Maria Cecilia Hospital, già 2500 pazienti curati nel nuovo Polo di Aritmologia col "Pappone Approach"

25/mag/2011 08.49.25 Gruppo Villa Maria Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Circa 2500 pazienti sono già stati trattati nel polo di aritmologia allestito un anno fa al Maria Cecilia Hospital di Cotignola, sotto la direzione dello scienziato Carlo Pappone, pioniere negli interventi salvavita ad alta tecnologia per le aritmie e gli scompensi cardiaci. L’ambizioso progetto di realizzare il più avanzato polo di aritmologia al mondo ha preso corpo all’inizio del 2010, quando il professor Pappone dopo 15 anni ha abbandonato il ruolo di direttore del Dipartimento di Aritmologia dell’ospedale San Raffaele, per ricoprire lo stesso incarico nel Gruppo Villa Maria. Nella struttura di Cotignola è così sorto il laboratorio del futuro, con tecnologie messe a punto dallo stesso professore: sale senza fili completamente magnetiche, sistemi in 3D, connessione via satellite per operare i pazienti a distanza, da tastiera, tramite robot. «Il nostro primo bilancio è del tutto soddisfacente – dichiara il professor Pappone - Siamo stati accolti molto bene in Emilia Romagna, stabilendo subito un ottimo rapporto con i colleghi cardiologi. Il 20 per cento dei nostri pazienti arriva da questa regione, il 75 per cento proviene dalle altre regioni italiane, mentre un 5 per cento è di nazionalità straniera. Nel corso del 2011 prevediamo un incremento del 40 per cento dell’attività, che dovrebbe aumentare di un ulteriore 20 per cento l’anno prossimo».

Secondo tradizione del gruppo di lavoro che fa capo a Carlo Pappone, anche al Maria Cecilia Hospital sono stati avviati dei corsi di formazione per medici, prevalentemente stranieri, che nella struttura di Cotignola imparano le nuove tecniche innovative per l'ablazione della fibrillazione atriale, tra le più diffuse aritmie. Questa tecnica, inventata dal professore stesso e conosciuta nel mondo come “Pappone approach”, consiste nell’inserire per via endovenosa un elettrocatetere che raggiunge il cuore ed elimina la parte che causa l’aritmia. «Inoltre è stata proficua l’attività di ricerca rivolta a sviluppare nuovi cateteri e tecnologie tridimensionali – aggiunge il luminare – Ci avvaliamo di laboratori dislocati in Israele e negli Usa, per la realizzazione di prototipi che testiamo al Maria Cecilia Hospital. Anche l’attività di ricerca clinica è stata gratificata da significative pubblicazioni su autorevoli riviste internazionali. Quando sono arrivati, i nostri giovani ricercatori erano alle prime armi ma pieni di buona volontà. Oggi svolgono con orgoglio il loro ruolo, senza complessi verso le sfide internazionali che il nostro Gruppo sta affrontando, sia sul piano clinico che su quello scientifico».

Ai 2500 pazienti trattati al Maria Cecilia Hospital vanno aggiunti altri 800 interventi effettuati al Maria Eleonora Hospital di Palermo, anch’esso appartenente al Gruppo Villa Maria. «Stiamo ponendo le basi per creare un network in cui, da un “hub” centrale al Maria Cecilia Hospital, potranno essere seguite procedure a distanza sugli altri centri cardiologici del Gruppo, localizzati in varie regioni italiane». Con l’elettrofisiologia si è ormai in grado di curare il 90 per cento delle aritmie.

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl