Pubblicata su Hepatology la pi? grande valutazione multicentrica di radioembolizzazione con l'utilizzo di SIR-Spheres per pazienti con tumore primario del fegato non operabile

07/lug/2011 08.10.27 Pr NewsWire Aziende Contatta l'autore

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Pubblicata su Hepatology la più grande valutazione multicentrica di radioembolizzazione con l'utilizzo di SIR-Spheres per pazienti con tumore primario del fegato non operabile

PAMPLONA, Spagna, July 7, 2011/PRNewswire/ --

- Una valutazione ENRY in 325 pazienti evidenzia l'efficacia e la
sicurezza della radioembolizzazione in pazienti gravemente ammalati e
identifica un campione specifico della popolazione che può trarre vantaggio
dal trattamento



Oggi sono stati pubblicati on-line su Hepatology,il periodico
specializzato della American Association of the Study of Liver Diseases[1],
i risultati delle analisi del multi-centre European Network sulla
radioembolizzazione con microsfere di resina di Yttrium-90 (ENRY) riguardo
ai risultati a lungo termine relativi alla sopravvivenza e alla sicurezza
della radioembolizzazione con SIR-Spheres in pazienti con tumori del fegato
primari non operabili.



La valutazione di 325 pazienti con cancro del fegato non operabile
(carcinoma epatocellulare non operabile) che sono stati trattati da una
équipe di specialisti del fegato, oncologi, radiologi interventisti e
medici di medicina nucleare, in otto centri in Germania, Italia e Spagna, ha
fornito una "chiara evidenza dei risultati di sopravvivenza ottenuti tramite
la radioembolizzazione, che includeva pazienti con malattia avanzata e poche
possibilità di trattamento", ha dichiarato Bruno Sangro, MD, PhD,
professore di epatologia nel reparto epatico della clinica universitaria di
Navarra, Pamplona (Spagna) e coordiantore del gruppo ENRY.



Scoperte della valutazione ENRY



La maggior parte dei pazienti (82.5%) esaminati dal gruppo ENRY
soffrivano di malattia al fegato abbastanza ben compensata (Child-Pugh class
A), con cirrosi sottostante (78,5%) e un buon risultato della
elettrocorticografia ECOG (ECOG 0-1: 87,7%). Tuttavia molti di loro
presentavano noduli tumorali multipli(75,9%), con la malattia presente in
entrambi i lobi del fegato (53,1%) o occlusione della vena porta (il vaso
che trasporta il sangue dal tratto gastrointestinale al fegato) in entrambi
i segmenti della vena (13,5%) o del vaso principale (9,8%).



Oltre il 40 per cento dei pazienti (41,5%) presentava un miglioramento
in seguito ad uno o più trattamenti precedenti alla radioembolizzazione con
SIR-Spheres (yttrium-90 con microsfere di resina; Sirtex Medical Limited,
Sydney, Australia), tra i quali chirurgia o trapianto di fegato, procedure
percutanee come le iniezioni di etanolo o l'ablazione con radiofrequenza di
tumori al fegato individuali, procedure vascolari, quali la embolizzazione
transarteriosa (TAE) o la chemioembolizzazione (TACE) che blocca le arterie
del fegato che "nutrono" i tumori.



Utilizzando i criteri di classificazione della Barcelona Clinic Liver
Cancer (BCLC), la maggior parte dei pazienti valutati dal gruppo ENRY
presentavano la malattia a livello avanzato (BCLC C: 56,3%) o
intermedio(BCLC B: 26,8%).



Ai pazienti che hanno ricevuto la radioembolizzazione (detta anche
radioterapia interna selettiva o SIRT) è stata somministrata una dose media
di 1,6 GBq di microsfere di resina di yttrium-90 a radiazione beta,
principalmente come procedura singola amministrata per via transarteriosa al
fegato tramite un catetere impiantato nelle arterie femorali ed epatiche. La
media della sopravvivenza totale di pazienti trattati con SIRT è stata
stabilita dal gruppo ENRY a 12,8 mesi. Il tasso di sopravvivenza variava
significativamente in base allo stato di avanzamento della malattia: 24,4
mesi per pazienti in BCLC A; 16,9 mesi in BCLC B; e 10,0 mesi in BCLC C.



"Dal momento che ENRY non è uno studio prospettico, i nostri risultati
devono essere interpretati con cautela", ha spiegato il Professor
Sangro."Ciò che possiamo affermare, basato sulle nostre valutazioni su un
esteso campione di pazienti con epatocarcinoma cellulare HCC trattati con
pratica clinica di routine, è che la radioembolizzazione che utilizza
SIR-Spheres va a colpire direttamente i tumori e risparmia i tessuti epatici
vitali. Questo ci permette di ridurre il carico della malattia e di
aumentare potenzialmente sia la sopravvivenza del paziente che la sua
qualità di vita. La sopravvivenza maggiore si verifica in quei pazienti che
hanno mostrato di rispondere meglio alla terapia, che hanno minori noduli
tumorali e in assenza di occlusione della vena porta.



