La riforma della professione forense: un provvedimento iniquo e dannoso

Cesare Baraldi, titolare di Baraldi Group Italia (uno dei più noti brand di infortunistica), che attualmente è membro del collegio dei revisori dell'ANEIS (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale) e che ha iniziato la sua carriera dapprima come perito iscritto all'ISVAP (ruolo ricoperto ancor oggi), poi come liquidatore e, a soli trent'anni, ha rivestito il ruolo di funzionario in una primaria compagnia assicurativa.

13/dic/2010 17.24.24 Baraldi Group Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Cesare Baraldi, titolare di Baraldi Group Italia, propone una revisione del disegno normativo con un incontro tra le parti coinvolte

 

E’ attualmente sottoposto alla Camera il disegno di legge che riguarda la riforma della professione forense. “Si tratta di una proposta che di fatto va ad individuare delle nuove competenze esclusive per gli avvocati e che eliminerà dal mondo del lavoro migliaia di giuristi, patrocinatori stragiudiziali e consulenti in infortunistica stradale”.

Interviene con parole forti  il dott. Cesare Baraldi, titolare di Baraldi Group Italia (uno dei più noti brand di infortunistica), che attualmente è membro del collegio dei revisori dell’ANEIS (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale) e che ha iniziato la sua carriera dapprima come perito iscritto all’ISVAP (ruolo ricoperto ancor  oggi), poi come liquidatore  e, a soli trent’anni, ha rivestito il ruolo di funzionario in una primaria compagnia assicurativa.

Baraldi spiega come, a fronte di tale previsione, emergono prima di tutto delle gravi contraddizioni in termini di costituzionalità, poiché le recenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione (ad esempio Cass., sez. III, sentenza 21/01/2010 n.997) affermano come la prestazione di opere intellettuali nell’ambito dell’assistenza legale  sia riservata agli iscritti negli albi forensi solo nei limiti della rappresentanza, assistenza e difesa delle parti in giudizio; invece, al di fuori di tali limiti, l’assistenza e consulenza legale non è riservata agli iscritti agli albi professionali e pertanto da diritto a compenso a favore di colui che la esercita.

“Al di là della questione normativa – continua Baraldi – è necessario evidenziare le gravi conseguenze sotto il profilo professionale, sociale, economico e occupazionale. Ricordo, infatti, che le agenzie infortunistiche sono diventate un determinante soggetto interlocutore a cui i cittadini sempre più spesso si rivolgono per trovare una definizione rapida e sicura alle controversie che emergono in seguito ad infortuni stradali, sul lavoro o quant’altro, evitando di dare avvio a complessi e costosi contenziosi nelle aule dei tribunali. In tali strutture opera personale qualificato che, attraverso la formazione continua, esperienza e dedizione, riesce a garantire validi risultati concreti tutelando i diritti dei consumatori.

Una professionalità che è stata costruita sul campo in lunghi anni e che rischia di venire mortificata da una riforma che mira a tutelare gli interessi di alcuni singoli, portando al collasso un’intera categoria composta da migliaia di persone. Senza dimenticare, inoltre, i considerevoli investimenti finanziari, come ad esempio formule di mutuo, leasing o locazione, che sono state intraprese dai titolari per garantire spazi adeguati agli uffici e ai centri di assistenza. Non ci saranno più le risorse indispensabili per far fronte a tali impegni con conseguenti complesse ricadute sugli istituti di credito”.

Baraldi, da oltre trent’anni sul mercato con una rete di studi di infortunistica in tutta Italia non in franchising, punta quindi l’attenzione sul pericolo circa la perdita di posti di lavoro che, come logico, colpirebbe anche la categoria dei liquidatori e dei periti assicurativi, nonché l’eventuale subdolo ricorso a presta nome, abilitati alla professione forense, ma non esperti in materia così specialistica, pur di mantenere in vita le attività.

“Si sta profilando uno dei peggiori “inciuci all’italiana” – prosegue Baraldi – perché è chiaro che le conseguenze negative di questa riforma ricadranno pure sulle numerose società di servizi e sulle compagnie assicurative che si servono di uffici esterni di liquidazione, realtà consolidate condotte da personale preparato e con un’esperienza maturata sul campo che, però, non ha il titolo di avvocato. Cosa succederà? Si stralcerà un intero settore facendo saltare migliaia di posti di lavoro e mettendo in ginocchio altre famiglie, o, peggio ancora, si assumerà un avvocato come dipendente il quale, sostanzialmente, farà solo da intermediario di facciata per consentire il proseguo dell’attività  attraverso un rapporto esclusivamente fittizio tra il professionista legale e i danneggiati? L’assurdo è che invece di creare chiarezza e specializzazione, questa riforma mina la professionalità e, di più, andrà a gravare sulle condizioni della spesa pubblica e sulla previdenza perché lo Stato sarà chiamato in causa, per far fronte alla mancanza di redditi, con ulteriori soluzioni di sostegno economico e sociale. In questo periodo di crisi servono segnali forti, soprattutto rivolti ai giovani, di intraprendenza e sostegno all’impresa e alla professionalità – continua Baraldi – non certo formule che affossano le aziende e i lavoratori portando solo disoccupazione. Propongo dunque una revisione completa del disegno di legge in oggetto, coinvolgendo le varie categorie e studiando soluzioni in linea con le esigenze dei differenti professionisti, dei consumatori e dei rappresentanti delle istituzioni. Un tavolo di concertazione per aprire un dialogo che prima non c’è mai stato - conclude Baraldi – individuando anche formule che garantiscano l’istituzione di un albo nazionale degli esperti in infortunistica con ammissione all’esercizio della professione tramite preventivo esame abilitante, corsi di aggiornamento obbligatori (che già l’ANEIS chiede ai suoi associati) e controlli sull’espletamento dell’attività effettuati da un organo superiore istituito ad hoc. Si tratta di strategie che sono concretizzabili per riconoscere a questo lavoro la dignità che si è guadagnato negli anni, capace di ridurre quella litigiosità che, come invece questa riforma intende operare, non fa altro che intasare le aule dei tribunali con la discussione di cause eterne e costose a scapito dei danneggiati”.

  

 

www.infortunisticabaraldi.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl