UN ANTICRISI DI NOME MARKETING

09/mar/2011 09.34.59 Winner (TS) Contatta l'autore

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Aziende smarrite ma la bussola degli esperti indica ancora il marketing strategico come una delle possibili vie di uscita dalla crisi.

 

Alcuni recenti meeting di aziende produttrici di arredamento hanno riproposto l’attuale evoluzione degli stili di consumi come uno degli effetti che influiscono sul ruolo e il rapporto del marketing e della comunicazione. Si tratta  di cambiamenti di origine esogena ed endogena. All’esterno assistiamo ad un radicale mutamento della società di fronte ai mezzi e ai sistemi di comunicazione; all’interno registriamo una certa confusione di ruoli, con archistar che non si limitano a svolgere il loro lavoro ma confondono la loro esperienza per una presupposta globalità di competenza, al punto di volersi appropriare anche degli aspetti comunicazionali (e andrebbe ancora bene) fino alle strategie di marketing. Dimenticando che il designer deve sfuggire dal puro soggettivismo, in quanto è l’artefice dell’opera e non ne è il protagonista, ne tanto meno è l’opera stessa. E i designer che vogliono fare della propria vita un opera d’arte semplicemente equivocano il fare con l’agire. Ma oggi, la comunicazione, soprattutto i nuovi mezzi concessi dal mondo web, rafforzano la possibilità e la capacità del marketing di continuare ad occuparsi di rilevare le esigenze “reali” dei consumatori, dare elementi in grado di consentirne la traduzione in soluzioni costruttive e progettuali, occuparsi della collocazione del prodotto e far si che venga visto e spiegato sia nei suoi elementi tecnici che immateriali. Soprattutto tenendo presente che il nuovo consumatore diviene (per certi versi paradossalmente) sempre meno seriale nei gusti e sempre più esigente di personalizzazioni a tutti i livelli. Il marketing oggi più di ieri può identificare con precisione il target a cui l’azienda si rivolge. In questo contesto la comunicazione deve essere equilibrata nel trasferire le informazioni sul prodotto e avere ben presente le esigenze del target a cui si rivolge, senza intromissioni estetico-autoreferenziali.

 

 

Maria Gabriella Ferrazza

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