Procoralan(R)Corlentor migliora notevolmente la qualità della vita e la sopravvivenza nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica

22/mag/2011 14.13.46 Pr NewsWire Aziende Contatta l'autore

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Procoralan(R)Corlentor migliora notevolmente la qualità della vita e la sopravvivenza nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica

GÖTEBORG, Svezia, May 22, 2011/PRNewswire/ -- I risultati di una nuova analisi relativa al più grande studio di
morbi-mortalità mai realizzato sul trattamento dell'insufficienza cardiaca
cronica mostrano che Procoralan(R)/Corlentor (ivabradina), farmaco che riduce
la frequenza cardiaca, assicura un notevole miglioramento della qualità della
vita .[1] Questi nuovi dati dello studio SHIFT (Systolic Heart Failure
Treatment with the If Inhibitor Ivabradine Trial, ovvero il trattamento
dell'insufficienza cardiaca sistolica con l'ivabradina inibitore della
corrente If), presentati per la prima volta oggi all'Heart Failure Congress
2011, sono estremamente importanti dato che la qualità della vita è
significativamente compromessa nei pazienti con insufficienza cardiaca
congestizia.



"Migliorare la sopravvivenza e alleviare le sofferenze dei pazienti sono
gli obiettivi principali nella gestione dei pazienti affetti da insufficienza
cardiaca," ha commentato il Professor Karl Swedberg dell'Università di
Göteborg, co-chairman dello studio SHIFT.



"Tuttavia, i farmaci attualmente prescritte per il trattamento
dell'insufficienza cardiaca che migliorano la sopravvivenza, come i beta
bloccanti, migliorano solo lievemente la qualità della vita dei pazienti
affetti da insufficienza cardiaca o non la migliorano affatto, al contrario
di terapie come i diuretici, che migliorano la qualità della vita ma non
hanno dimostrato effetti positivi per quanto concerne la sopravvivenza.
Abbiamo bisogno di nuove terapie come l'ivabradina, che è in grado di
migliorare sia la qualità della vita, sia la sopravvivenza".



Lo studio SHIFT sulla qualità della vita ha coinvolto 1944 pazienti
affetti da insufficienza cardiaca cronica e provenienti da 24 Paesi. I
pazienti sono stati randomizzati a ricevere Procoralan(R)Corlentor o il
trattamento con placebo, in aggiunta alla terapia standard prevista per il
trattamento dell'insufficienza cardiaca. La qualità della vita è stata
oggetto di valutazione per due anni tramite l'utilizzo del Kansas City
Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ), un sistema di valutazione convalidato e
specifico per la malattia, in grado di valutare la capacità funzionale e la
qualità della vita dei pazienti.[2] Il KCCQ è un questionario autogestito che
quantifica i vari aspetti della vita quotidiana come le limitazioni fisiche,
i sintomi, l'autonomia quotidiana e la vita sociale nei pazienti affetti da
insufficienza cardiaca cronica.



È stato osservato un miglioramento nel gruppo di pazienti a cui è stato
somministrato Procoralan(R)/Corlentor. In un'analisi specifica, da cui sono
stati esclusi i pazienti deceduti, l'aumento del punteggio clinico (CSS,
Clinical Summary Score), riguardante perlopiù i sintomi clinici, e del
punteggio Globale (OSS, Overall Summary Score), comprendente gli aspetti
clinici e sociali, è risultato fino a due volte superiore nel gruppo di
pazienti che hanno ricevuto Procoralan/Corlentor.



Questi nuovi risultati vanno ad aggiungersi ai risultati principali dello
studio SHIFT, che hanno dimostrato come Procoralan(R)/Corlentor riduca di
oltre un quarto sia il rischio di ospedalizzazione dovuta a peggioramento
dell' insufficienza cardiaca (26%, p<0.0001), sia la morte per insufficienza
cardiaca (26%, p=0.014). Nonostante i pazienti fossero già sottoposti a un
buon trattamento, è stato possibile osservare questi benefici dopo soli tre
mesi di trattamento con Procoralan/Corlentor.



L'insufficienza cardiaca cronica colpisce 15 milioni di pazienti in
Europa (dal 2% al 3% dell'intera popolazione). Questa malattia compromette la
capacità del cuore di pompare in modo efficace e di assicurare una
circolazione sufficiente del sangue per soddisfare le esigenze del corpo.



L'insufficienza cardiaca ha un'incidenza enorme sulla prognosi e sullo
stile di vita dei pazienti e rappresenta un aspetto importante dal punto di
vista sanitario ed economico. L'insufficienza cardiaca ha ripercussioni su
ogni aspetto della vita quotidiana dei pazienti, in particolar modo sulla
loro mobilità e sulle attività abituali, come i lavori domestici e la
socializzazione. Purtroppo, la metà dei pazienti affetti da insufficienza
cardiaca muore nell'arco di quattro anni.



Paragonati alle altre principali malattie croniche, i pazienti con
insufficienza cardiaca cronica hanno mostrato lo stesso tipo di peggioramento
della qualità della vita che caratterizza i pazienti costretti a dialisi, con
depressione ed epatite.[3]



Oltre agli sviluppi terapeutici in grado di aumentare la sopravvivienza
dei pazienti affetti da insufficienza cardiaca, è essenziale che questi
pazienti riescano a svolgere le attività quotidiane e che abbiano una
migliore qualità della vita.



"Questi nuovi risultati relativi alla qualità della vita sono
un'ulteriore conferma dei principali risultati ottenuti dallo studio SHIFT e
mettono in evidenza la necessità di valutare la possibilità di ridurre la
frequenza cardiaca con ivabradina nei pazienti affetti da insufficienza
cardiaca in ritmo sinusale e frequenza cardiaca superiore ai 70 bpm," ha
concluso il Professor Michel Komajda, co-presidente del Comitato Esecutivo
dello studio SHIFT.



* A seconda del Paese, l'ivabradina è disponibile con il nome di
Procoralan(R), Coralan(R), Coraxan(R), o Corlentor(R)



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Riferimenti



[1] Ekman I. L'ivabradina è associata al miglioramento della qualità
della vita in termini di salute. Risultati dello studio SHIFT, presentati
oralmente nel corso di una recente sessione di sperimentazione innovativa
dell'Heart Failure Congress 2011



[2] Green CP, Porter CB, Bresnahan DR, Spertus JA. Sviluppo e valutazione
del Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire: un nuovo sistema di valutazione
dello stato di salute nei casi di insufficienza cardiaca. J. Am. Coll.
Cardiol. 2000;35;1245-1255



[3] Juenger J, et al. Qualità della vita in termini di salute nei
pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia: paragone con altre
malattie croniche e rapporto con le variabili funzionali. Heart.
2002;87:235-241






Source: Les Laboratoires Servier; Servier

Per maggiori informazioni, rivolgersi a: Media enquiries: Ben Stewart, Tonic Life Communications, Ben.stewart@toniclc.com, +44(0)207-798-9910; Laura Craggs, Tonic Life Communications, laura.craggs@toniclc.com, +44(0)207-798-9910


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