Arresti e 22 perquisizioni in tutta Italia per la bancarotta milionaria Agile-Eutelia, importante gruppo societario nel settore delle telecomunicazioni e dell'information technology. Otto le ordinanze di custodia cautelare, sette eseguite, l'unico a non essere stato arrestato è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. In questo momento si trova all’estero, come un normale turista, insieme alla sua famiglia (probabilmente a Dubai, da dove crediamo ci arrivino le sue email).  Da questo momento, pur con la necessaria e indiscutibile presunzione di innocenza fino a giudizio definitivo, deve considerarsi ufficialmente latitante internazionale e ricercato.

Immaginiamo che si cercherà di far intervenire l’Interpol, ma già sappiamo che sarà una pratica lunga e laboriosa.

Nel novembre dell'anno scorso era entrato nella sede romana di Eutelia, occupata dai lavoratori, capeggiando un gruppo di vigilantes e minacciando i dipendenti.  Il suo blitz, fu immortalato da un giornalista presente e ritrasmesso da tutti i TG. 

Landi e i vigilantes entrarono all’alba, arrendendosi quasi immediatamente agli impiegati, in netta maggioranza numerica e alla polizia, che fu immediatamente chiamata. (Ma secondo i lavoratori Landi ebbe modo di restare almeno 45 minuti negli uffici della direzione) Erano in 15, ma le volanti ne portarono via solo 12. Poco dopo i lavoratori, ispezionando lo stabile, sorpresero nella sala computer, dove si custodiscono tutti i documenti della società, tre dei vigilantes di Landi, due dei quali erano i responsabili della security di Eutelia.

Questo è infatti uno degli elementi d'accusa nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma, Elvira Tamburelli: «Samuele Landi, noncurante della dismissione, seppure soltanto formale da cariche del cda, fa irruzione in azienda sprezzante nei confronti dei dipendenti che tentavano di far valere le loro ragioni e che per effetto dei reati da lui commessi hanno perso il lavoro. (…)  I Landi - prosegue il giudice - hanno acquistato diverse società organizzando una colossale operazione dolosa con l'obiettivo di provocare, tra l'altro, il fallimento di Agile. I crediti invece di essere riscossi sono stati ceduti per garantire le obbligazioni di un'altra società del gruppo, la Omega. La cricca - scrive sempre il giudice - si è mossa con lo scopo di spogliare Agile dei suoi asset, svuotando la cassa, caricandola di debiti e sottraendo garanzie ai creditori, soprattutto ai 1.992 lavoratori messi in strada».

Per questo la procura di Roma ha emesso l’ordinanza di arresto per quelli che furono i vertici di Eutelia, Agile e Omega. In manette Pio Piccini, Leonardo Pizzichi, Claudio Marcello Massa, Marco Fenu, Salvatore Riccardo Cammalleri, Antonangelo Liori, Isacco Landi.

In particolare i magistrati contestano «la distrazione di 11.179.989 milioni dalla Agile srl e la sottrazione di crediti della stessa società, ceduti senza garanzia ad altri soggetti, per 5.529.543 milioni».

Ma non finisce qui. I rappresentanti di Agile avevano chiesto al Tribunale di Roma, un concordato preventivo, ma per ottenerlo avevano offerto fideiussioni false, garantite  dalla Cofiar, altra società sotto inchiesta.

E’ stato grazie alle intercettazioni telefoniche (ironia della sorte) che i finanzieri hanno scoperto che il gruppo stava tentando di avvicinare i custodi giudiziari. (Questa la causa che ha accelerato gli arresti?). I manager Eutelia infatti hanno cercato di avvicinare i custodi cautelari di Agile ed in particolare è stata contattata Daniela Saitta, ma il tentativo è fallito (commissari che hanno in gestione anche Eutelia da quando è stata dichiarata insolvente).

Senza intercettazioni infatti, non tutti gli arresti di ieri sarebbero stati effettuati, e non sarebbero chiari i “legami che uniscono i manager di Eutelia con quelli di Omega. Frequenti, amichevoli, che mostrano un patto, un previo accordo fra gli indagati finalizzato alla commissione dei fatti illeciti di bancarotta”.

 Nelle telefonate si parlava di documenti falsi, delle manovre per svuotare la società con l'intento di avviare nuove imprese all’estero. In una intercettazione dell'aprile scorso, Antonangelo Liori racconta al fratello di aver incontrato i sindacati ai quali ha detto: “ Se anche ci fosse un fallimento, io continuerò ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero, la mia villa....” Ma evidentemente si sbagliava. 

Pizzichi è stato intercettato un mese fa mentre parlava con Andrea Grifani, pianificando incontri mai avvenuti, millantando di poter aprire loro ogni porta: con Cesare Damiano e soprattutto con Gianni Letta sul fronte politico e sul quello imprenditoriale con Matteo Colaninno.

Massa e Liori, in una telefonata del 5 maggio discutono: Massa si sfoga dicendo che “ è meglio non farsi più vedere insieme perché, se Eutelia cade, succederà qualcosa ed è meglio che se c’è da pagare paghi uno solo ”. Liori risponde che non deve pagare nessuno, deve pagare solo Scajola, perché è un ladro e un pezzo di merda…”.

E proprio nel giorno in cui la stampa scendeva in piazza per contrastare la legge sulle intercettazioni, la famiglia Landi & C., fondatrice di un impero fondato sulla telefonia, a causa proprio di queste intercettazioni, conosceva le patrie galere. 
 



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