Nuovo rapporto: i verdi, i sindacati e l'industria sembrano colludere per introdurre un protezionismo verde

06/ago/2010 12.45.12 Pr NewsWire Aziende Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Nuovo rapporto: i verdi, i sindacati e l'industria sembrano colludere per introdurre un protezionismo verde

MELBOURNE, Australia, August 6, 2010/PRNewswire/ --

- L'impatto porterà a un aumento dei prezzi al consumo, danneggiando i
produttori delle nazioni in via di sviluppo



"Gli sforzi compiuti da sindacati interessati, dall'industria e dai
gruppi verdi per introdurre restrizioni sul commercio internazionale per la
carta igienica farà lievitare il costo della vita per l'australiano medio,"
ha dichiarato oggi Tim Wilson, direttore dell'unità sul libero scambio e
sulla proprietà intellettuale presso l'Istituto per gli Affari pubblici.



(Logo: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20100804/DC46284LOGO)
(Logo: http://photos.prnewswire.com/prnh/20100804/DC46284LOGO)


I commenti di Wilson fanno seguito al rilascio di un nuovo documento,
Scuse verdi: collusione per promuovere il protezionismo?
(http://sustainabledev.org/wp-content/uploads/2010/08/100805-REPORT-Green-excuses-Collusion-to-promote-protectionism.pdf),
che contiene delle valutazioni su messaggi e attività sempre più coerenti
dell'industria, dei sindacati e dei gruppi verdi che si avvalgono di
giustificazioni ambientali per indurre l'Australia a reintrodurre il
protezionismo.



"I gruppi verdi stranieri, l'industria e i sindacati colludono per il
protezionismo verde che farà crescere il costo della vita. E adesso sembra
che questo si stia verificando in Australia," ha affermato Wilson.



"I gruppi verdi vogliono meno silvicoltura nei paesi in via di sviluppo.
L'industria vuole che il protezionismo verde riduca il volume delle
importazioni concorrenziali. I sindacati vogliono che il protezionismo verde
blocchi le importazioni per essere certi che potranno far conservare ai
lavoratori occupazioni ben retribuite. Ma tutto ciò si tradurrà in un costo
per i consumatori."



Gli esempi comprendono:



- La campagna Wake Up Woolworths! (Sveglia Woolworths), finanziata
principalmente da CFMEU per fare in modo che Woolworths non utilizzasse
più le importazioni di pasta di legno e carta asiatici nei suoi prodotti
selezionati con marchio privato di fazzoletti.
- Azioni legali da parte dei produttori di fazzoletti per avere
l'introduzione di limitazioni alle importazioni.
- La donazione di 28.000 dollari da parte del CFMEU alla Divisione per
l'Australia meridionale del Partito laburista australiano e nello stesso
periodo circa il Partito ha annunciato che si sarebbe impegnato per
vietare l'importazione di alcuni legnami.




"L'impatto del protezionismo è sempre lo stesso - gli interessi dei
settori industriali coinvolti producono profitti maggiori sulle spalle dei
consumatori a causa della minore pressione concorrenziale."



"Nel corso degli ultimi trenta anni l'Australia si è impegnata per
abbattere le proprie barriere protezioniste. I sindacati, l'industria e i
gruppi verdi adesso stanno cercando di utilizzare argomentazioni ambientali
per poterli erigere di nuovo."



"Gli sforzi per spingere il protezionismo ci ricordano che l'industria
non sempre e favorevole alla libera impresa," ha dichiarato Wilson.



Scuse verdi: collusione per promuovere il protezionismo?
(http://sustainabledev.org/wp-content/uploads/2010/08/100805-REPORT-Green-excuses-Collusion-to-promote-protectionism.pdf)
è disponibile al seguente indirizzo http://www.sustainabledev.org &
http://www.ipa.org.au



I video che presentano le conclusioni del rapporto sono disponibili sul
seguente sito http://www.sustainabledev.org




Source: Institute of Public Affairs

Tim Wilson, direttore, Unità sul libero scambio e sulla proprietà intellettuale, +61(0)417-356-165, media@sustainabledev.org


-------
Profile: My Profile 1
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl