Qualita’: come valutare i collaboratori in azienda

E' su questo concetto che è ruotato, questo pomeriggio, a palazzo Torriani il convegno promosso da Confindustria Udine, Ordine degli Ingegneri della provincia di Udine e AICQ Triveneta dal titolo: "L'importanza dell'equilibrio tra gli aspetti razionali e quelli emotivi nella conduzione e valutazione dei propri collaboratori".

10/feb/2011 13.26.32 Blu Wom Contatta l'autore

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Dipendenti soddisfatti e identificati con la missione e la visione aziendale sono un presupposto fondamentale per il successo dell’azienda. E’ su questo concetto che è ruotato, questo pomeriggio, a palazzo Torriani il convegno promosso da Confindustria Udine, Ordine degli Ingegneri della provincia di Udine e AICQ Triveneta dal titolo: “L'importanza dell'equilibrio tra gli aspetti razionali e quelli emotivi nella conduzione e valutazione dei propri collaboratori”.

Dopo l’introduzione ai lavori di Claudio Magon, capogruppo aziende “Terziario Avanzato” di Confindustria Udine; Alberto Bobbo, presidente AICQ Triveneta, e Marco Morocutti, coordinatore Commissione Ingegneri dell’Industria dell’Ordine Ingegneri Udine, l’incontro ha ospitato tre relazioni.

Nella prima Raffaele Perrotta, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Udine, ha rimarcato come la “la valutazione delle prestazioni sia un importante fattore di comunicazione oltre che uno strumento tecnico indispensabile: assicura il coinvolgimento emotivo dei collaboratori attraverso il meccanismo dei riconoscimenti, aiuta a riflettere sulla realtà operativa, esplicita le differenze di significato attribuite agli obiettivi”.

Nella seconda Piero Dettin, Presidente Comitato “Risorse Umane e qualità del lavoro” di AICQ, ha individuato nella soddisfazione del personale una risorsa primaria per l’azienda. “Il coinvolgimento, l’ascolto del cliente interno, la disponibilità del leader e la delega decisionale sono infatti – ha evidenziato Dettin - i tratti distintivi delle organizzazioni che affrontano e vincono le sfide sempre più impegnative dei mercati”.

Nella terza Giorgio Cozzi, Presidente I.S.O. S.r.l., ha sviluppato il tema della leadership e dell’intelligenza emotiva, sottolineando l’importanza dell’autorità morale nella leadership: “Gestire persone – ha osservato - richiede abilità emozionali speciali, ascoltare per essere ascoltati, credere per farsi credere, aprirsi per far aprire e raccogliere il meglio da sé e dagli altri”.

E’ seguita, quindi, moderata da Vincenzo Missio, presidente di Coveco srl, membro del Comitato Piccola Industria di Confindustria Udine, una tavola rotonda cui hanno preso parte, oltre a Perrotta, Dettin e Cozzi, anche Giuseppe Carlini, partner senior di MC Consulting di Udine, Giordano Bruno Petrei, presidente di Modulblok di Amaro, e Roberto Siagri, Presidente di Eurotech spa. 

Da esperto di marketing, Carlini si è soffermato sulle relazioni che sussistono tra le azioni interne all’organizzazione inerenti la soddisfazione del personale e i sistemi di valutazione, e le azioni di comunicazione verso l’esterno. “Ogni organizzazione manifatturiera, di servizi tradizionali e avanzati trasmette ai suoi target di riferimento esterni la sommatoria delle tensioni interne positive e negative: conseguentemente – ha precisato Carlini -, la positività o la negatività comunicata è determinante nel costruire e alimentare la reputazione e la responsabilità sociale dell’impresa”.

Dal canto suo, Petrei ha ricordato alcune delle numerose iniziative avviate nei confronti del personale della Modulblok per motivarlo e identificarlo con la “mission” aziendale. “Noi – ha rimarcato Petrei – abbiamo applicato all’interno della nostra azienda la filosofia industriale della “lean manufacturing” (filosofia industriale ispirata al Toyota Production System che mira a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli ndr.), un sistema che non solo rivoluzione le metodiche lavorative, ma anche valorizza l'aspetto umano. Credo che la filosofia “lean” rappresenti il giusto equilibrio tra gli aspetti tecnico-razionali ed emotivi nella gestione dei processi aziendali”.

Siagri ha invece illustrato il punto di vista di un’azienda globale che, nella gestione delle risorse umane, deve confrontarsi con strumenti e modelli distinti a seconda del Paese in cui opera. “Se parliamo di motivazione – ha argomentato Siagri - questa cambia area geografica per area geografica. Rispetto ad un giapponese disposto a tagliarsi lo stipendio pur di vedere la propria azienda in attivo o allo statunitense abituato ogni giorno a correre, indipendentemente se sia “leone o gazzella”, è generalmente più difficile motivare il personale in un sistema chiuso e a bassa flessibilità come quello italiano, dove il lavoro garantito pare essere un diritto dovuto”.

 

 

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