"Risulta anche chiaro dalle analisi", ha aggiunto Sangro, "che la
radioembolizzazione può essere particolarmente d'aiuto in quattro tipi
specifici di categorie di pazienti. Questi includono, in primo luogo, i
pazienti che possono usufruire del trattamento TACE ma che possono ottenere
maggiori benefici alle SIR-Spheres; pazienti che non sono adatti al
trattamento TACE a causa dell'alto numero di noduli tumorali (>5) o della
loro diffusione in entrambi i lobi del fegato; pazienti che non hanno
ottenuto in precedenza risultati con la TACE; e infine, pazienti che non
possono essere sottoposti alla TACE causa ostruzione della vena porta.
Questi pazienti hanno poche altre possibilità di trattamento."



Altre possibilità di trattamento che si sono dimostrate in grado di
aumentare la sopravvivenza in pazienti con HCC inoperabile includono la
TACE, che richiede procedure di intervento ripetute e ospedalizzazione
dovuta alla sindrome da post-embolizzazione; e il sorafenib, un farmaco per
via orale che va assunto due volte al giorno e che può provocare effetti
collaterali tali da costringere a interrompere il trattamento in più di un
terzo dei pazienti (38%).[3]



La valutazione congiunta ENRY ha rilevato che la radioembolizzazione era
ben tollerata da questi pazienti. Più della metà (52,5%) accusavano
spossatezza; circa un terzo (32.0%) accusava nausea o vomito; mentre un po'
più di un quarto (27.1%) accusava dolori addominali e un decimo accusava
febbre leggera. Questi sintomi erano passeggeri in tutti i casi.



Un numero molto ristretto di pazienti (3,7%) ha sofferto di ulcera
gastrointestinale, che può verificarsi quando alcune microsfere passano
accidentalmente attraverso l'arteria gastrica.



"In base alla valutazione ENRY", conclude il prof. Sangro, "riteniamo
che la radioembolizzazione meriti un utilizzo di routine in pazienti con
cancro primario del fegato. La radioembolizzazione può anche essere una
opzione sinergetica se combinata con i più recenti trattamenti
farmaceutici, quali il sorafenib, inibitore della tirosin-chinase".



Informazioni sul carcinoma epatocellulare



Il carcinoma epatocellulare (HCC) si manifesta in pazienti il cui fegato
è seriamente danneggiato o presenta cirrosi a causa di patologie quali
epatite o alcolismo. È uno dei dieci tumori più comuni al mondo, con quasi
750.000 casi diagnosticati ogni anno, e la terza causa principale di morte
per cancro. Si manifesta con maggiore frequenza in regioni dove l'epatite
viene diagnosticata più spesso, quali l'Asia Pacifica e l'Europa
meridionale.



Il cancro epatocellulare può venire trattato solamente chirurgicamente,
tramite asportazione della parte malata del fegato o trapianto da donatore
sano. Questi interventi sono tuttavia inadeguati per la maggioranza dei
pazienti, la cui aspettativa di sopravvivenza va da pochi mesi a due o più
anni. La loro sopravvivenza dipende dalle condizioni del fegato al momento
della diagnosi e dall'estensione del tumore.



Per ulteriori informazioni:



SIR-Spheres è autorizzata all'utilizzo in Australia, nell'Unione
Europea (Marcatura CE), Nuova Zelanda, Svizzera, Turchia e molti altri
paesi, per il trattamento dei tumori del fegato non operabili.



SIR-Spheres è approvata dalla FDA ed è indicata negli USA per il
trattamento di tumori metastatici del fegato non operabili da tumore
primitivo del colon-retto in combinazione con chemioterapia arteriosa
intraepatica che utilizza floxuridina.



Immagini, video e ulteriori materiali sono disponibili online su
http://www.SIRTnewsroom.com.



Bibliografia:



1. Sangro B, Carpanese L, Cianni R et al on behalf of European Network
on Radioembolization with Yttrium-90 resin microspheres (ENRY). Survival
after [90]Y resin microsphere radioembolization of hepatocellular carcinoma
across BCLC stages: A European evaluation. Hepatology 2011; ePub doi:
10.1002/hep.24451.



2. GLOBOCAN. Liver Cancer Incidence and Mortality Worldwide in 2008.
http://globocan.iarc.fr/factsheets/cancers/liver.asp accessed 28 June 2011.



3. Llovet J, Ricci S, Mazzaferro V et al for the SHARP Investigators
Study Group. Sorafenib in advanced hepatocellular carcinoma. New England
Journal of Medicine 2008; 359: 378-390.




Per ulterior informazioni:
Angela Zeverino
Noesis Comunicazione Tel. +39-02-83105108
angela.zeverino@noesis.net





Source: ENRY Trialists

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