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14/ott/2010 16.53.13 Ufficio Stampa Team Penso Contatta l'autore

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 Telefonate, cellulari e internet: il risparmio è promesso.  Ma resta un sogno.

 

Mogliano Veneto, 14 ottobre 2010

 

La storia è semplice, e probabilmente molto comune. Tutto ha inizio qualche mese fa.

Ogni piccola azienda vuole comprensibilmente ottimizzare i costi. A febbraio Francesco Padoan, incaricato di un provider Vodafone, promette un network di comunicazione completo ed integrato, dalla spesa contenuta. Analizzate le bollette precedenti garantisce un risparmio di circa il 50%, da 800,00€ bimestrali a meno di 500,00€ tutto compreso. A parole, perché sulla carta, quella della fattura che puntuale arriva ogni bimestre, le cifre sono inaspettatamente più alte. Circa 1200,00 euro. Burla nella burla, irrisorio l’importo per il traffico effettuato, circa 60,00 €. Il resto sono fissi e balzelli. Costo altissimo per una piccola impresa che non può permettersi queste spese. Ma non basta. Si aggiungono tutti i malfunzionamenti della Rete Unica Vodafone con cui l’azienda si trova a fare i conti: inspiegabili blackout delle linee, improvvisi resettaggi degli apparecchi che bloccano la regolare attività lavorativa. Clienti che chiamano più volte e trovano la linea scollegata, lavori persi. Per una società di servizi questo è estremamente grave.

Viene contattato Vodafone, si fanno numerosi reclami. Il servizio non migliora ma almeno viene riconosciuto il cattivo funzionamento fino a quel momento e una nota di accredito lenisce l’esborso. Imperversano, però, le spropositate bollette.

A luglio l’imprenditore contatta sia il provider Apinet, con cui ha sottoscritto il contratto, che Vodafone alla ricerca di un compromesso: sottolinea le disparità tra promesse di risparmio e realtà di rincari, è disposto anche a pagare tutte le bollette passate, ma vuole rivedere servizi previsti dal contratto e relativi costi per contenerlo entro limiti accettabili, come quelli promessi. Sia Apinet che Vodafone promettono un incontro con un loro incaricato che non arriva mai. Ma forse nessuno vuol togliere le castagne dal fuoco.

Ai primi reclami scritti di aprile, che hanno avuto soddisfazione e riconoscimento, seguono mesi di reclami per costanti e continui malfunzionamenti, costi esorbitanti e nessuno che viene a rivedere il contratto. Ottenere risposte è sempre più difficile, solo vaghe promesse ed un continuo rimpallo tra Vodafone, Apinet suo provider, il commerciale che ha siglato il contratto, che da qualche mese è in malattia. Le bollette, intanto, corrono ma la compagnia evidentemente non intende trattare; il contratto sembra non possa essere ritoccato.

Arriviamo a fine agosto. Vodafone minaccia la sospensione delle linee perché l’azienda, non ottenendo soddisfazioni in alcun modo, ha sospeso i pagamenti. Viene contattato l’ufficio competente, si offre un pagamento dilazionato delle quote sospese chiedendo ancora una volta la revisione del contratto. L’addetta risponde che questo non dipende da lei ma da un suo superiore e promette di farci chiamare per definire la questione.

A fine settembre nulla è cambiato, nessuno ha chiamato, le bollette continuano ad essere recapitate e non si vede modo di uscire da questa situazione troppo onerosa, resa ancora più grave dai tempi difficili che l’economia sta attraversando.

Esausta dalle richieste ignorate e prossima alla denuncia per truffa nei confronti di Apinet e Vodafone, l’azienda si rivolge ad altra compagnia telefonica e tenta una migrazione dei numeri di telefono, fondamentali ormai per i suoi contatti. Vodafone agisce negando la portabilità e disattivando, bloccando e addirittura sospendendo le linee. Il tutto senza preavviso e senza cercare nessun accordo. Quindi beffe e danni tutti a carico del cliente: bollette doppie, cattivi servizi, disfunzioni, e la privazione dei numeri che i clienti conoscono e quindi danni economici rilevanti. Oggi l’azienda ha inviato l’ultima raccomandata che espone tutti questi fatti all’ufficio reclami della Vodafone nella speranza che almeno loro si facciano parte diligente per risolvere in maniera equa la situazione. Apinet ha guadagnato, Vodafone ha guadagnato, una piccola azienda ha rimesso soldi, tempo per reclami, numeri telefonici e ha patito vari e costanti malfunzionamenti. Questo è solo un esempio ma di queste storie ce ne sono molte.

 

Indignato Gian Pietro Penso, past president di Apindustria Venezia e testimone in prima persona di tutta la vicenda, denuncia l’ennesimo sopruso ai media: “Lascio immaginare le difficoltà, i danni e la perdita d’immagine causati” - afferma. “L’azienda ha sempre dichiarato la volontà di onorare quanto dovuto a patto che si rivedessero per il futuro alcune condizioni contrattuali. E’ stato pagato troppo per servizi di cui non si è nemmeno potuto beneficiare appieno. Ed ora, decisi a cambiare gestore, negano le portabilità bloccando le utenze. E’ vergognoso, la pubblicità è ingannevole e non c’è trasparenza. Per non parlare, poi, dei modi quasi “estorsivi” e dalla convenienza unilaterale con cui Vodafone gestisce contratti e rapporti, ignorando del tutto le istanze dei clienti e cerando solo il proprio profitto” -continua.” E’ opportuno muovere una class action.  Nel frattempo si procederà con un esposto in procura della Repubblica, documentando  la storia con carte alla mano nell’ipotesi di possibili truffe subite ”

 

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